di Margherita Vetrano – “Viaggiando in camper ho superato la morte di mia moglie”. A parlare è Herold, olandese di 89 anni, incontrato in un campeggio francese.
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Alto, sorridente e mite, si è avvicinato a passi pesanti, in soccorso di una gomma forata della bicicletta e, lentamente, ha estratto un compressore tascabile per aiutare a risanarla: “Non c’è niente da fare, non serve nemmeno questo ma la vita è così. Val sempre la pena tentare”.
Il suo camper è poco distante da noi, non l’avevamo notato all’arrivo. Un camper di vecchia data, anni ’70 ma curato ed in ottimo stato, come lui. La sua piazzola è ben ordinata ed organizzata, si vede che è un vero camperista.
Sotto al tendalino prende posto una poltroncina da giardino, con un calice di vino pieno a metà. Accanto, una bicicletta lustra.


“Mia moglie ama l’Italia ed andare in bicicletta. Mi è sembrato naturale darvi una mano” si schernisce, riponendo il mini compressore in tasca.
Ci racconta un pò di lui, di loro, e ci sembra normale attendere che, a breve, arrivi anche lei, Berenice, in giro chissà dove, nel campeggio.
Parla a pause sospese Herold, un’inglese perfetto, imparato in giro per il mondo: “Ero capitano di vascello ed ho avuto la possibilità di viaggiare molto ma al mio ritorno io e lei non potevamo che dedicarci dei viaggi in camper“, ricorda.
“Erano la nostra isola felice“.
Ci racconta dell’Olanda, di quando era giovane e di come fosse semplice vivere. Ci racconta della sua famiglia, di sua figlia che lavora coi ragazzi in condizione di disabilità e di come sia fiero di lei.
“Adesso che mia moglie non c’è più è stata mia figlia Hette a spingermi a viaggiare di nuovo”, sussurra con gli occhi velati di commozione.
Cala il silenzio nel nostro piccolo gruppo, diviso tra il dubbio di aver tradotto correttamente e la certezza di una triste realtà.
Herold sorride pensando a lei, la sua compagna di viaggio, scomparsa a novembre scorso per un cancro incurabile, scoperto pochi mesi prima.
Nel suo sguardo è raccolto tutto l’amore di una vita.
Il silenzio è rotto solo dal suo racconto che riprende quasi sospirato:
“Mia figlia ha molto insistito perché riprendessi a viaggiare”
Dopo la morte della moglie, per mesi ha continuato a sistemare le cose, buttando quelle inutili e conservando i ricordi, riordinando quei vestiti ancora intrisi di profumo di mughetto.
Non una lacrima, non un momento di esitazione. Herold era chiuso nel suo mondo, senza più la voglia di andare oltre il risveglio quotidiano e l’addormentamento notturno.
Poi un giorno, ascoltando sua figlia, ha ripreso il camper. Ha tolto il telo impolverato, ha ripulito gli spazi e controllato le gomme.
Ha iniziato a tracciare un itinerario ma poi ha capito che non poteva programmare.
Semplicemente, un giorno è partito, ripercorrendo le tappe della sua Olanda visitate con lei .
Il suo viaggio si è spinto oltre i confini e dopo più di un mese era lì, a Soisson, a raccontarci della sera in cui, improvvisamente, ha pianto per la prima volta, buttandosi alle spalle i mesi della malattia di lei, dell’assistenza, della diagnosi e della paura del futuro.
Il suo racconto è così vivo ma anche così sereno che l’aria non viene scalfita nemmeno dal nostro respiro, intenti all’ascolto, per paura di spezzare l’incantesimo.
Herold racconta come il viaggio lo abbia aiutato ad elaborare quel lutto così straziante e repentino:
“Viaggiando in camper ho superato la morte di mia moglie!”
La solitudine del viaggio e i chilometri percorsi lo hanno aiutato a trovare uno spazio in cui fare silenzio, riordinare le emozioni e ripartire.
Il suo coraggio, oltre l’età e la distanza lo hanno riportato a sorridere dopo quelle lacrime catartiche che gli hanno donato una nuova dimensione con lei.
Berenice, la sua compagna ieri. Oggi, il suo angelo custode. E come un’angelo custode anche Herold da noi si allontana, nella frescura della serata estiva, inghiottito dalla notte e dai ricordi.
Il mattino dopo Herold non c’era più.
Vuota la piazzola, sparito il camper. Ci ha lasciato il suo ricordo e il sentore di averlo sognato, sospeso tra emozione e il mistero di un amore eterno.





















