di Silvia Curitti – Identità, memoria e tradizione sono gli elementi che si fondono nella mostra “Il Thoub Palestinese: Identità in Ricamo.” Un percorso espositivo multimediale e itinerante che prende vita nelle sale dei Musei di San Salvatore in Lauro a Roma, dove l’arte del ricamo e il virtuosismo creativo delle donne palestinesi sono i protagonisti.
Un viaggio immersivo alla scoperta di un pezzo di storia del costume della Palestina che apre le porte al pubblico fino al 10 gennaio. La mostra, curata da Taisir Masrieh Hasbun, è un inno al thoub, l’abito tradizionale da cerimonia palestinese, caratterizzato da linee ampie e larghe e da maniche lunghe. Non solo una dichiarazione di stile ma un indumento carico di significati identitari per le donne che lo indossano.
Nelle zone rurali della Palestina storica e tra le comunità beduine, il thoub racconta anche la provenienza, lo stato sociale e civile e la personalità di chi lo porta. I tessuti con cui viene realizzato si distinguono per i colori vivaci e per i motivi floreali o geometrici realizzati attraverso la tecnica del ricamo tipico del Paese, il tatreez.
Questa particolare procedura artigianale è stata inserita nel 2021 nella lista del patrimonio culturale dell’Unesco non solo per il suo valore estetico ma anche per il significato simbolico e storico-culturale che racchiude.


L’esposizione si sviluppa in due sale e si articola in dodici installazioni in cui i thoub, provenienti da diverse regioni e realizzati da donne palestinesi tra il 1800 e il 1950, sono stampati in fogli di policarbonato con illuminazione LED interna. Queste riproduzioni più grandi degli abiti consentono a chi guarda di osservare ogni dettaglio e di ammirare pienamente le arti decorative che impreziosiscono ogni pezzo.
Sono le immagini che rappresentano i thoub originali che appartengono alle collezioni di Maha Abu Shusheh, George Al Ama, Maha Saqa e Bank of Palestine, molti dei quali hanno più di cento anni. Ogni opera è accompagnata da un pannello con una breve descrizione e la riproduzione di un dipinto, realizzato dal noto artista palestinese Sleiman Mansour, che racconta la vita quotidiana di alcune donne palestinesi mentre indossano il loro thoub.
Il percorso espositivo ha l’obiettivo di condurre lo spettatore nel vasto universo delle tecniche artigianali utilizzate nella confezione e nel ricamo della Palestina storica, come tahriri (punto stuoia), tashreem (patchwork) e manajel (rilegatura).
Nella mostra sono presenti anche tre abiti da cerimonia originali e i loro accessori completi (copricapi, cinture, scialli) che provengono dalla collezione del Tiraz Centre di Widad Ka’war in Giordania e i gioielli della collezione di Suraya Hoffmann.


A corredo dell’esposizione, fotografie e video raccontano la vita delle donne palestinesi prima e dopo la Nabka fino alle esperienze delle ultime generazioni che vivono in diaspora.
La mostra, realizzata in collaborazione con “This Week in Palestine” e coordinata dall’Ambasciata della Palestina presso la Santa Sede, coinvolge lo spettatore attraverso l’uso sapiente del linguaggio multisensoriale, dove i motivi ricamati sui tessuti degli abiti si accompagnano negli spazi espositivi alle note musicali del musicista francese Alexis Paul.
Una esposizione potente che ricorda ai visitatori come il thoub sia non solo un capo di abbigliamento ma un importante veicolo espressivo di arte, cultura e identità. E’ la bellezza che incontra la memoria collettiva di un popolo, la tradizione che rinasce nell’abbraccio con la creatività contemporanea.


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