di Marianna Mandato – Nell’arco di una giornata, notte compresa, da soli o in presenza di altre persone, diamo un’occhiata al nostro smartphone più di 100 volte, quasi sempre “senza pensarci”. Diventano 100 l’ora per molti utenti, specialmente per i più giovani.
Il telefono, come fosse una protesi o estensione di memoria, è considerato parte integrante del nostro cervello. Del nostro corpo. In quasi tutti i momenti di attesa, sfoderiamo il nostro smartphone.
Averlo sempre a portata di mano fa sentire “al sicuro”.
Ma da cosa?
Perdere uno smartphone rischia di creare vere “crisi d’astinenza” o attacchi di panico.
Cosa cerchiamo in uno smartphone che la realtà pare non offrirci?
Cosa succederebbe nella nostra vita se ci venisse negata la possibilità di utilizzarlo?
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