di Margherita Vetrano – La potenza dell’arte nella vita di Sabrine El Mayel colpisce come un fulmine a ciel sereno. Incontrarla per caso, in un tardo pomeriggio, passeggiando nel parco, ha la stessa potenza rivelatoria dei suoi reel su Instagram. Ipnotica, lieve e fresca, i suoi grandi occhi scuri parlano la lingua sincera degli artisti. Giovane influencer, Sabrine vanta una formazione artistica di rilievo prima del suo exploit sui social.
Oggi gestisce con successo il suo profilo Instagram “JesuisSabrine” dal quale prosegue la sua attività di divulgatrice d’arte.
Sarà ospite del Trapani Comix & Games festival del fumetto e della cultura pop che si terrà a Trapani, presso gli spazi di Villa Margherita dal 23 al 25 maggio.
Siciliana di origine, si trasferisce a Roma per gli studi di Lingue e letterature straniere all’Università La Sapienza. Dopo i primi tre anni, complice la pandemia, ha l’occasione di riflettere sulla sua attività e comprende che gli studi sono diventati un peso che non riesce più a gestire.
Figlia d’arte (la madre è pittrice) Sabrine riprende tele e pennelli realizzando che il suo tempo è interamente dedicato all’arte. Non è un hobby ma qualcosa di più. Decide di sanare questa sofferenza, con il sostegno dei genitori, e fa la rinuncia agli studi.
Si iscrive all’Accademia di belle arti, corso di pittura, e la approfondisce dal punto di vista accademico, appassionandosi e dando il meglio di sé.
“Ero rinata. Sapevo esistesse questa versione di me ma non l’avevo mai realizzato concretamente”
racconta a B-Hop.
Sabrine si trasferisce a Toulouse per il progetto Erasmus e capisce che con l’arte si può lavorare. Finito il periodo in Francia, rientra a Roma e appena laureata, in tempi rapidissimi, decide di prendere un nuovo periodo di riflessione.


Torna in Francia, a Parigi per un Master di pittura di modelli dal vero e a dicembre 2023 pubblica il suo primo contenuto sui social: la risposta è sorprendente.
Il video ottiene un milione di visualizzazioni in tre giorni.
Sabrine capisce che può essere il suo canale di divulgazione e, con costanza quotidiana, costruisce una community in poco tempo.
I suoi video intitolati “Nessun dipinto mi spezzerà il cuore” sono clip di pochi secondi che analizzano a fondo dipinti celebri e meno famosi.
La sua attenzione per il dettaglio e la capacità di analisi la rendono unica sul panorama dei social ed è trasversale a tutte le epoche e a tutti i follower. La perfetta connessione tra arte e attualità.
Viene notata dalla casa editrice Becco Giallo che le propone di pubblicare un libro che riassume i suoi contenuti. Ad ottobre esce “Nessun dipinto mi spezzerà il cuore”, volume di poco più di 200 pagine, ricco di illustrazioni, che racconta le storie e le emozioni che si celano dietro ai dipinti più celebri della storia.


Il libro non è il classico manuale d’arte ma un’introduzione ai dipinti che esplodono gli interessi di Sabrine.
Nel suo futuro ci sarà ancora la scrittura ma con una modalità diversa dalla precedente. Indiscrezioni parlano di un romanzo ma la notizia è ancora avvolta nel mistero. Ciò che è certo invece è la potenza dell’arte nella vita di Sabrine El Mayel.
Aver studiato lingue ti ha in qualche modo preparata al futuro in Francia. Credi nel fatto che tutto sia correlato per portarci a qualcosa?
Assolutamente. Ma se, durante questo caos randomico di eventi, non riflettiamo su ciò che ci accade, non siamo in grado di metterli in relazione. La consapevolezza della sincronicità, anche abbracciando il dolore, ci permetterà di fare delle scelte coerenti col nostro volere. Dobbiamo prendere decisioni coraggiose anche se contro noi stessi o contro chi ci ama. Dobbiamo evitare che il nostro slancio vitale sia per il compiacimento degli altri.
Per fare ciò che ci piace dobbiamo essere coraggiosi.
Tanta consapevolezza passa attraverso un vissuto familiare o è un percorso personale di conoscenza di sé?
Io li chiamo “scatti di crescita”. A volte mi sveglio al mattino e mi trovo cresciuta rispetto alla me del giorno prima. Questo mondo interiore è frutto di un isolamento sin da bambina. Mi sentivo sopra le righe e incompresa, fuori dagli schemi. Affacciandomi al mondo la sensazione si è amplificata e tanti dei miei dolori vissuti li ho metabolizzati. La pratica di rielaborazione mi ha permesso di conoscere me e gli altri, osservando il mondo da dietro le quinte. Un’apertura che mi ha consentito di diventare più tollerante. Penso che indipendentemente dalla provenienza sociale abbiamo sofferto tutti ma la soluzione è nell’accogliere il buono anche dalle esperienza negative. Chi si abbandona al caos perde di vista l’obiettivo. L’ arte mi ha permesso di approfondire la magia delle cose. Il nostro vissuto è altro un puzzle infinito di vite ed ognuna di queste ci insegna qualcosa, trasformandoci in ciò che siamo oggi.


