“In Cammino nelle Terre Mutate”, il primo trekking solidale d’Europa nelle zone terremotate

di Nadia Boccale – La storia del “Cammino nelle Terre Mutate” viene da lontano: nel 2012 un gruppo di escursionisti – ecologisti, con spiccato senso di cittadinanza e corresponsabilità, decise di fare la “Lunga marcia per l’Aquila”, una camminata solidale che portò 50 persone, a piedi, da Roma a l’Aquila, 240 km in 6 giorni (30 giugno – 5 luglio 2012).

L’obiettivo era duplice: sollecitare la ricostruzione e portare affetto e solidarietà agli abitanti del capoluogo abruzzese.

Erano, infatti, passati 3 anni dal terremoto ed oramai i riflettori sull’Aquila si erano spenti. Dopo questa prima esperienza il gruppo promotore decise di costituire l’associazione Movimento Tellurico, affiliata a FederTrek. Tre parole la definiscono: trekking, ecologia, solidarietà.

Ideatore della “Lunga marcia per l’Aquila” e dell’associazione Movimento Tellurico è Enrico Sgarella, avvocato in pensione e appassionato di ecologia.

L’anno successivo, nel 2013, mentre stavano preparando la seconda edizione della lunga marcia per l’Aquila, arrivò il terremoto in Emilia.

Decisero, quindi, che l’attenzione e la solidarietà dovevano assumere un respiro più ampio e perciò

due trekking solidali partirono da Novi Modena, il 25 maggio, e da Roma, il 14 giugno, per raggiungere insieme l’Aquila,

il 22 giugno, attraversando territori che hanno, nella loro storia, il ricordo di gravi eventi tellurici (es. Gubbio, Assisi, Foligno).

Nelle edizioni successive della lunga marcia per l’Aquila, Movimento tellurico ha precisato il suo volto e ampliato sia il numero di partecipanti che la rete di associazioni ed enti partner con cui condividere l’evento.

Lo scopo è sempre stato molto chiaro:

sostenere la ricostruzione, non solo delle case, ma anche delle relazioni umane nelle comunità disgregate dai terremoti

e sollecitare l’attenzione delle istituzioni sulla prevenzione ed educazione al rischio ambientale.

Ho scoperto questa iniziativa durante la XXVI edizione di “Cammina Molise”, in compagnia di altri 130 viandanti, felici, come me, di percorrere antichi tratturi, visitare siti archeologici e borghi medioevali, scoprire un territorio sconosciuto al turismo di massa e, soprattutto, incontrare persone splendide e ricche di valori.

Una tappa di “Cammina Molise” – foto: N.Boccale

Giovanni Germano, uno degli organizzatori e fondatori di “Cammina Molise”, un giorno ha dato la parola a Cecilia Ruscitto, Fernando Galasso e Vincenzo De Mattia dell’associazione Movimento Tellurico che, con passione e semplicità, hanno raccontato del “Cammino nelle terre mutate”.

Cecilia Ruscitto, Fernando Galasso e Vincenzo De Mattia – foto: N.Boccale

Particolarmente toccante è stata la V edizione, quella del 2016, che collegò San Giuliano di Puglia a l’Aquila (25 giugno – 8 luglio). Il luogo della partenza era il Parco della Memoria di San Giuliano dove il Comitato vittime della scuola, consegnò ai marciatori le poesie dei bambini del paese che furono portate fino all’Aquila.

Dalla prima edizione del 2012 i terremoti, purtroppo, non si sono fermati nel nostro bel paese e, per questo, nel 2017 l’esperienza cambiò nome e divenne “La lunga marcia nelle terre del sisma” con un percorso da Fabriano a l’Aquila (28 giugno – 8 luglio).

E’, tuttavia, nell’edizione del 2018 che la lunga marcia stabilizza il suo volto e il suo itinerario diventando “Il Cammino nelle Terre Mutate”.

