di Giulia Segna (da Santa Maria Maggiore) – Vestito rosso e sneakers, così ci accoglie Federica Ramoni, pittrice quarantenne che ha trasformato la sua passione in lavoro.
Siamo a Santa Maria Maggiore, un paesino di 1200 abitanti, circondato dai monti della Valle Vigezzo, tra il Canton Ticino e il Lago Maggiore, in Piemonte, provincia di Verbano-Cusio-Ossola.
Il negozio “Fantasie di Pietra”, inaugurato qualche anno fa, è ubicato all’ingresso del centro storico, ben visibile agli occhi dei turisti curiosi: le sue creazioni catturano l’attenzione dei passanti per originalità e dovizia di particolari. Gatti, pesci tropicali, volatili, orsi e altri animali del bosco, dipinti su sassi.
“Sono autodidatta”, esordisce, “fin da piccola avevo la passione per il disegno e in generale per le attività manuali, poi all’età di 12 anni mia mamma mi regalò un libro sulle tecniche della pittura su pietra e, per gioco, ho cominciato a farlo”. La mamma non c’è più, ci confida, ma spera che sia orgogliosa del traguardo che la figlia è riuscita a raggiungere.


“Da hobbista facevo mercatini in giro”, prosegue, “poi nel tempo l’ho trasformato in un vero e proprio lavoro, visto il successo che ho riscontrato e l’interesse che ho suscitato nelle persone”. Sorride con fierezza e aggiunge
“questo è il bello della mia attività: certe volte mi sembra di non lavorare perché quello che faccio mi appassiona, mi diverte”.
Federica dedica gran parte della giornata alla pittura ma “non sempre le persone capiscono che impegno c’è dietro ad ogni creazione”, riflette ad alta voce, “perché a qualcuno scappa la battuta sui prezzi troppo alti o scherza sulla semplicità delle opere, del tipo “che ci vuole, riuscirei a farlo anche io”.
Il lavoro nascosto in ogni pietra dipinta, invece, è tanto: lei scende giù al fiume, osserva con attenzione ogni sasso, ne studia la forma, la grandezza e la ruvidezza. Poi si concentra sulla visualizzazione dell’animale perfetto per quella precisa pietra, la porta a casa, la lava, ci disegna sopra a matita e, solo poi, la colora e la vernicia con uno spray protettivo.
La cura del dettaglio è notevole: lo scintillio negli occhi di un gatto nero, le grinze rugose intorno alle zanne di un elefante, la spinosità degli aculei di un riccio, le geometrie sulle piume di un gufo.
Proprio il gufo è il suo animale preferito: “occhi gialli che spiccano nel buio della notte, la strana capacità di ruotare la testa a 360 gradi. Non so perché, ma mi fa simpatia e mi ci sento un po’ simile”.


Federica mette la sua arte a disposizione del paese e, in particolare, dei bambini che vivono in quelle zone: “Ho partecipato ad un progetto didattico e di valorizzazione del territorio promosso dal Comune di Villette, dipingendo gli animali del bosco su pietre giganti”.
Mentre lo racconta, notiamo sulla parete la gigantografia di una di queste creazioni: è un tasso rannicchiato che guarda nella nostra direzione. “Il percorso nel bosco è abbinato ad un quiz che ogni bambino può provare a risolvere, e se completa correttamente tutto ha diritto ad un gelato gratis nella gelateria del paese.
E’ un modo per spronarli a scoprire la Valle, avvicinarli all’arte e collaborare tra noi negozianti”.
Finora ne ha realizzati ventidue ma ci confessa di voler proseguire, vista la grande partecipazione.


“Principalmente lavoro nei periodi festivi: Natale, l’Immacolata e Pasqua, ma anche su ordinazione, per esempio gioielli per i compleanni, piccole bomboniere artigianali e… dipinti sulle croci”. Di recente un abitante del luogo le ha commissionato un disegno sulla croce di una parente deceduta. L’idea è quella di rendere originale, bello e colorato un oggetto che tendenzialmente è associato alla mestizia. “Ho accettato la sfida con entusiasmo” – conclude soddisfatta – “sono pronta a misurarmi con progetti sempre nuovi”.
- Questo reportage rientra nel progetto “Belle notizie in viaggio: alla scoperta delle donne artigiane e imprenditrici che mantengono in vita antiche tradizioni e mestieri“, con il contributo della Fondazione Cariplo.





