JesuisSabrine, un nome d’arte che è un presentarsi ma anche un affermarsi. Una grande espressione di consapevolezza di sé. Come si arriva alla Sabrine di oggi? Cosa salvi del passato e cosa apprezzi del presente?
Del passato salvo tutto perché è ciò che mi ha permesso di arrivare ad oggi. La mia paura è quella di vivere di rimpianti, per questo sono fiera di dire quasi sempre “sì” agli eventi, per capire “per esclusione” cosa voglio . E’ importante sperimentare per capire chi siamo. Essere trasversale mi ha consentito di vivere tutte le opportunità che si sono presentate, con la consapevolezza che arriverò comunque al mio obiettivo. Del presente amo il fatto di essermi creata la chance di poter lavorare con l’arte. E’ difficile, soprattutto in Italia ma è possibile. Siamo figli dei nostri tempi e abbiamo la grande opportunità di poter mostrare al mondo quel che siamo e ciò che sappiamo fare.
Spero di poter essere d’ispirazione ai ragazzi che escludono il percorso artistico per paura.
Penso che avendo la voglia, la forza e le possibilità, valga la pena provare, indipendentemente dal risultato o da un guadagno.
In Italia risuona l’adagio che non si vive d’arte. Che differenza c’è tra le possibilità in Francia e in Italia.
A Toulouse, in Accademia c’era una differenza abissale per la praticità applicata all’arte. Lì l’esame di pittura si trasforma in una mostra collettiva aperta al pubblico, con una giuria ed un comitato che valuta le opere. In Francia c’è una voglia di posizionamento diversa ma sono tornata in Italia perché molto legata ai suoi calore e umanità. Il folklore siciliano fa parte di me e delle mie radici.
La selezione dei dipinti analizzati nel tuo libro è molto varia, sia come temi, sia come periodo storico di riferimento. Il fil rouge però è una malinconia strisciante, più o meno esplicitata. Perché hai scelto questo tema?
Sono una persona con uno spirito malinconico ed un animo solare. Questo si traduce anche nelle mie scelte artistiche. La selezione delle opere è spinta sulla malinconia da non confondere con la tristezza. È un sentimento che ci culla e ci offre tanta creatività. Sono ottimista ma riesco a conciliare questi due stati d’animo. Mi sento forte perché riesco a cogliere la bellezza della poetica del mondo trasformandola nel modo più adatto a me. La malinconia è un sentimento che prevale nella società e questo mi ha permesso di attirare l’attenzione e di concentrare lo sguardo dei lettori non sui colori, le forme o la tecnica di un dipinto ma su ciò che il dipinto trasmette e racconta. In questo modo sono riuscita ad avvicinare tante persone all’arte.
C’è un dipinto che preferisci tra quelli presentati nel libro?
“Oltre la città” di Marc Chagall. E’ il dipinto che si avvicina di più al concetto d’amore che ho ed è anche l’ autore che mi rappresenta di più. Il suo utilizzo del blu prevale nella sua come nella mia pittura, così come le sue tematiche di fondo.
Cos’è la bellezza per Sabrine?
Per me la bellezza risiede nelle crepe, nella profondità, nel vissuto e nel non detto. Risiede minuziosamente nelle pieghe della nostra vita. La condivisione della vulnerabilità umana è ciò che mi affascina oltre la bellezza estetica.


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