Vincenzo De Mattia – foto: N.Boccale

Vincenzo De Mattia, dell’associazione Movimento tellurico, indossa una splendida maglietta che mostra, con un bel colpo d’occhio grafico, il percorso:

si parte da Fabriano e si continua con Matelica, Camerino, Fiastra, Ussita, Campi di Norcia, Norcia, Castelluccio di Norcia, Arquata del Tronto, Accumoli, Amatrice, Campotosto, Mascioni, Collebrincioni, l’Aquila.

Sono 14 tappe, 257 km di cammino, a piedi o in bicicletta, nel cuore dell’Appennino

attraversando i territori ed entrando in contatto con le comunità di ben quattro regioni: Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo.

Le zone sono ricchissime di storia, si attraversano città di arte e di spiritualità (lungo il “Cammino” si incontrano 50 centri abitati); i paesaggi sono stupefacenti perché selvaggi; tra l’altro si percorrono i sentieri escursionistici e ciclabili di due importanti aree protette: il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, custodi di splendori naturalistici mozzafiato.

E’ la fine del 2018 quando la casa editrice “Terre di Mezzo” chiede a Enrico Sgarella di scrivere una guida sul “Cammino nelle Terre Mutate” che viene pubblicata nel febbraio del 2019, 123 pagine che forniscono tutte le indicazioni sul percorso.

La lunga marcia nelle terre mutate ha così assunto il volto di un vero e proprio “Cammino” entrando, con il suo volto specifico (è il primo cammino solidale d’Europa), nel novero dei percorsi strutturati e certificati accanto ad illustri colleghi, primo fra tutti il cammino di Santiago de Compostela.

“Il Cammino nelle terre mutate” ha quindi, anche lui, la sua carta di “credenziale” (la credenziale del viandante) e la sua “Compostela” (certificato rilasciato a chi percorre il cammino di Santiago) o “Testimonium”(certificato rilasciato a chi percorre la via Francigena): il certificato partigiano delle terre mutate.

Oggi il Cammino nelle terre mutate è promosso da Movimento Tellurico, Federtrek e APE-Roma (Associazione Proletari Escursionisti).

Cecilia Ruscitta, addetta alla comunicazione di Movimento tellurico, racconta che ogni momento, nel “Cammino”, è bello e significativo ma che, per lei, la parte più emozionante è l’arrivo nei paesi e l’incontro con le persone.

Ogni tappa è caratterizzata dall’accoglienza da parte delle associazioni locali per favorire lo scambio con le comunità dei territori.

Gli abitanti dei paesi attraversati hanno voglia di raccontare ciò che vivono e trovano molta forza dalla presenza di gruppi che percorrono i loro territori.

Tra i tanti incontri indimenticabili quello ad Arquata del Tronto, nel parco giochi, dove è stato letto il tema di un bambino romano che trascorreva le vacanze dai nonni, ad Arquata, e scriveva che, quando era lì, si sentiva al sicuro; oppure quello avuto a Norcia, con una negoziante, Rita Salvucci, che ha paragonato i viandanti del “Cammino” alle gocce di pioggia durante le estati torride: permettono alla terra di resistere; o ancora quello con il gestore dell’agriturismo “Lago secco” ad Illica, vicino Accumoli, che le ha detto: “Se non ci foste stati voi, noi ce ne saremmo già andati”.

Nelle terre mutate la creatività non manca e così, alla modalità standard, a piedi o in bicicletta, si è aggiunta la modalità someggiata ovvero a dorso di asini e muli.

Questa nuova avventura nasce da una proposta della Cooperativa “La Mulattiera” di Roberto Canali, guida ambientale e asinaro di lunga esperienza, che gestisce una fattoria di animali a Norcia, duramente colpita dal sisma.

Il percorso someggiato si è svolto quest’anno dal 5 al 9 agosto ed ha previsto, dopo un primo giorno di avvicinamento agli animali, un percorso ad anello con partenza da Norcia per arrivare, poi, a Castelluccio, Arquata del Tronto, Accumoli e ritornare a Norcia.

E’ proprio vero che il “viaggio” è un’esperienza dell’anima e non coincide, necessariamente, con la distanza che si pone tra sé e la propria casa.

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