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Home Buenvivir

Artigiane a Betania, producono candele profumate come atto di resistenza

Betania - in arabo al‑Azariyeh - è un villaggio del Governatorato di Gerusalemme in Palestina. E’ il villaggio simbolo della volontà di accoglienza e amicizia, che oggi vive una realtà segnata da barriere e difficoltà. Un progetto di ProTerra Sancta

di Agnese Malatesta
1 Agosto 2025
in Buenvivir
Tempo di Lettura: 3 mins read
39 1
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credits: Pro Terra Sancta

credits: Pro Terra Sancta

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di Agnese Malatesta – Betania – in arabo al‑Azariyeh – è un villaggio del Governatorato di Gerusalemme in Palestina. E’ il villaggio simbolo della volontà di accoglienza e amicizia, che oggi vive una realtà segnata da barriere e difficoltà, dove la vita sembra aver perso il suo colore. Ecco qui, è stato piantato un seme di rinascita ed acceso una nuova luce: un gruppo di donne artigiane produce candele profumate.

Un’opportunità resa possibile grazie al progetto “Noi, preziose come il nardo” che ha il sostegno di ProTerra Sancta, un network che promuove e realizza progetti di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, di sostegno alle comunità locali e di aiuto nelle emergenze umanitarie in Terra Santa.

Il nome del progetto dice molto: nelle Scritture, il nardo è un profumo raro e prezioso, nato nell’antichità, usato come gesto d’amore e di cura. Così, anche queste donne, spesso ferite, dimenticate, messe da parte — oggi ritrovano valore e dignità grazie a un laboratorio artigianale che produce candele profumate.

Tutto è cominciato con un grande ordine: 30.000 profumatori. Un numero che ha acceso speranza. Quel primo passo ha trasformato un piccolo laboratorio in un luogo di rinascita, incontro e libertà.

credits: Pro Terra Sancta
“Ogni candela è un atto di resistenza”,

dice Saida con un sorriso forte e limpido: “Quando creo, dimentico i problemi. Torno a casa felice, e mostro ai miei figli le foto di ciò che ho fatto. È come se il lavoro mi restituisse la vita”. E proprio il nardo, profumo dolce e intenso, è diventato il simbolo di questa rinascita.

“All’inizio cercavo solo un impiego”, racconta Maisa. “Ma ho trovato molto di più: la libertà di uscire, incontrare persone, costruire qualcosa con le mie mani. Questo posto è una boccata d’aria fresca”.

Al timone di questo cammino c’è Alessia Hamdan, 26 anni, nata a Torino ma tornata a Gerusalemme, la città del cuore di suo padre. È lui che aveva ideato e avviato il progetto insieme a ProTerra Sancta, convinto che il lavoro potesse essere molto più di uno stipendio, potesse restituire valore, dignità, futuro.

Anche per Alina, ucraina trapiantata in Palestina, il laboratorio è diventato un rifugio. Dopo la perdita di un figlio, travolta da un dolore indicibile, ha trovato in quel luogo una nuova possibilità:

“Qui la giornata mi restituisce la vita. Creo, condivido, respiro. Non è solo lavoro: è rifugio.”

E intanto, il sogno cresce. Accanto alle candele, un gruppo di donne beduine coltiva zataar e lavanda, da cui si estraggono nuovi oli essenziali. L’obiettivo è espandere la produzione, rafforzare la filiera locale, e aprire nuovi sentieri formativi e professionali. Quei trentamila profumatori non sono solo un ordine, ma diventano trentamila gesti di fiducia.

E questo è un racconto di bellezza che fiorisce nella fragilità, un inno alla forza delle donne che, nonostante tutto, costruiscono speranza.


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Agnese Malatesta

Agnese Malatesta

Giornalista professionista. Per trent’anni cronista all'Ansa, mi piace raccontare fatti e persone ‘comuni’. Scrivo su B-hop perché quelle storie, forse semplici ma non scontate, e comunque vitali e positive, di solito non fanno la storia del momento ma arricchiscono le vite di tutti. Mi piace pensare che questo sia un modo per contribuire al vivere civile. Sempre attratta dai temi sociali – laureata, più o meno consapevolmente, in Sociologia – guardo con passione alle novità in questo ambito. Ho una predilezione per i fiori, le rose in particolare, e per le scrittrici donne.

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