di Eleonora Guaragna – Nella seduta di mercoledì 20 novembre, la Camera dei Deputati ha approvato le modifiche al Codice penale e al Codice di procedura penale in materia di reati contro gli animali, introdotte dalla proposta di legge “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali”.
La proposta rende finalmente gli animali (d’affezione e non) oggetto diretto di tutela da parte dell’ordinamento giuridico, senza la necessaria “mediazione” della sensibilità e pietà umana.
Il titolo IX-bis del libro secondo del Codice penale infatti non sarà più intitolato “Dei delitti contro il sentimento dell’uomo per gli animali”, bensì direttamente “Dei delitti contro gli animali”.
Un cambiamento di paradigma necessario, coerente con i valori della nostra Costituzione, che oggi prevede tra i propri principi fondamentali anche la tutela dell’ambiente e degli animali.


Fra le varie modifiche introdotte, la proposta innalza le sanzioni per l’abbandono di animali d’affezione ed il mantenimento degli stessi in condizioni inaccettabili ed inadatte alla loro natura. Aumentano sensibilmente le pene per il maltrattamento, l’uccisione o il danneggiamento degli animali altrui; viene inoltre istituito il reato di preparazione e abbandono di esche e bocconi avvelenati in danno della salute pubblica e degli animali.
Inasprite le pene per l’uccisione non necessaria di animali, che sarà punita con la reclusione fino anche a quattro anni nel caso in cui avvenga con sevizie o prolungandone volutamente le sofferenze. Sono previste ulteriori aggravanti qualora il reato di uccisione od altri delitti vengano commessi in presenza di minori, nei confronti di più animali o se documentati e diffusi online.


Vengono inasprite le pene pecuniarie per chi organizza spettacoli e manifestazioni con sevizie e strazio per gli animali, per la violazione del divieto di combattimenti o di competizioni non autorizzate tra animali, e la partecipazione a qualsiasi titolo (quindi anche come spettatore) ai combattimenti o alle competizioni.
Ed ancora, sarà punita l’uccisione, cattura e detenzione di animali di specie protette, la distruzione e il deterioramento di habitat in siti protetti, ed il traffico di animali (tutelando anche gli animali sotto sequestro con il divieto di abbattimento o alienazione degli stessi nel corso delle indagini).
La proposta di legge, a prima firma dell’On. Brambilla ma sottoscritta da quasi tutti gli schieramenti, è stata approvata dalla Camera e passerà ora all’esame del Senato.
Le novità legislative hanno incontrato numerosi consensi, ma anche perplessità e critiche: in molti si aspettavano un intervento del legislatore più strutturale ed un inasprimento ancor più severo delle pene, anche alla luce dei sempre più frequenti ed efferati episodi di crudeltà che popolano la cronaca quotidiana.
La speranza è che le misure introdotte siano comunque in grado di rappresentare un primo forte deterrente verso tali forme di violenza ingiustificata ed inaccettabile, contribuendo alla creazione, passo dopo passo, di un sistema giuridico e sociale che sappia non solo sanzionare, ma anche sensibilizzare ed educare al rispetto della vita.





















