A Roma impazzano i “cartoni animali”, riciclo creativo per far giocare i bambini

“Perfareungioco” era il nome di un piccolo negozio di giocattoli nel cuore del quartiere romano Monteverde. Oggi è un’associazione culturale che fa del riciclo creativo il suo biglietto da visita. Tutto nasce dalle mani di Roberto Capone, scenografo, con la passione dei giochi per bambini. È lui il creatore degli straordinari “cartoni animali”: cani, gatti pesci, galli e una giraffa di due metri costruita semplicemente utilizzando il cartone di recupero.

«È successo per caso – racconta a b-hop – non avevo programmato niente. Avevo lì quel cartone, e mi prudevano le mani… non avrei mai pensato che sarebbe diventato un lavoro».
Insieme a Capone, l’associazione è composta dal fratello, Gianluigi, giocoliere e clown e da una forte componente femminile: Victoria De Martino, pedagogista, Pandora Leoni, critica d’arte e Ilaria Falco, architetto designer. Una serie di collaboratori dà il proprio aiuto per le iniziative dell’associazione, nata nel 2013.

Perfareungiocogiraffa

Tutti concorrono alla realizzazione del progetto creativo, che adesso ha preso corpo, ed è basato su una serie di laboratori artistici per grandi e piccini, che spaziano dalle sculture di cartone alla favola animata, fino al modellaggio dell’argilla. Per arrivare a questo punto, tuttavia, il percorso è stato articolato. «Nella vita ho fatto sempre mestieri manuali – ripercorre Capone – Prima l’orafo, poi lo scenografo in teatro. Anni fa ho avuto però una crisi artistica e ho abbandonato tutto. Pensavo di dover cambiare radicalmente lavoro e ho aperto un negozio di casalinghi».

Però non è durata molto: quel posto si è trasformato presto in uno spazio dedicato ai bambini. Prima è diventato un negozio di balocchi in legno, poi un laboratorio per i più piccoli con un teatrino in cui Capone metteva in scena i suoi spettacoli. Così l’artista, fino ad allora tenuto a bada, è venuto a galla nuovamente con idee prorompenti, che le mani hanno dovuto assecondare. Come quella, fortunata, dei “cartoni animali”. «Senza saper bene perché, ho cominciato costruendo un cagnolino di cartone. Poi ho visto mio figlio che giocava con dei pupazzetti, mettendoli in colonna uno sull’altro. Ho pensato allora: perché non fare i musicanti di Brema? Così è nato tutto, e da lì non mi sono più fermato».

perfareungiocoroberto

La dimensione del negozio cominciava a farsi stretta. Le persone si fermavano ad ammirare i musicanti in vetrina, entravano per chiedere informazioni sui laboratori: «A quel punto mi sono deciso a fondare l’associazione, per dare, attraverso la sua istituzione, una storia a tutto quel che stavo facendo. Ho scoperto il mondo dei bambini, dei genitori e di chi lavora con loro». Si è creata una rete di collaborazioni e amicizie con altre associazioni, scuole, ludoteche.

In particolare è nata una sinergia con la libreria “Tana liberi tutti” della Città dell’Altra Economia. Ogni domenica mattina, Roberto organizza con i bambini i laboratori di riciclo creativo. «Inizialmente avevo un po’ di timore, perché pensavo che quel che stavo facendo non sarebbe interessato». Invece i bambini hanno risposto con calore, appassionandosi alle attività. Da “Perfareungioco” si può imparare a costruire il proprio animale di cartone, oppure passare ore a dipingere quelli già pronti. Ma oltre a sciogliere la briglia della creatività dei più piccoli, l’associazione ha dato vita a laboratori per mamme e papà: «Mi hanno cominciato a chiedere se facevo anche corsi per adulti, e così ho cominciato a insegnare il modellaggio della cartapesta e altre tecniche. Un’esperienza straordinaria, soprattutto sul piano dei rapporti personali. Quando ci si trova insieme a lavorare con le mani è facile aprirsi agli altri, conoscere le loro storie e raccontare la propria. Non mi era mai capitato di confidarmi con tanta libertà con persone che conoscevo appena».

Francesco Paniè
Francesco Paniè

Francesco Paniè

Classe ’87, una vita dalla parte dei perdenti. Torinista, ecologista e giornalista pubblicista. Io b-hop perché sogno di dar voce e inchiostro a nuove forme di socialità e sostenibilità in grado di spingere alla metamorfosi un mondo che vive una deriva individualista e disinteressata.