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Home L'altrove

Quarna sotto, il paese degli strumenti musicali a fiato (artigianali)

Quarna sotto è un piccolo paese nel Cusio, in provincia di Verbania, in Piemonte. Qui c’è l’unica fabbrica artigianale specializzata nella produzione di strumenti a fiato, in particolare clarini, flauti, trombe, sax per il jazz. Un museo ne ripercorre la storia

di Patrizia Caiffa
2 Agosto 2024
in L'altrove
Tempo di Lettura: 4 mins read
48 1
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uomo suona il sax

credits: https://depositphotos.com/

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di Patrizia Caiffa – C’è un piccolo paese piemontese in provincia di Verbania, nel Cusio, che si chiama Quarna sotto. I jazzisti probabilmente lo conoscono perché qui c’è l’unica fabbrica artigianale specializzata nella produzione di strumenti a fiato, in particolare clarini, flauti, trombe, sax per il jazz.

Pare che proprio a Quarna siano stati costruiti i primi saxofoni italiani, dopo l’invenzione dello strumento nel 1848 da parte del belga Adolph Sax.

Ascolta “Quarna sotto, il paese degli strumenti musicali a fiato (artigianali)” su Spreaker.

Tutto iniziò nei primi anni del 1800 quando due cittadini quarnesi, Egidio Forni e lo zio Francesco Bonaventura Rampone, emigrarono a Milano. Qui appresero il mestiere di flautaio e tornitori di strumenti musicali in legno in una bottega artigiana. Verso metà secolo i due diventarono i soli proprietari dell’attività, che si tramandò di padre in figlio nella famiglia Rampone. Uno di loro, Agostino Rampone, è stato un affermato flautista del Teatro alla Scala di Milano e un innovatore nel settore, facendo diventare famosa l’azienda a livello europeo e mondiale.

foto tratta dal sito della ditta Rampone & Cazzani

In quel periodo l’azienda trasferì a Quarna buona parte della produzione e questa diventò la principale occupazione dei paesani, che prima vivevano solo di agricoltura alpina e allevamento del bestiame. Oppure emigravano per fare i calzolai, i tessitori e, più recentemente, i muratori e i commercianti.

“La maggior parte degli abitanti di Quarna trovava lavoro nella fabbrica Rampone”, raccontano a B-Hop magazine Michela Maggi e Giuseppe Re, tra i responsabili del Museo etnografico e dello strumento musicale a fiato di Quarna sotto, che realizza continue iniziative e attività didattiche per far conoscere la storia del territorio. Li abbiamo incontrati davanti a Crodo, in Val Formazza, al Consorzio Erba Böna, con cui collaborano.

“Poi l’azienda è andata in declino perché lavorando in maniera artigianale non è stata più competitiva sul mercato. E’ stato comunque il primo stabilimento di strumenti musicali a Milano”.

Da sinistra Michela Maggi, Vittorina Prina e Giuseppe Re – credits: P.Caiffa
Alcuni dei prototipi dei primi saxofoni sono esposti in questo piccolo museo, l’unico in Italia sull’evoluzione dello strumento musicale a fiato negli ultimi due secoli.

Il successo dell’azienda prosegui per oltre un secolo ma declinò a metà ‘900. Dopo vicende negative fu rilevata in stato fallimentare nel 1957, mantenendo gran parte della produzione a Quarna Sotto ma con gli uffici e il magazzino a Gerenzano di Varese. Ora la ditta si chiama “Rampone & Cazzani” e si è specializzata nella riparazione e personalizzazione di strumenti a fiato per il jazz.

Nel museo vengono illustrati, tra l’altro, gli antichi metodi di lavorazione, spiegandone le caratteristiche. La prima sezione del clarinetto comprende pure gli oboi ed i fagotti. La seconda del saxofono comprende anche i sarrusofoni ed i saxorusofoni. La terza è dedicata al flauto; la quarta agli ottoni (trombe, tromboni, corni, flicorni, ecc.). Nell’ultima sezione sono esposti strumenti di attuale produzione.

foto tratta dal sito della ditta Rampone & Cazzani

Come ogni museo etnografico che si rispetti non manca la contestualizzazione nel territorio, ossia la storia rurale alpina di Quarna Sotto e le ricostruzioni di ambienti come la vecchia cucina (casón), la camera da letto (suér), il locale per la conservazione del latte (casaet), la torneria col tornio a pedale ed il banco del falegname, il telaio con gli accessori per la filatura e la tessitura, il vecchio torchio e il mulino, il deschetto del ciabattino, gli utensili per i lavori della campagna e del bosco.

Per animare l’estate di chi trascorre le vacanze in quei luoghi montani spettacolari, anche quest’anno il museo organizza l’iniziativa “Montagnaviva”. Nel 2024 il focus è sulle piante medicinali e le erbe spontanee delle valli, con incontri con esperti, degustazioni, laboratori didattici e percorsi sensoriali e di riconoscimento delle erbe, in collaborazione con il Consorzio Erba Böna di Crodo, in Val Formazza.

Si parte domenica 4 agosto con una conferenza di Valeria Tantardini sulle piante medicinali, sabato 10 agosto si prosegue con un dialogo tra Maria Cristina Pasquali e Paola Caretti sulle erbe spontanee e domenica 11 agosto viene racconta l’interessante esperienza del Consorzio Erba Böna, che coltiva erbe officinali su terreni che sarebbero stati abbandonati, dando lavoro alle donne.

Info per il museo: nel periodo estivo è aperto dal martedì al venerdì dalle 14.00 alle 19.00; sabato e domenica 10.00 – 12.00 e dalle 15.00 – 19.00.

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Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Founder e Direttrice responsabile di B-hop magazine. Giornalista professionista, lavoro dal '98 all'agenzia Sir dove mi occupo di temi sociali e umanitari, migrazioni, esteri. Laureata in Lingue e letterature straniere moderne, ho scritto romanzi, testi teatrali e saggi e viaggiato (tanto) nel Sud del mondo. Instancabilmente curiosa di nuove avventure, dentro e fuori di me, ho voluto B-Hop per portare bellezza, fiducia e consapevolezza nel mondo dell'informazione e nella società.

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