di Giulia Segna – In cerca di idee regalo per Natale? Ecco una lista di suggerimenti solidali, sostenibili e anti-consumistici che riusciranno a stupire anche lo zio più burbero.
- Cibi, bevande e cosmesi di Economia Carceraria: è la rete che commercia i prodotti realizzati dalle cooperative e dalle imprese che assumono persone in esecuzione penale. Dai biscotti di Cotti in Fragranza al caffè delle Lazzarelle, dagli snack di Libere Golosità ai vini Fresco di Galera, fino a Dolci Evasioni della cooperativa L’Arcolaio, qualsiasi gusto è accontentato. Perché acquistare da loro? Il XXI Rapporto di Antigone evidenzia che le condizioni di detenzione nelle carceri italiane sono disastrose e in continuo peggioramento. Suicidi, sovraffollamento, autolesionismo e altissimi tassi di recidiva. Un recente Rapporto del CNEL afferma che 6 condannati su 10 sono già stati in carcere almeno una volta. Chi esce di prigione, troppo spesso, è privo di strumenti e competenze per entrare nel mercato del lavoro. Sostenere i laboratori delle cooperative e delle imprese del circuito Economia Carceraria vuol dire investire su un sistema detentivo rieducativo e abbassare moltissimo la recidiva.
- Tessera d’iscrizione al FAI (Fondo Ambiente Italiano): la fondazione è nata nel 1975 ed ha come obiettivo quello di tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano. Con la tessera è possibile accedere a mostre esclusive, osservare collezioni private, visitare luoghi di cultura normalmente chiusi al pubblico, partecipare ad eventi di arte e artigianato. Le formule di costo sono variabili, a seconda del destinatario: singolo, famiglia o coppia. Perché regalarla? L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) conferma che l’arte – contemplata o prodotta – ha enormi benefici psicologici, emotivi e sociali. A suffragare la tesi, recenti studi dei ricercatori dell’università IULM: dopo la visita ad una mostra, nei partecipanti si è registrato un aumento del 40% di dopamina ed altri ormoni legati al benessere e una diminuzione del 60% dei livelli di cortisolo, l’ormone associato alle risposte allo stress. Insomma, donare arte è donare salute.


Dal sito fondoambiente.it - Abbonamenti a riviste come Internazionale, Limes o Altreconomia: testate giornalistiche e riviste indipendenti che ampliano lo sguardo, propongono nuovi modelli e garantiscono approfondimenti imparziali. Regalarli è una buona idea perché si legge sempre meno e, quando lo si fa, ci si distrae. Non a caso, l’indagine sulle Competenze degli Adulti condotta dall’OCSE (2023) afferma che più di un terzo degli italiani non è in grado di comprendere testi lunghi e articolati. Incapacità che, nella vita quotidiana, rende difficoltosa l’analisi delle più semplici dinamiche socio-economiche. Re-imparare a dedicare del tempo di qualità alla lettura vuol dire, in un certo senso, prendersi cura di sé. In effetti, una ricerca condotta dall’Università del Sussex ha scoperto che leggere un libro o un giornale in silenzio per pochi minuti rallenta la frequenza cardiaca e la tensione muscolare, abbassando i livelli di stress.
- Abbigliamento targato Rifò: piccola azienda tessile di Prato che deve il nome all’inflessione toscana del verbo “rifare”, concetto ispiratore del suo modello di business. Dal 2017 Rifò propone un’alternativa etica e sostenibile alla Fast Fashion. Maglioni, sciarpe, pantaloni e cappellini in materiale riciclato e lavorato localmente, che accontenta tutti i gusti e le stagioni della moda: i colori e le trame proposte, infatti, sono neutri, così da rimanere contemporanei negli anni. Da qualche tempo è possibile anche acquistare un capo Rifò usato o venderne uno proprio. Comprare da piccole realtà artigianali vuol dire supportare la moda che fa bene alle persone e all’ambiente. Perché? I dati sull’impatto della Fast Fashion sono mostruosi: ogni secondo un camion di abiti scartati viene bruciato o buttato nelle discariche; meno dell’1% dei vestiti scartati è effettivamente riciclata in nuovi capi di abbigliamento; in Europa, ogni anno, vengono distrutti 230 milioni di indumenti nuovi; oltre il 60% delle fibre tessili sono sintetiche, spesso derivanti dalla raffinazione di idrocarburi come gas e petrolio. Per non parlare della violazione di diritti umani: la filiera della Fast Fashion spesso favorisce la riduzione in schiavitù, il lavoro minorile e lo sfruttamento della manodopera.


- Gioco di carte Io Sono Te: non il solito gioco di società dove si vince e si perde ma un’occasione per instaurare dialoghi sinceri e confronti emozionanti. E’ possibile scegliere tra le versioni famiglia, amici, coppia o bambini. A turno si pesca una carta e si legge la domanda stampata: Per cosa provi gratitudine? Hai un sogno che vorresti realizzare? Qual è la versione più imbarazzante di te nel passato? Quale evento nella tua vita ti ha reso più felice? Regalare questo gioco vuol dire offrire una bella occasione di introspezione ma anche avvicinare spiritualmente i partecipanti. Nell’epoca dell’iperconnessione virtuale, ci ritroviamo – in realtà – a soffrire terribilmente di solitudine e ansia sociale. Questa condizione, si legge nel CISF Family Report 2025, colpisce ben 6 italiani su 10. Sempre più immersi nelle vite (fintamente perfette) degli altri e sempre più incapaci di confrontarsi con sincerità. Chi riceve questo regalo può decidere di utilizzarlo in un secondo momento o giocarci subito, insieme a chi gliel’ha donato, rendendo queste feste certamente indimenticabili.
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