di Giulia Segna – “Ogni tanto mi sveglio con l’ansia dell’incerto, con la paura di fallire, di non riuscire a pagare tutto e far quadrare i conti a fine mese, ma non tornerei indietro. Sono felice, ho ritrovato quella libertà che mi mancava”. Simone Vittorini, torinese di 35 anni, ha lasciato il posto fisso per coronare il suo grande sogno: aprire una libreria per bambini. Una scelta che, di certo, lo sta mettendo alla prova, ma la gioia negli occhi e l’entusiasmo della voce mentre racconta il suo ‘cambio-vita’ non lasciano dubbi.
“Qualunque idea mi baleni in testa la valuto e se non ha dei costi elevati la metto in atto, o almeno ci provo. Sono padrone del mio tempo, non devo chiedere permessi a nessuno, qui posso esprimere chi sono davvero”.
Inaugurata nel settembre del 2024, la libreria Capitan Tomìn, in zona San Donato a Torino, sta diventando un punto di riferimento per tutto il quartiere. Nel nome c’è la combinazione tra le avventure piratesche, alle quali si ispira lo stile del negozio e il richiamo alla sua storia. “Volevo mantenere il legame con l’attività precedente, era una latteria del 1950, molto conosciuta e frequentatissima dagli abitanti di zona. Anzi, con la vecchia proprietaria sono in contatto, mi viene a trovare spesso, mi dice che è contenta che l’attività l’abbia presa in gestione io”.


Così, la mascotte del negozio è Tomìn, un capitano dalle fattezze di topo che ricorda il nome del tipico formaggio piemontese. L’animaletto accompagna metaforicamente i bambini che varcano la soglia del locale in un viaggio di scoperta di preziosi tesori nascosti, ovvero le storie narrate nei libri sugli scaffali. Ogni bimbo, quindi, ha la possibilità di trasformarsi da semplice mozzo a valoroso capitano, seguendo un magico percorso tra teschi, quadri di topi antenati, orologi a pendolo, lanterne e candele. Un percorso di crescita, di stupore, di meraviglia.
“Il mio prodotto lo trovi ovunque – ammette – i libri per l’infanzia li vende chiunque, da Amazon alle grandi catene multinazionali, ma
qui la differenza la faccio io, l’impegno che metto nella relazione con i clienti”.
In effetti, dal suo racconto emerge la passione nel costruire rapporti di vicinato autentici e solidi. “Organizzo periodicamente incontri con e per i cittadini, per favorire il dialogo e l’incontro tra persone: per esempio, collaboro con un cineforum qui vicino rivendendo le loro tessere, non ci guadagno niente ma mi fa piacere farlo. Ho fatto richiesta alla casa editrice Settenove per aderire ad un progetto per donne vittime di violenza. Nei prossimi giorni ho appuntamento con un referente delle famiglie Arcobaleno per una possibile collaborazione. Una volta al mese, le maestre dell’asilo qui vicino portano i loro alunni lasciandoli liberi di leggere quello che vogliono”.


E poi, sessioni di lettura ad alta voce con lettrice professionista, laboratori di crochet per signore, workshop musicali, incontri con esperti di salute mentale che, con l’aiuto di specifici libri illustrati, guidano le emozioni di bambini, donne in gravidanza e neo genitori.
“La libreria per me non è mai stata solo vendita di prodotti ma uno strumento attraverso cui essere parte del territorio, restituendo la gentilezza che il quartiere mi ha dato quando ho aperto, e anche un modo per provare a portare un cambiamento positivo”.
Da Capitan Tomìn la selezione dei testi offerti è originale e ricercata: “Non tratto i grandi successi commerciali – spiega Simone – ma punto sulla piccola editoria indipendente che propone un’altissima qualità grafica e di contenuti”. Tra le sue preferite: Terre di Mezzo, L’ippocampo, Babalibri e Minibombo.
Storie che sanno parlare ai bambini di temi sociali complessi come l’immigrazione, il rispetto per la Natura, la gestione emotiva e i diritti umani. “Bisogna lavorare sui bambini. La nostra generazione, e ancora di più quella dei nostri genitori, è perduta: una vita basata sui principi del consumismo, del tutto e subito, dell’apparenza. Loro sono ancora recuperabili”
L’intervista sta per concludersi quando fa capolino una cliente. Simone le sorride e le chiede di passare più tardi. “E’ Costanza, la signora del piano di sopra. I suoi due figli, 10 e 12 anni, sono lettori fortissimi! Hanno una media di due libri al mese. Una volta, per premiarli, ho contattato Davide Morosinotto – l’autore della loro saga preferita – chiedendogli di scrivergli una lettera. L’ha fatto. Quando l’ho consegnata ai bambini erano felicissimi e molto sorpresi. E’ questo quello che ho in mente quando penso ad un libraio ‘plus’, una persona che si impegna a credere nei piccoli, a valorizzare le loro idee e a farli sentire importanti”.
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