di Marianna Mandato – Fatti coraggio, vedrai che andrà tutto per il meglio. Sì, serve tanto coraggio nella vita.
Frasi all’ordine del giorno. Il coraggio serve sempre. Eppure, qualcosa ci suggerisce che quando lo diciamo non sappiamo esattamente a cosa facciamo riferimento.
Ascolta “Perché è importante farsi coraggio” su Spreaker.
Cosa ci comunica la parola coraggio? Cosa capiamo quando qualcuno ci dice che dobbiamo avere o farci coraggio? A che cosa pensiamo?


Per capirlo, dobbiamo per forza comprendere che cosa c’è “dentro” la parola coraggio.
Di che cosa la riempiremmo per darle consistenza?
Certamente di
forza d’animo, audacia, valore, ardore, bravura, resistenza, tenacia, capacità ferma di affrontare una situazione dolorosa o rischiosa, capacità di non abbattersi.
Eppure sembra che ancora manchi qualcosa. Andiamo allora alla ricerca dei suoi genitori.
Non sarà per nessuno una sorpresa che ancora una volta arriviamo ai simpatici latini. Che ci dovremmo ormai rifiutare di considerare antichi dal momento che sono quasi sempre presenti nelle parole che utilizziamo quotidianamente.
Ebbene,
coraggio è l’unione di due parole latine. Il volgare coraticum a sua volta derivante da coratum, da cui poi cor-cordis, ossia cuore, e il verbo habere, ossia avere.
In alternativa al verbo habere si può far riferimento al verbo agere, ossia agire.
In sostanza, coraggio sta a significare avere cuore o agire col cuore.


Che bella sorpresa, saremmo inclini ad affermare. Quanti di noi pensano al cuore quando qualcuno ci dice “sii coraggioso”?
Facciamoci poi la solita domanda. Può dalla parola coraggio derivare un verbo?
“Coraggiare” non esiste. Ed è un peccato, perché questa parola esprimerebbe proprio “il coraggio in persona”, corrispondendo esattamente al latino “agire col cuore”.
Diciamo invece incoraggiare, fare coraggio oppure avere coraggio.
Appare da subito evidente che il coraggio, per esistere, per avere senso e corrispondenza nella realtà, non possa prescindere da un qualche tipo di azione. Che non è diretta verso un qualcosa ma che ha noi stessi o altre persone come punto di partenza e/o approdo, per poter affrontare delle situazioni nel modo più opportuno.
Nel primo caso, incoraggiare o fare coraggio, la nostra azione è diretta, ha come scopo lo stimolare e trasmettere a qualcuno quel qualcosa che ha la consistenza di una forza interiore che parte dal cuore. Di accenderla.
Dobbiamo proprio sforzarci affinché il coraggio acquisisca senso concreto per noi e per altri.


Nel secondo caso, avere coraggio, dobbiamo fare in modo di personificare il coraggio stesso. Di possedere la capacità di essere coraggiosi, di esistere come espressione del coraggio e incarnarlo agendo.
Riusciamo ad essere coraggiosi anche senza movimento apparente.
E che vuol dire? Chi è il coraggioso?
Cerchiamo di mettere insieme quanto detto finora.
Coraggioso non è colui che possiede una particolare forza fisica, l’impavido eroe o il valoroso guerriero in grado di affrontare rischi o paure.


Il coraggioso non è neanche l’impassibile privo di paure ma colui che riesce a sentire il suo respiro profondo. Colui che controlla le pulsioni e le riesce a gestisce.
È colui che con “cuore fermo”, deciso, affronta le situazioni.


Il cuore fermo è un cuore che batte con un ritmo accettabile, che non si lascia agitare troppo. Un cuore, saremmo propensi a dire, che non soggiace all’ansia e conseguente tachicardia, o presa di velocità, che non si lascia soggiogare dalla paura, dagli scossoni della vita, dai rischi ma, soprattutto, dai tentativi della mente di elaborare e delineare potenziali rischi catastrofici o deleteri (immaginati ma non necessariamente reali) in vista dell’azione o della comprensione.
Un cuore fermo non prescinde mai da un respiro ritmico privo di affanno. Da un respiro calmo in grado di sentire le pulsazioni del cuore.
È dunque il cuore a muoversi in modo opportuno. E a far agire nel modo più opportuno la persona.
In passato, il cuore era la sede dell’anima, era il luogo dove ogni sentimento albergava. Avere coraggio voleva dire agire seguendo i giusti sentimenti. Il giusto sentire. Navigando nel modo più opportuno fra le emozioni suscitate da ciascun sentimento.
Quella del cuore è una forza sentimentale, un sentire, che dirige l’azione reale.
Dire a qualcuno “fatti coraggio” equivale a dirgli “fai in modo che il tuo cuore sia forte, batta in modo regolare e chiarifichi il giusto sentire”, nella consapevolezza che andrà affrontato e gestito qualcosa di difficoltoso o che non ci piacerà.
Coraggio, dunque. Siamo “cuoraggiosi”!


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