Da Superga al Giappone, due cugini e una Fiat 500: “BeRevolution”

BeRevolution: tutto è cominciato nel luglio 2015, a Superga (siamo a Torino), con un’idea. Ed è lì anche che è partito il viaggio che condurrà in Giappone due cugini. Luca e Andrea sono ragazzi come tanti, con i loro sogni e un sorriso aperto, dentro e fuori, che li fa intraprendere un viaggio in Fiat 500, sì proprio la macchina, quella vera, quella che ha segnato la storia della Fiat e degli italiani e che ne è diventata un po’ il simbolo di molti anni.

“Be revolution” non è un’utopia ma un progetto concreto che, supportato da sponsor importanti (Fiat, Pentax, Ferrino), sta accompagnando questi due “ragazzi” in un viaggio dall’altra parte del mondo: la dimostrazione che si può essere la rivoluzione, partendo dalle proprie vite e ribellandosi a standard che poco ci assomigliano.

Luca e Andrea
Luca e Andrea

Si può, in altri termini “Essere una rivoluzione” per se stessi e per gli altri. Già perché “Be revolution” è altro ancora: è una raccolta fondi che donerà apparecchiature e macchinari all’Ospedale Pediatrico Regina Margherita di Torino, è la voglia di raccontare le storie di chi si incontra per strada, attraverso le parole e i racconti e le fantastiche foto di Andrea, fotografo professionale ed è la voglia di ricordare sempre Valentina che ora non c’è più e non ha mai saputo cosa sarebbe accaduto dopo i suoi trent’anni (Valentina, era la compagna di Luca; l’associazione FORMA Onlus si occupa di raccogliere i fondi donati con Be Revolution). 

Durante il nostro viaggio – spiega Luca – cercheremo di entrare in contatto con altre associazioni/fondazioni che si occupano di prima infanzia concentrando la nostra attenzione proprio sui bambini che creeranno il futuro di domani. Chiederemo di disegnare i loro sogni con pennarelli e fogli che porteremo noi e tutti potremo vedere il mondo attraverso i loro occhi. Immagini che verranno raccolte e presentate come “500 sogni in 500”.

Un progetto affascinante, quello di BeRevolution: conserva e onora la voglia innocente di vedere il mondo e costruire qualcosa partendo da una perdita che non è privazione ma incremento della voglia di fare. In una parola, resilienza.

Non sono banali le parole di Andrea: “La motivazione profonda della nostra impresa? Il viaggio in sé, la voglia di scoprire e dimostrare che questo pianeta è ancora la casa di tutti. La gente che incontriamo riesce a rivedersi in noi, nella voglia di realizzare un sogno e di rendersi utili per una causa più grande”.

Magari non tutti hanno la forza né le condizioni per partire, come Luca ed Andrea, ma cominciare a seguire loro, partecipando al loro percorso attraverso il blog può essere un primo passo per entrare nell’immaginazione creativa, per sentire nei fatti che è possibile.

Per chi vuole è gradita e ben accetta ovviamente una donazione, tramite FORMA Onlus; ci sono 4 differenti opportunità-destinazioni da scegliere: ”Restyling sito della Fondazione”, “Decorazione a tema di un reparto del Regina Margherita”, ”Angeli custodi a 4 zampe” e dotazione dell’ospedale di un apparecchio d’eccellenza, il “Manometro dell’apparato digerente” (ad oggi sono stati raccolti 5000 euro).

dalle parti di Varanasi- India
Dalle parti di Varanasi (India)

Intanto Andrea e Luca continuano; il viaggio in auto li porta in zone differenti, a volte impervie, quasi sempre ospitali (li si può seguire anche su Facebook). Sembra di vedere i loro occhi brillare quando parlano dell’Iran ma l’impatto è positivo anche quando descrivono zone presidiate da militari. La loro tenda e il cielo stellato non sono una favola ma una realtà che fa venir voglia di farsi piccoli-piccoli e stargli accanto, vivendo il ricordo degli incontri, i viaggiatori, le persone che li hanno ospitati, chi gli ha sorriso e raccontato qualche bella storia. Un viaggio on the road degno del miglior Kerouac ma con una serenità di fondo che è gioia per il cuore.

Ps: oggi, 11 marzo 2016 si trovano nella zona intorno a Bagan, Myanmar, tra l’India e la Thailandia, un luogo di pura pace tra pagode e aria limpida. Si può seguire il loro viaggio qui.

 

Margherita Vetrano
Margherita Vetrano

Margherita Vetrano

classe ’73, mi formo all’Università dell’Aquila con studi economici ed attualmente lavoro a Roma dove vivo con il marito e i tre figli. Io B-hop perché...non c'è altra bellezza che fare ciò che ci fa star bene: scrivere notizie positive per raccontare il "mondo migliore".