di Roberta Tito – A Trento l’ex mensa dei Cappuccini cambia volto e funzione, trasformandosi in un punto di riferimento per la comunità. Il nuovo spazio, ribattezzato “Humus”, è stato inaugurato lo scorso 20 aprile, segnando l’inizio di una nuova fase per un edificio che, dopo un periodo di inattività, rinasce grazie a un progetto condiviso tra associazioni, cittadini e realtà del territorio.
All’interno di questo contesto prende forma anche il progetto delle Cucine Popolari, che trova proprio in Humus il luogo ideale per svilupparsi. Saranno inaugurate tra maggio e giugno 2026.
Le Cucine Popolari, racconta a B-Hop Gabriele Moser, tra i promotori del progetto, nascono con l’idea di offrire un pasto di qualità accessibile a tutti, trasformando il cibo in un mezzo di incontro e socialità. Non solo un servizio, ma un’esperienza condivisa: grandi tavolate dove nessuno mangia da solo e dove persone provenienti da contesti diversi possono incontrarsi.
“Il nostro obiettivo principale è sconfiggere la solitudine, creando una comunità interconnessa tra volontari, soci e utenti. Il cibo diventa un’occasione per stare insieme, conoscersi e costruire relazioni”.
Il progetto si inserisce pienamente nella vocazione di Humus, pensato come spazio inclusivo e partecipativo. Non più soltanto un luogo legato al passato assistenziale, ma un ambiente vivo, capace di ospitare anche eventi culturali, laboratori e iniziative sociali. La dimensione comunitaria è centrale: l’obiettivo è favorire l’incontro tra generazioni e culture diverse, promuovendo al tempo stesso il valore dell’uguaglianza.


Il pasto sarà in stile trattoria, con un menù unico per tutti e composto da più portate. Un elemento distintivo è l’assenza di un prezzo fisso: l’offerta sarà libera, perché – come sottolinea Moser – il denaro non deve rappresentare una barriera all’accesso.
Un ruolo chiave – prosegue Moser – sarà svolto dalla cucina dello spazio, donata dalla Guardia di Finanza, che diventa non solo un’infrastruttura funzionale ma anche simbolo di condivisione. Da qui si svilupperanno anche attività legate al recupero alimentare, in collaborazione con realtà del territorio come Trentino Solidale, contribuendo al supporto delle persone in difficoltà.
Finora, il progetto è stato reso possibile grazie al sostegno di una rete ampia e partecipata: numerose persone hanno scelto di contribuire attraverso donazioni, affiancate dal supporto di diverse associazioni e istituzioni, tra cui ATAS, Trentino Solidale, Edera, il Banco Alimentare, la Fondazione Caritro attraverso il Bando Intrecci Possibili e la Cassa Rurale di Trento con i contributi dedicati al mondo associativo.
Per garantire continuità al progetto, sarà necessario ampliare le risorse disponibili. L’esperienza di iniziative simili dimostra che le donazioni rappresentano un sostegno fondamentale, ma per assicurare menù completi sarà indispensabile integrare con acquisti regolari di alimenti.
La rinascita di Humus e l’avvio delle Cucine Popolari raccontano così una doppia trasformazione: quella di uno spazio fisico restituito alla città e quella di una comunità che si costruisce attorno a valori di solidarietà, inclusione e partecipazione.
L’esperienza di Moser insegna che la solidarietà non è solo un gesto, ma un processo quotidiano: nasce dall’incontro tra persone diverse e cresce ogni volta che qualcuno decide di sedersi allo stesso tavolo, condividendo non solo un pasto, ma anche una parte di sé.
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