di Benedetta Bernardi – L’associazione di volontariato 2nd Hand Solidale nasce a Salerno, in tempo di pandemia, con l’intento di riciclare materiali di scarto destinati alla discarica per riequilibrare l’impatto sull’ambiente e diffondere forme intelligenti di riutilizzo.
Il gruppo, formato da giovani universitari e lavoratori, si ritrova periodicamente per dare una nuova vita ad indumenti usati in un’ottica di sostenibilità ambientale e sociale.


Il progetto di 2nd Hand nasce da una consapevolezza, quella di un grande spreco che la nostra società consumistica ci induce a fare.
“I ragazzi dell’associazione, quasi tutti cresciuti con i Missionari Saveriani, hanno sentito l’esigenza, durante il lockdown, di realizzare qualcosa di tangibile, di utile, che potesse avere un impatto ecologico. Da qui è venuta l’idea di selezionare gli abiti usati donati al Centro dei Missionari Saveriani rimettendoli in circolo, secondo un principio di sharing economy”, sono le parole di Marta Chiaradonna, presidente dell’associazione, che aggiunge:
“in questo modo si riduce l’impatto ambientale, si incrementa la creatività e si riscopre la bellezza dello stare insieme”.
Ma 2ndHand solidale, in piena sintonia con gli obiettivi dell’Agenda 2030, non si limita ad agire unicamente per il bene dell’ambiente: grazie alla collaborazione con L’Abbraccio Odv e di KOmarECOllection, ha ampliato l’azione di cura della Terra alla cura di chi la abita, abbracciando il principio di solidarietà sociale e aprendosi ad altre realtà del territorio già presenti e attente ai bisogni delle persone, soprattutto le più emarginate e sole.


“Non c’è sostenibilità ambientale senza sostenibilità sociale”
è lo slogan ripetuto con forza da Marta.
Così, mentre l’associazione l’Abbraccio Odv mette a disposizione spazi accoglienti e strumenti per le lavorazioni, il lavaggio, la sanificazione dei capi selezionati che saranno poi venduti sulle piattaforme online, le signore di KomarECOllection diventano le protagoniste del laboratorio di sartoria nella realizzazione di un interessante progetto di upcycling.
Grazie alla buona volontà, alla condivisione di saperi artigianali e ad un brillante spirito creativo, le Komare ricreano accessori e oggetti di moda riciclando vecchi jeans o scampoli di stoffa scartati.


Un aspetto che dà ulteriore qualità e valore all’operato di queste associazioni unite dagli stessi intenti è il carattere intergenerazionale: c’è chi studia ed è impegnata a preparare gli esami universitari come Caterina, c’è chi, per lavoro, è spesso lontano da casa come Francesca, c’è chi è insegnante come Anna Maria o è da tempo in pensione come Caterina.
Un filo resistente lega tutti i volontari, ispirati da un’idea di giustizia e inclusione sociale oltre che da un desiderio di contaminare e contagiare quante più persone possibili a seguire uno stile di vita sostenibile.
I principi che animano le attività delle tre associazioni sono una grande sinergia, il ritrovarsi, condividere idee, realizzare qualcosa di bello e utile insieme, lavorare per un ideale comune che non è solo la sostenibilità ambientale ma anche quello della solidarietà fraterna e solidale.
“Il ricavato ottenuto dalla vendita dei capi rimessi a nuovo attraverso le piattaforme digitali e degli accessori di moda creati da KOmarECOllection durante eventi sul territorio sono devoluti interamente a missioni umanitarie” precisa con grande entusiasmo Marta, che conclude:
“Si tratta di avere uno sguardo missionario ad intra ed extra, sul territorio ma anche fuori: per il gruppo di 2ND Hand essere sostenibili significa agire secondo un principio di solidarietà intergenerazionale, promuovendo un’economia globale cosciente, che tenga conto del presente quanto del futuro,
lasciando alle generazioni che verranno un pianeta produttivo, in buona salute e capace di garantire una buona qualità di vita per tutti”.





















