di Patrizia Caiffa – Un tripudio di modernità scintillante e lo skyline di grattacieli luminosi più famoso della Cina. È la toccata e fuga fattibile a Shanghai, utilizzando al meglio una sosta di 8 ore tra un volo e l’altro da Roma ad Hanoi, in Vietnam. Un modo utile e divertente per non sprecare il tempo del transfer.
All’aeroporto di Shanghai il controllo passaporti è veloce, ovviamente comprensivo di foto segnalazione e impronte digitali delle dieci dita; tanto rapido da consentire di muoversi con tutta calma per visitare il centro della grande megalopoli del sud est della Cina.


Superato un leggero disorientamento per le scritte quasi tutte in ideogrammi cinesi e le biglietterie automatiche che non accettano carte di credito ma solo Qr code e pagamenti con cellulare (per fortuna ci sono efficienti centri servizi con esseri umani che possono ancora ovviare alla mancanza) si può arrivare in centro in 8 minuti con il Maglev, il primo treno superveloce al mondo che raggiunge i 300 km orari, pagando 11 euro a persona.


Si scende a Longyang road station e poi si cambia prendendo la metro 2 (sulla mappa si leggono ben 18 linee) fino a Nanjing road.
Se invece si vuole spendere poco (circa 1 euro e mezzo) si può optare solo per la linea 2 della metro che dall’aeroporto deposita direttamente a Nanjing road, la famosa via commerciale del passeggio e dello shopping elegantemente kitsch di Shanghai.


Si passa dai mega store della telefonia ai negozi di abiti griffati, a quelli che vendono spiedini di maiale e pollo o di coloratissima frutta glassata che ricorda le nostre mele stregate.
Tutto ciò ornato da draghi che sputano fumo e bracieri ardenti, giostre di conigli che danzano e chi più ne ha più ne metta. Tutto allo scopo di attirare l’attenzione dei possibili clienti.


La passeggiata a Nanjing road in febbraio è sotto un cielo grigio e la pioggerellina impalpabile del sud est asiatico.


Da qui si arriva al Bund (Waitan). Il colpo d’occhio sullo skyline di Pudong, separato dal fiume (e dalla strada), è di grande impatto. I grattacieli futuristici come la Torre di Shanghai e la Jin Mao Tower si stagliano nel cielo notturno con i loro giochi di luci cangianti dal rosso al blu al verde: è il backstage perfetto per il grande palcoscenico degli infiniti attori da social che sfoderano telefonini, selfie e finti sorrisi.


Nel lasso di 6 ore effettive per andare e tornare dall’aeroporto c’è tempo anche per una sosta rilassata per un the o caffè bollente, prima di rifare il percorso inverso ed arrivare al gate con tutta calma, con due ore di anticipo
Una breve tappa cinese inaspettata e gradita.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato sulle nostre belle notizie ti invitiamo a seguirci sui nostri social o a iscriverti alla newsletter mensile cliccando qui




















