Myroom, il sogno di due giovani palermitani vince le difficoltà del lockdown

di Patrizia CaiffaMyroom Palermo è il sogno di una coppia di giovani palermitani, Flavio e Serena (in arte Flavio Viola & Sere Rouge), che hanno deciso di dar vita al proprio progetto imprenditoriale nel 2020, l’anno più complicato dal dopo guerra.

Dopo una ricca formazione universitaria, esperienze artistiche e anni trascorsi a lavorare all’estero – tra cui Londra e Portogallo – i due trentenni hanno fatto una scelta coraggiosa: tornare nella loro terra, la Sicilia, e investire qui.

Serena e Flavio all’interno di Myroom

“Avevamo messo da parte un po’ di risparmi mentre eravamo in Portogallo – racconta Serena a B-hop -. Ci siamo trovati di fronte ad un bivio: restare e aprire lì un’attività oppure rientrare in Sicilia, tra tante e note difficoltà, e dare il nostro contributo alla crescita della nostra terra”.

Certo non si aspettavano di essere costretti a bloccarsi subito, a causa dell’inizio del lockdown. E tanti altri piccoli e grandi ostacoli dovuti all’incertezza di questo anno così difficile e particolare.

Flavio durante i lavori di ristrutturazione

I due giovani palermitani avevano concluso i lavori di ristrutturazione il 9 marzo con l’intento di aprire ufficialmente la loro attività dopo una settimana.

Due ore dopo aver abbassato la saracinesca arriva l’annuncio della quarantena

e per i ragazzi iniziano tre settimane di oblio, di silenzi e scontri, con la decisione quasi definitiva di mollare tutto.

Invece si fanno coraggio e proseguono. Riprendono carta, penna e calcolatrice, si fanno stampare volantini che distribuiscono loro stessi e adesivi che attaccano su auto di amici e parenti, creano il sito dell’attività (www.myroompalermo.com) e danno vita alle pagine su Instagram e Facebook (@myroompalermo).

L’idea di “MyRoom – Il tuo spazio libero” è quella di mettere a disposizione, a prezzi modici, un piccolo spazio polifunzionale da utilizzare singolarmente (studenti, lavoratori, liberi professionisti) o in gruppo (assemblee di condominio, prove, riunioni, incontri, eventi culturali). Uno spazio ad ore.

Il locale, un unico ambiente a piano terra di 45 metri quadrati, è in un quartiere periferico di Palermo (Via Monti Iblei, 35) facilmente raggiungibile tramite i mezzi pubblici e si adatta all’occorrenza: da luogo di co-working si può trasformare in sala cinematografica o in uno studio fotografico.

MyRoom prende spunto dai business center, proponendo una stanza che si presta ad ogni tipologia di attività, che cambia volto in base alle necessità del cliente.

“Volevamo un posto silenzioso ma che fosse facilmente raggiungibile e senza problemi di parcheggio – spiega Serena -. Abbiamo pensato a dove ci sarebbe piaciuto andare ed è così che abbiamo trovato MyRoom”.

Nonostante le difficoltà iniziali e un periodo della ripartenza tuttora incerto “se non ci avessimo provato – prosegue Serena – avremmo vissuto senza sapere se la nostra idea imprenditoriale fosse valida o meno.

Non abbiamo più paura di come andrà perché abbiamo deciso di lottare e continueremo a farlo indipendentemente da cosa ci riserva il futuro”

Succede così che MYR (come lo chiamano affettuosamente), dopo un paio di giorni dall’apertura, viene affittato da un fotografo e dal suo staff per uno shooting fotografico.

Co-working

Passa qualche settimana ed è il turno di un gruppetto di ragazzi che organizzano un gioco di ruolo con le miniature e, da lì a poco, varcano la soglia quattro simpatiche signore che danno vita ad una avvincente partita di burraco.

Lo “spazio libero” di cui hanno parlato comincia a prendere forma e anche se il loro progetto si evolve lentamente, i ragazzi sono già contenti delle risposte positive e fiduciosi di riuscire a crescere ancora.

Nel tono dei discorsi si intravede un leggero timore di altre chiusure e incidenti di percorso.  Ma prevale la voglia di guardare avanti e l’orgoglio di essere riusciti ad aprire un’attività durante un 2020 così complesso.

Flavio già pensa ai prossimi obiettivi: “Puntiamo ad ospitare esposizioni artistiche, presentazioni di libri, assemblee di condominio ma soprattutto… le riunioni del fantacalcio”.

La sfida di essere riusciti ad investire nella propria amata isola, nonostante i tanti “nonostante”, dal nostro punto di vista è già vinta.

***

Questo articolo e tutti gli articoli pubblicati da B-hop magazine sono originali e tutelati dal diritto d’autore. Per chiedere l’autorizzazione alla pubblicazione dei contenuti su altri siti o blog, riproduzione in qualsivoglia forma o sintesi, contattare [email protected] e citare l’autore con link alla fonte.

  • Se sei arrivato fino in fondo e ti è piaciuto questo articolo….
  • Oppure puoi fare una donazione via PayPal all’associazione di promozione sociale B-hop semplicemente cliccando su questo link: https://www.paypal.me/bhopmagazine

Newsletter

Patrizia Caiffa
Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Direttrice responsabile di B-hop magazine. Giornalista professionista, lavoro dal '98 all'agenzia Sir. Scrivo libri e viaggio (tanto) nel Sud del mondo. Curiosa di nuove avventure, dentro e fuori di me, ho voluto B-hop per portare bellezza, fiducia e consapevolezza nel mondo dell'informazione.