di Margherita Vetrano – Nel piccolo borgo di Montefortino, in provincia di Fermo, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Giulia ed Alessandro realizzano Lana di cane.
“Siamo una famiglia originaria di Fermo, trasferita a Rocca di Montefortino proprio durante il terremoto, per crescere qui i nostri figli, in un contesto piccolo e più sano possibile. Amiamo la vita in natura e gli animali di ogni genere”. Così si raccontano sul sito della loro fattoria La Rocca.
Nato da esigenze organizzativo-pratiche, il loro trasferimento ha aperto un mondo di attività in equilibrio con la natura, nel rispetto dell’ambiente e nel recupero delle antiche tradizioni.
Organizzano corsi creativi e visite guidate, fra le quali spicca “Il sentiero del filato”, lungo il quale si può osservare “come nasce un filo di lana”, dall’animale da cui proviene, passando per l’orto delle piante tintorie, fino ad arrivare al museo della lana, i cui attrezzi sono tutti funzionanti.
Il progetto Lana di cane nasce proprio qui e dall’idea di portare sempre con sé il proprio amico a quattro zampe.

Alessandro era un conduttore di slitte trainate da cani a Madonna di Campiglio ed è venuto a conoscenza dell’usanza, in Lapponia e Finlandia, di recuperare il pelo dei cani per farne della lana.
“Inizialmente non trovavo nessuno che filasse il pelo recuperato dai cani – racconta Alessandro – poi, dopo aver adottato dal canile il nostro secondo cane akita, Asaki, è arrivata la svolta. Una volta a casa lo abbiamo spazzolato ed ha fatto una muta importante. Mia moglie Giulia ha deciso di tenere da parte tutto quel pelo e, non trovando alcun filatore, da autodidatta, ha iniziato a lavorarlo personalmente.”
Giulia e Alessandro improntano un laboratorio artigianale che oggi si avvale di piccoli macchinari per agevolare la lavorazione.
Così, prende il via l’attività Lana di cane che utilizza tutti i tipi di pelo.
Quello dei cani che vivono al freddo è più adatto alla filatura per morbidezza e lunghezza. Oggi la raccolta si estende anche a gatti e pony.
Sul sito sono indicate modalità di raccolta del pelo, quantità di lana necessaria per eseguire i capi e altre piccole indicazioni.
Per le razze con pelo molto corto, per le quali non è possibile realizzare capi, si possono creare oggetti come portachiavi o palline di Natale.
Una volta raccolto, il pelo viene spedito e lavorato secondo le richieste. Alcuni clienti preferiscono la lana in gomitoli da lavorare mentre altri richiedono capi completi.
Il prezzo medio varia in base a diversi fattori come lo stato di igiene del materiale inviato, presenza di impurità o la lunghezza della fibra.
La lavorazione a 3 capi, ideale per la realizzazione di indumenti, permette di avere un filato più compatto e resistente, ad un costo compreso tra i 24 e i 40 euro per ogni 50 gr di lana.
Con circa 500 gr di filato si riesce a realizzare un completo sciarpa e berretto.


L’idea di creare un capo con qualcosa che ricordi il proprio “amico a quattro zampe” è la spinta principale dei committenti.
La sensazione tattile di accarezzarli, anche quando non ci saranno più è una coccola irrinunciabile con un potere evocativo fortissimo.
Inoltre, se ben conservati, i capi di lana sopravvivono al tempo, tramandando una tradizione di amore.





















