Prodotti ecologici, boom di vendite negli ultimi mesi: i 6 più richiesti

di Giulia Segna – E’ boom nella vendita di prodotti ecologici. Forse i ritmi di vita più lenti e la ritrovata passione per la casa, indotti dalle restrizioni, hanno contribuito a sensibilizzare i consumatori. Claudia, trentenne romana, lavora in una nota catena di negozi di casalinghi e ha notato che negli ultimi mesi è cresciuto il numero di clienti che acquistano eco-sostenibile. In particolare le sembra che il cambio di rotta sia avvenuto intorno al mese di ottobre 2020.

Secondo l’esperienza di Claudia, la categoria più attenta alla questione “green” è quella delle donne di mezza età e i prodotti più richiesti sono: piatti e bicchieri compostabili da gettare nell’umido una volta utilizzati; mollette in legno invece che in plastica; spazzolino da denti in bambù; carta igienica in materiale riciclato e saponi biodegradabili.

Sebbene il costo di questi articoli sia spesso più alto di quelli in plastica o non completamente riciclabili, sono comunque in crescita le persone che antepongono la sostenibilità ambientale al risparmio economico. In effetti, gli acquisti ecosostenibili sono da considerarsi un vero e proprio investimento a lungo termine: la spesa iniziale, anche se più elevata di quella per un prodotto monouso, è ammortizzata dalla sua durata.

Claudia

L’anima “green” di Claudia emerge in maniera prorompente dalla chiacchierata. Racconta a B-hop che si impegna quotidianamente nell’orientamento dei clienti verso scelte ecologiche, ma prima di farlo sperimenta lei stessa la merce sponsorizzata, in modo da consigliare il prodotto giusto alla persona giusta. Con il suo aiuto, abbiamo individuato sei articoli ecosostenibili di cui non potrete più fare a meno una volta provati:

La borraccia: oggetto ormai noto e piuttosto diffuso, proposto in ogni forma e colore. Eppure, un recente report di Ismea afferma che negli ultimi dieci anni, in Italia, le vendite delle acque minerali imbottigliate in plastica sono più che raddoppiate, passando da 5 miliardi di bottiglie nel 2009 a 10 miliardi nel 2019. Portarne una in borsa o nello zaino ci fa rispettare il pianeta e risparmiare soldi: per chi vive in città con fontanelle pubbliche sarà semplice riempirla, per tutti gli altri c’è l’opzione “refill” al bar: pratica molto diffusa in alcuni paesi nordeuropei, consiste nel domandare ad un qualsiasi bar di ricaricare la borraccia con acqua corrente;

Lo shampoo solido: potete dire addio a contenitori in plastica e dare il benvenuto allo shampoo solido, che ha l’aspetto di una normale saponetta. Chiuso in un’apposita scatolina, si estrae sotto la doccia, si strofina sulla testa e si ripone. La durata dipende dalla frequenza di utilizzo e dalla lunghezza dei capelli, ma si parla comunque di mesi. Come per gli shampoo tradizionali, ne esistono di varie tipologie e consistenze in modo da soddisfare i bisogni di ognuno;

Shampoo solido

I dischetti struccanti lavabili: il cotone idrofilo dei dischetti struccanti non è riciclabile perché trattato con soluzioni alcaline e sottoposto a processi di sbiancamento. Che siano impregnati di sostanze chimiche o meno, i batuffoli di ovatta vanno gettati nell’indifferenziato. Un’alternativa ecologica ed economica è quella dei dischetti lavabili, di tutte le grandezze e colori, venduti in set con apposito sacchetto. Possono essere lavati a mano o in lavatrice e riutilizzati ogni volta che serve;

Gli assorbenti lavabili e/o la coppetta mestruale: l’appuntamento mensile al quale nessuna donna sfugge è causa di un ingente consumo di materiale sintetico non riciclabile. Gli assorbenti tradizionali, interni o esterni, sono monouso e altamente inquinanti. Oggi possono essere sostituiti da prodotti igienici sostenibili e sicuri come gli assorbenti in fibra di bambù lavabili; hanno la stessa forma di quelli plastificati ma con una capacità di assorbenza maggiore. Forse non è corretto parlare di “novità” visto che le nostre nonne ne usavano già di similari, ma è giusto promuoverli come simbolo di cambiamento culturale. Considerata la domanda sempre più alta, le aziende produttrici si stanno sbizzarrendo con colorazioni e fantasie di ogni tipo. Oltre a rispettare il pianeta ed evitare il rischio di irritazioni della pelle, ça va sans dire, fanno bene al portafoglio: una volta acquistato un set con sacchetto coordinato, il gioco è fatto. Possono essere lavati a mano o in lavatrice previo risciacquo con acqua fredda. In alternativa a questi, la coppetta in silicone, da inserire come un tampax. Morbida, ecologica e sicura, è tenibile fino a 12 ore, anche mentre si dorme. Per riutilizzarla è sufficiente svuotarla e sciacquarla. In commercio se ne trovano di varie misure;

Assorbenti lavabili

Il detersivo a strisce: il sapone per il bucato è contenuto in strisce biodegradabili che si dissolvono durante il lavaggio, mentre rimuovono lo sporco. Utilizzarle è semplicissimo: basta strapparne mezza, una intera o due, a seconda del carico, posizionarla nella bocchetta dove normalmente si versa il sapone e… premere avvio. Si adattano a qualsiasi tipo di lavatrice, hanno diverse profumazioni e caratteristiche di lavaggio. Semplici e rivoluzionarie, sono un sostituto eccellente dei flaconi in plastica, inquinanti e ingombranti;

Il dentifricio solido: tonnellate di tubetti plastificati finiscono ogni anno nella raccolta indifferenziata, un po’ per impossibilità di riciclo dei materiali e un po’ per negligenza dei consumatori. L’impatto ambientale è pesante e una scelta più sana è possibile: dentifrici e collutori in pastiglie composte da ingredienti naturali come bicarbonato di sodio, carbonato di calcio e di magnesio, argilla, oli essenziali antibatterici. Contenute in vasetti riciclati o di vetro (riutilizzabili a loro volta), le pastiglie vanno sciolte in bocca e strofinate con lo spazzolino, come normalmente. Anche in questo caso, la scelta di profumazioni e caratteristiche è davvero ampia. Tra i benefici, oltre a quelli della sostenibilità e del risparmio, anche la portabilità in aereo: nessun timore di aver superato i famigerati 100 ml.

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Giulia Segna

Giulia Segna

Faccio ricerca nel campo delle relazioni interculturali. Ho 29 anni, di Roma. Mi diverto a osservare, ascoltare e annotare la realtà che mi circonda: la vita è colorata di infinite sfumature ma per riuscire a vederle bisogna rallentare e concedersi il giusto tempo. Io B-hop perché... pensare e diffondere positività è la chiave per vivere felici, tutti.