di Mariele Scifo – Questa è la storia di Amel Tebra, una ragazza di 22 anni, di origini tunisine, che è riuscita a realizzare il suo desiderio: vivere e lavorare in una grande città, Roma.
Amel è nata a Vittoria, in provincia di Ragusa, e dopo aver conseguito il diploma quinquennale in estetica e chimica, dallo scorso agosto ha avuto l’opportunità di trasferirsi a Roma per lavoro. In Sicilia, oltre a studiare, aiutava i genitori nella piccola azienda di famiglia, lavorando nelle serre che producono ortaggi e frutta della cosiddetta Fascia trasformata, luoghi insalubri e difficili (soprattutto per i bambini e i ragazzi), più volte entrati nelle cronache per le condizioni di sfruttamento e degrado. La Caritas di Ragusa, tramite la Caritas parrocchiale di Marina di Acate (Ragusa), porta avanti da tempo in quelle zone il Progetto Presidio, promosso inizialmente da Caritas italiana. E grazie a loro Amel è riuscita a realizzare i suoi sogni.
“Con l’associazione facevamo tante attività, tra cui il dopo scuola, e ci hanno fatto visitare Ragusa Ibla e le zone vicine…”, racconta Amel a B-Hop magazine. “A Vittoria avevo dei problemi con il trasporto per frequentare la scuola, perché alle superiori non passa a prenderti l’autobus, mi accompagnava mio padre, ma non sempre riuscivo ad andare; infatti poi la Caritas, piano piano, ci ha offerto l’autobus per andare a scuola”.
Amel visita per la prima volta Roma nel settembre del 2022, in occasione di un viaggio “premio” organizzato sempre dalla Caritas, per i ragazzi promossi al dopo scuola. Un’occasione per conoscere una realtà nuova, differente dal contesto rurale cui sono abituati questi ragazzi e ragazze, difficilmente raggiungibile.


“Ci hanno regalato questo viaggio a Roma per la promozione al dopo scuola”, continua a raccontare con voce delicata, “era un viaggio di quattro giorni, abbiamo visto tante cose, tra cui il Colosseo e Fontana di Trevi. Qui ho visto tutte le persone che buttavano la moneta per esprimere un desiderio, e allora mi sono detta: dai ci voglio provare anche io”. Mentre lo dice, Amel sorride e traspare entusiasmo dalla sua voce, si nota che ne è rimasta affascinata.
Così ho chiuso gli occhi e ho detto: anche io voglio vivere in una grande città dove poter realizzare i miei sogni. In quel momento l’ho desiderato con tutto il mio cuore, con tutta me stessa.
E così è stato. Difatti, nel corso dei mesi successivi, Amel ha avuto la possibilità di svolgere un colloquio presso la catena alberghiera di un noto marchio di oreficeria, a Roma, grazie ad un progetto realizzato dalla Caritas diocesana di Ragusa in collaborazione con Save the Children e la Onlus I Tetti Colorati.
“Quando ho fatto il colloquio, mi hanno chiesto di iniziare tra giugno e luglio, ma io non ho accettato subito perché mi mancava solo un mese per prendere il diploma e concludere gli studi. Avevo passato cinque anni della mia vita a studiare, impegnarmi, superare tante difficoltà, non volevo rinunciare. Loro hanno accettato, e così, dopo essermi diplomata a luglio, il mese successivo sono venuta a Roma”.
Amel racconta che i primi tempi sono stati un po’ difficili, si sentiva spaesata ( com’è comprensibile) perché venendo da una piccola realtà contadina ha dovuto abituarsi alla dimensioni e alle dinamiche di una metropoli. Abituarsi agli spostamenti, alle distanze.
“All’inizio era un po’ difficile, però ho detto: dai! Quest’esperienza me la devo godere, ci devo provare. Devo cambiare, vivere anch’io come vivono gli altri, prendere i mezzi, tornare a casa da sola, andare a lavoro. Devo affrontare le difficoltà! Sono arrivata qui, non posso tornare indietro“. Amel racconta che ormai si è abituata e quando può prova sempre qualcosa di nuovo.
“Per me è una bellissima esperienza una sfida per cambiare, per crescere ed essere indipendente”.
Amel dice di trovarsi bene a lavoro e di aver un buon rapporto con i colleghi e con la sua responsabile. Le piace anche il marketing e il settore delle vendite. Infatti – “per fortuna” – ha trovato anche un altro tipo di lavoro, ovvero vendita online di prodotti di bellezza. E riguardo il futuro dice:
” Quello che so è che non torno indietro… mi piace stare qui, ancora Roma non l’ho scoperta tutta, la voglio scoprire.
Se ti aspetti il meglio, arriva il meglio”.





















