di Margherita Vetrano – Incontrare Caparezza in un giorno di tarda primavera è un momento di pace. Sorridente, disponibile, parla alternando pause lente a fiumi di parole millimetriche e precise. Un pensiero veloce, una mente creativa sempre in movimento e in evoluzione. Allo stesso tempo, il tono pacato della voce si mescola ad una luminosità di fondo che occhieggia tra le frasi. Il timbro leggero lascia alla conversazione un sapore familiare e rilassato.
Ascolta “Caparezza, “ogni uomo è un pianeta attratto dalla luce”” su Spreaker.
Michele Salvemini, in arte Caparezza tornerà sul palco con un tour che partirà il 20 giugno da Sordevolo (Biella). Ultima data, il 5 settembre alla Reggia di Caserta. Il tour è ispirato all’album Orbit Orbit, uscito il 31 ottobre scorso, in tandem con l’omonimo fumetto.
Si concede volentieri all’intervista, a margine dell’ARF! Festival, che parte proprio dal suo fumetto, a tema viaggio spaziale.


Per la sceneggiatura di Orbit Orbit ti sei ispirato a fiabe e fumetti. Quali?
Il Piccolo Principe fa parte dell’immaginario di questo fumetto per quanto riguarda il Pianeta delle idee ma in realtà il padre putativo dell’opera è Leiji Matsumoto e tutto quello che ha fatto nella sua carriera di mangaka dedito alle storie di fantascienza.
Perché Matsumoto?
Perché la sua è una fantascienza che ho sempre trovato romantica, intimista, non fatta di battaglie spaziali quanto di questioni umane e viscerali che trovano il loro riverbero nello spazio.
Un spazio di riflessione, oltre ad essere un luogo fantastico; la sede principale della fantasia, dove è possibile sbizzarrirsi. Matsumoto, attraverso i suoi personaggi, ha sempre fatto emergere l’anima dell’uomo. Ad esempio, “Galaxi Express 999” che è l’opera alla quale mi sono ispirato, narra le vicende di un ragazzo che vuole avere un corpo bionico e viaggia nello spazio per farlo. Nel frattempo, fa tappa in altri pianeti, ciascuno dei quali ha problemi, contraddizioni, questioni sociali da risolvere. E’ questo che mi affascina!


Ci può essere un’analogia fra i pianeti che hanno questioni da risolvere e te, come persona? L’universo come il corpo umano, come Caparezza?
Ogni uomo è un pianeta attratto dalla luce che non riesce a raggiungere.
E’ attratto al punto da mostrare il proprio lato oscuro; per me questo rappresenta l’essenza dello stare al mondo. Si orbita intorno alla luce senza arrivarci mai realmente. Forse questa è la metafora più appropriata.
In Caparezza c’è più luce o più lato oscuro?
Io credo che ci sia più luce perché detesto il mio lato oscuro. Ogni essere vivente ha il suo che non riesce a decifrare nè a comprendere. Un aspetto che viene fuori solo in alcune occasioni. Nessuno di noi è al sicuro.
Nessuno può dirsi una brava persona o una persona integerrima se non viene messa alla prova. Però io sento che la mia battaglia è verso l’arginare questo lato oscuro e non il contrario.
Non sento di essere una persona attratta dalla negatività della vita ma dalle cose luminose.
Siamo esseri viventi, in equilibrio fra i due aspetti esistenziali e quindi di noi stessi.
Quanto Caparezza prevale su Michele, o siete la stessa persona?
Credo che Michele prevalga su Caparezza abbondantemente. Caparezza è un’estensione creativa e come tutti i prodotti della creazione serve ad amplificare il mio pensiero attraverso la maschera del cantante.
Se dovessi scegliere te stesso, penseresti sia meglio il “te” di ieri o oggi?
Meglio oggi.
Sento che sto facendo un percorso di maturazione come persona. Però c’è anche un aspetto nostalgico che ogni tanto mi fa pensare a quando stavo meglio fisicamente.
Avevo la testa più sgombra, non m’interessava tanto questa fatica di comprendere la vita che invece è tipica di chi ha fatto il giro di boa.


Progetti futuri?
A breve partirà il tour e chi vivrà vedrà. Non ho mai realmente saputo con precisione cosa sarebbe accaduto dopo. Tendo a sparigliare le carte quindi è probabile che possa accadere qualsiasi cosa dopo il tour.
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