di Agnese Malatesta – Dal suo funerale – celebrato ieri – Papa Francesco ha lanciato un altro potente messaggio di umanità e di fratellanza. Un messaggio che, ormai è parte della storia della Chiesa, che ha a che vedere con il tipo di bara voluta per il suo ultimo viaggio: umile, povera, lineare, essenziale, vera.
Quasi che attraverso quei semplici pezzi di legno volesse parlare al mondo, ancora una volta, fino all’ultimo;
e lo richiamasse ad ispirare ed orientare azioni e comportamenti alla verità, all’autenticità, lontani da ipocrisie, orpelli e artifici, da inutili e dannose sovrastrutture. E per i credenti ad un amore verso Dio sincero e coerente.
Sul sagrato della Basilica di San Pietro per la prima volta non è stato allestito il catafalco che da sempre accoglie i feretri dei papi. Proprio per volere di Francesco.
Quella bara, esposta ieri, seppure così semplice ha comunque trasmesso bellezza e pienezza, valori a cui l’animo umano dovrebbe tendere.
Chissà cosa devono aver pensato i tanti potenti lì convenuti, nemici dichiarati di Francesco secondo loro dichiarazioni esplicite del passato; da Trump a Milei, da Salvini a Orban. Già i cosiddetti potenti, quelli che ora vanno per la maggiore, che puntano al sovranismo e all’individualismo; quelli delle armi che, come disse proprio Francesco “investono nel commercio delle armi per fare la guerra ed uccidere le persone”, quelli che incatenano i migranti o li respingono costringendoli ad una vita senza dignità.
Quelli che non hanno mai preso in considerazione nelle loro politiche anche un solo invito di Francesco per l’inclusione e per l’accoglienza, per creare amore nelle comunità.
Chissà come commenterebbe queste presenze Francesco se potesse. Noi umilmente diciamo: che partecipazione falsa e ipocrita. Come strideva la loro presenza lì di fronte a quella bara così potente!
Con il tipo di bara scelta, Francesco ha confermato la sua distanza dal potere, anche quello della Chiesa. Come dire: basta cerimonie sopra le righe, basta ori ed apparenze.
Del resto, va verso questa linea anche l’inconsueta decisione di essere sepolto a Santa Maria Maggiore, ritenuto da alcuni osservatori uno dei gesti più eclatanti del suo pontificato vedendo in questa decisione, per la vicinanza alla Madre di Dio, anche un aspetto femminile della sua spiritualità. Proprio a Santa Maria Maggiore, ieri Francesco è stato accolto dagli ultimi della società, migranti, poveri, trans. Quelli che avevano la sua piena attenzione e le sue preghiere, molti dei quali sono anche stati aiutati concretamente.
La voce di Francesco mancherà in questo mondo intriso di conflitti e guerre, di egoismi e potere.
Se il giorno si vede dal mattino, o in questo caso da uno scatto che fissa un colloquio fra Trump e Zelensky a margine del funerale, speriamo in un suo miracolo.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato sulle nostre belle notizie ti invitiamo a seguirci sui nostri social o a iscriverti alla newsletter mensile cliccando qui





















