di Margherita Vetrano – “Qui la mafia ha perso!” è il titolo del dossier presentato a metà febbraio dagli studenti che ieri 21 marzo sono scesi in piazza a Roma nella XXIX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata dall’associazione Libera.
Decine di migliaia di studenti – 100.000 secondo don Luigi Ciotti, fondatore di Libera – hanno sfilato radunandosi a Circo Massimo nel momento suggestivo della lettura dei 1090 nomi delle vittime innocenti di mafia.
Un momento molto forte in cui i gruppi più diversi si sono riuniti in nome della solidarietà e della lotta alla mafia.
Scout, studenti, istituzioni fra cui l’USR (Ufficio Scolastico Regionale), la Regione Lazio e il Ministero dell’Istruzione, fino alla Parlamentare Elly Schlein si sono avvicendati nella lettura, per ricordare che di fronte alla criminalità organizzata si è tutti uguali e forti, se uniti.
Ma non è stata solo una giornata commemorativa bensì un punto di partenza per una maggiore consapevolezza, avanzare richieste concrete e non perdere il passo.
“La manifestazione è andata molto bene” racconta a B-Hop magazine Carlo Fanfoni, portavoce del Sindacato studentesco, Rete Studenti Medi del Lazio, iscritto alla Facoltà di Storia alla Sapienza di Roma.


“La Rete Studenti Medi Lazio era qui con circa 6.000 presenze.
Siamo arrivati alla manifestazione dopo aver fatto un percorso di consapevolezza sulla criminalità organizzata, da cui è nato il Dossier “Qui la mafia ha perso”.
Redatto in collaborazione con gli studenti di tutt’Italia, è stato un lavoro di mappatura e ricerca dei beni confiscati alla mafia e inutilizzati.
Non solo.
Il dossier è anche uno strumento dinamico che si concretizza in una richiesta di spazi per i giovani“.
Carlo parla velocemente, mentre inanella concetti e racconti, con gli occhi che gli brillano, voce limpida e sguardo fermo.
“Sono molti gli spazi che hanno trovato nuova vita a Roma, come il Cinema l’Aquila a Pigneto e il Centro Antiviolenza a Tor Tre Teste”, racconta.
Recentemente è stato inaugurato anche EXTRALIBERA!, polo multimediale immersivo.
Da poche settimane infatti, la sede di LIBERA, a via Stamira, a Roma, ospita anche un Museo Interattivo in cui è possibile vivere un’esperienza immersiva di incontro con le vittime della mafia”.

Altro momento saliente è stato l’intervento di don Luigi Ciotti: “E’ stato molto chiaro parlando di temi mafiosi, intrecciandoli a temi di attualità.” sottolinea Carlo. “Don Ciotti ha citato il Liceo in Sicilia che ha rifiutato di intitolarsi a Peppino Impastato perchè reputato un nome divisivo. Concordo con lui che è giusto essere divisivi se ciò vuol dire stare contro la mafia!”
Nella serenità del racconto di Carlo pulsa l’entusiasmo dei suo vent’anni, l’intraprendenza condivisa con altri coetanei e il desiderio di non chiudere qui la loro esperienza.
“Pensiamo ad una manifestazione più grande, fra un anno, magari in Sicilia e per prepararci proseguiremo nel nostro percorso di conoscenza e consapevolezza”























