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Home Buenvivir

La danza che aiuta i malati di Parkinson (e non solo): è Dance Well

E' attivo anche in Italia il progetto Dance Well per promuovere la danza contemporanea in spazi museali e contesti artistici e migliorare la salute dei malati di Parkinson, come accertato da studi medici e dall'Oms. Ad Ascoli Piceno ogni mercoledì mattina

di Alessandra Tarquini
21 Giugno 2024
in Buenvivir
Tempo di Lettura: 5 mins read
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Dance Well ad Ascoli Piceno - foto di A. Tarquini

Dance Well ad Ascoli Piceno - foto di A. Tarquini

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di Alessandra Tarquini – C’è un chiostro ad Ascoli Piceno dove ogni mercoledì mattina succede una cosa bellissima: si danza insieme per Dance Well – Movimento e ricerca per il Parkinson, progetto per promuovere la pratica della danza contemporanea in spazi museali e contesti artistici a beneficio dei malati di Parkinson e delle persone con ridotte capacità motorie, alle quali si unisce il resto della comunità, quindi familiari, caregiver, tutti i cittadini interessati. Noi di B-hop abbiamo partecipato ad uno di questi incontri, guidato dalla Dance Well teacher Cecilia Ventriglia.
Ascolta “La danza che aiuta i malati di Parkinson (e non solo): è Dance Well” su Spreaker.
Le sedie, una per ogni partecipante, sono colorate e disposte in cerchio. Sopra la testa il cielo, ai lati le mura di quello un tempo era il convento della chiesa romanica di San Tommaso. Questa è la sede del Museo dell’arte ceramica della città e una volta a settimana diventa il palcoscenico sul quale arti diverse si fondono in un tempo che resta sospeso e produce un’onda lunga di energia positiva per chi vi partecipa.

 

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All’ingresso è stato posto un libro d’arte, aperto su due pagine dedicate a Kandinsky.
“Oggi diventeremo un quadro di questo artista, seguendo e interpretando linee, punti, onde, colori”,
spiega la maestra Cecilia Ventriglia, dando il via all’incontro.

E ci immergiamo in questa danza. Siamo circa una ventina, di varie età. Per lo più donne, qualche uomo. Ci prendiamo il tempo per respirare, per sentire il nostro corpo. Poi iniziamo, guidati dell’insegnante, a muoverci nello spazio. Partiamo seduti per poi ritrovarci in piedi davanti alle nostre sedie, spostarci nell’area del chiostro, negli spazi degli altri partecipanti. Guidati, interagiremo con gli altri dancer, dandoci ritmo, alternandoci nei movimenti. Ci muoviamo con la musica (qui trovi la playlist preparata dall’insegnante) o semplicemente con i suoni del luogo, o nel silenzio. Diventando una danza collettiva che coinvolge tutti.

I BENEFICI

Dance Well é divertente, rilassante e al contempo energizzante. Nel 2015 il dottor Daniele Volpe, responsabile del Centro per la malattia di Parkinson e i disordini del movimento – Casa Di Cura “Villa Margherita” di Arcugnano, in provincia di Vicenza, ha condotto uno studio scientifico di misurazione sui suoi pazienti, alternando la pratica di Dance Well a quella riabilitativa

Dall’analisi dei dati la proposta Dance Well è risultata ugualmente valida rispetto alla riabilitazione tradizionale, ma con migliori impatti a livello emozionale. Nel 2019 il progetto è stato annoverato nei casi inseriti nel rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità “What is the evidence of the role of the arts in improving health and well-being?” che in italiano è “Quali sono le prove del ruolo delle arti nel miglioramento della salute e del benessere?”.

La pratica Dance Well è artistica, ma include al suo interno varie strategie riabilitative, esercizio aerobico, immaginazione motoria, e altre tecniche, in grado di avere effetti positivi sui sintomi e sulla qualità di vita delle persone con Parkinson.

Ce lo conferma Giancarlo Mancini, dancer di 78 anni “Ci siamo uniti sin dall’inizio, sia io che mia moglie, diventando un gruppo di amici. Mi piace questo appuntamento settimanale in cui socializzo e mi diverto anche. Mi sento a mio agio. Ci fa diventare elastici. Ci snoda. Lo spazio inoltre è incantevole”.

 
Gli fa eco la dancer Maura Angelini, di 69 anni “Non avevo mai ballato prima, ma è un’esperienza molte piacevole. La palestra è un’attività spesso monotona, ripetitiva, qui invece ho trovato condivisione, relazione ed emotività. Trovo tante cose: gioia e dolore, bellezza e tristezza insieme.  Ad esempio, in uno degli incontri passati, quello dedicato al mare con Mariangela Pespani (artista ospite, ndr), mi sono commossa quando mi sono ritrovata sotto al lenzuolo che ricreava le onde”.
C’è chi invece aveva già esperienze di danza, come Danaide Marcucci, dancer di 71 anni: “Sono tornata a danzare qui con Dance Well dopo un incidente alla spalla a causa del quale percepivo il mio corpo in modo diverso, non più come prima. Mi mancava danzare, quindi è stato bello trovare il modo di farlo. Inoltre è bello farlo con altre persone che avevano avuto dei problemi simili al mio. Con loro, che hanno età ed esperienze diverse, sperimentare é stimolante. Ogni volta è una sorpresa”.

I PRIMI PROGETTI A BASSANO DEL GRAPPA. ORA IN TANTE CITTA’ ITALIANE

Dance Well nasce circa vent’anni fa negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi; arriva in Italia nel 2013 nel Comune di Bassano del Grappa, nella rete dei Musei Civici della città, attraverso il suo CSC – Centro per la Scena Contemporanea. Negli anni si è diffuso in tutto il territorio nazionale – Verona, Torino, Firenze, Roma, Bergamo, Milano, Recanati – arrivando sino in Giappone, a Tokyo. Nel sito www.dancewell.eu sono raccolte tante informazioni e racconti sulle varie esperienze in corso.

Gli incontri di Dance Well sono gratuiti e aperti a tutti, fino a esaurimento posti disponibili, senza limiti di età. Ad Ascoli Piceno si svolgono ogni mercoledì dalle ore 11 alle ore 12. Informazioni: AMAT 071 2075880, c.tringali@amatmarche.net.

Dance Well ad Ascoli Piceno è stato realizzato nell’ambito di “Welfare Cult: relazioni, cultura e benessere” progetto finanziato dalla Regione Marche con le risorse del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali e con il Comune di Ascoli Piceno, Ascoli Musei, La Casa di Asterione e AMAT.

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Alessandra Tarquini

Alessandra Tarquini

Affronto tutti i giorni la sfida della comunicazione nel mondo della solidarietà internazionale. Mi piacciono i colori e non potrei vivere senza danzare, senza impegnarmi per una buona causa, curare una piantina, leggere un buon libro, stringere legami con le persone della mia vita, fare domande e condividere le risposte. Io b-hop perchè sono convinta che la bellezza sia nelle imperfette e piccole cose.

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