Radio Kivuli, giovani attivisti-volontari vogliono cambiare il mondo. Laura, “noi ci siamo”

(di Agnese Malatesta)Radio Kivuli prende il nome dalla lingua swahili e vuol dire ‘rifugio’. E di un rifugio creativo, come in questo caso, c’era bisogno durante l’emergenza Covid-19 segnato da isolamento e solitudine. Così è nata, per iniziativa di ActionAid, una radio online, Radio Kivuli, una redazione di una decina di attivisti-volontari che propone servizi, interviste ed approfondimenti sul mondo, sulle culture dei paesi, su temi come le migrazioni e le discriminazioni di genere. Finito il lockdown, Radio Kivuli continua a trasmettere, aspira a crescere.

Laura Cirino, 26 anni, romana, è una redattrice della radio. Insieme a Federico che si collega da Agrigento e Carlo da Milano, si occupa della rubrica ‘Oltre il confine’; protagonisti, i diritti (soprattutto quelli mancati) dei migranti.

Laura non è una giornalista, ha un’esperienza e una formazione mosse dall’interesse per le persone e da come vivono: laurea magistrale in cooperazione internazionale, un master in migrazione e sviluppo. Lavoro sul campo con il Centro Astalli per i minori non accompagnati e tanto volontariato, fin dai tempi del liceo, con Croce Rossa, Caritas, Comunità di S. Egidio, ed altre associazioni.

Per lei, Radio Kivuli “è un momento di crescita, di approfondimento” non solo per chi l’ascolta anche per chi ci lavora.

“Prepariamo con molta cura le interviste e i servizi. Nulla è casuale. Cerchiamo di offrire più punti di vista sui vari argomenti  – spiega a B-hop magazine – e cerchiamo  interlocutori qualificati. Ad esempio, nella prima puntata in cui abbiamo affrontato la regolarizzazione dei lavoratori migranti abbiamo fra l’altro coinvolto un sindacalista e un ricercatore, esperti con profili  diversi. Non è facile ma è molto stimolante”.

L’esperienza di Radio Kivuli è anche la dimostrazione – continua Laura – che “noi giovani ci siamo.

C’è una voce, quella dei giovani, che vuole crescere e sta cercando spazi per incanalare energie positive,

alternative agli attuali meccanismi economici di potere. Il paese ha bisogno di noi, ho conosciuto tanti coetanei con la voglia di mettersi in gioco”.

E se c’è qualcosa che a Laura – come ai tanti giovani che si ritrovano in queste esperienze – non manca è proprio la voglia di mettersi in gioco: Radio Kivuli è un tassello per nuove acquisizioni e competenze, partendo da una motivazione di base:

“sento molto forte il senso di giustizia sociale”.

Un piacere sentire parlare Laura, fiduciosa e serena giovane donna, aperta a nuovi mondi, convinta che anche i piccoli contributi di ognuno possano fare la differenza per tutti.  

Così racconta il primo contatto con ActionAid:  “lo scorso anno cercavo un’occasione di confronto con i coetanei che fosse stimolante e l’ho trovata. E’ stata la Summer School di ActionAid rivolta agli under 30. Su Facebook ho trovato un’inserzione che pubblicizzava questa esperienza e dopo dieci giorni sono partita senza conoscere nessuno, catapultata in una realtà che poi ho scoperto essere fonte di una profonda auto riflessione. Anche dopo la Summer School, sono rimasta in contatto con ActionAid, ho collaborato alla costruzione della campagna per la cittadinanza ed ora l’esperienza della radio che è un mondo che non conosco ma mi interessa”.

Nel futuro di Laura, c’è la cooperazione internazionale (“è ancora un sogno nel cassetto”) ma non è detto, c’è anche una nuova ipotesi, tutta italiana: “Ho toccato con mano tante sofferenze e mi fanno rabbia.

Vorrei contribuire a migliorare angoli di mondo, non necessariamente all’estero.

Questo è l’approccio di vita che vorrei facesse parte del mio lavoro. Sto cominciando a pensare di lavorare nelle piccole comunità locali, su modelli di vita che ora non hanno voce ma che esistono. Ho visto tante storie positive che hanno un valore immenso e che penso vadano valorizzate”.

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Agnese Malatesta

Giornalista professionista. Per trent’anni cronista all'Ansa, mi piace raccontare fatti e persone ‘comuni’. Scrivo su B-hop perché quelle storie, forse semplici ma non scontate, e comunque vitali e positive, di solito non fanno la storia del momento ma arricchiscono le vite di tutti. Mi piace pensare che questo sia un modo per contribuire al vivere civile. Sempre attratta dai temi sociali – laureata, più o meno consapevolmente, in Sociologia – guardo con passione alle novità in questo ambito. Ho una predilezione per i fiori, le rose in particolare, e per le scrittrici donne.
Agnese Malatesta
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Agnese Malatesta

Giornalista professionista. Per trent’anni cronista all'Ansa, mi piace raccontare fatti e persone ‘comuni’. Scrivo su B-hop perché quelle storie, forse semplici ma non scontate, e comunque vitali e positive, di solito non fanno la storia del momento ma arricchiscono le vite di tutti. Mi piace pensare che questo sia un modo per contribuire al vivere civile. Sempre attratta dai temi sociali – laureata, più o meno consapevolmente, in Sociologia – guardo con passione alle novità in questo ambito. Ho una predilezione per i fiori, le rose in particolare, e per le scrittrici donne.