Acquista i Gadget
SOSTIENI B-HOP
mercoledì, Agosto 26, 2026
B-Hop Magazine
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • Chi siamo
  • Rubriche
    • Se ne parla
    • Si può fare
    • Buenvivir
    • E-volver
    • L’altrove
    • B.I.N. – Bellezza Interna Netta
    • Un minuto per riflettere
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti
  • Chi siamo
  • Rubriche
    • Se ne parla
    • Si può fare
    • Buenvivir
    • E-volver
    • L’altrove
    • B.I.N. – Bellezza Interna Netta
    • Un minuto per riflettere
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti
SOSTIENI B-HOP.IT
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
B-Hop Magazine
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Home Se ne parla

Gaza, qualcosa si muove. E’ ora di agire

Dopo orrori abominevoli a Gaza e silenzio complice della comunità internazionale (tranne l'Onu) pare che qualche voce si stia levando contro il governo Netanyahu. C'è un cambiamento di rotta?

di Amato Orecchini
2 Giugno 2025
in Se ne parla
Tempo di Lettura: 3 mins read
41 0
A A
credits: Pexels

credits: Pexels

Condividi su FacebookCondividi su Twitter

di Amato Orecchini – Per la prima volta qualcosa si muove nel conflitto israelo-palestinese. E’ l’ora di agire.

Siamo a Gaza, nella Striscia, dove ormai da quello scellerato e infame attacco del 7 ottobre del 2023, che ha provocato più di 1.200 morti tra gli israeliani e il rapimento di 251 persone da parte di Hamas, si è definitivamente riacceso il conflitto in Palestina che ha portato a più di 50.000 morti a Gaza, quasi 2 milioni di sfollati, chiusi in meno del 20% del loro territorio, precipitando il conflitto in una crisi umanitaria senza precedenti.

Dopo 600 giorni di orrori esecrabili operati dal governo Netanyahu, senza ormai nessuna possibile giustificazione politica o militare, per la prima volta qualcosa si muove; il silenzio della comunità internazionale, attonita di fronte ai continui bombardamenti dell’esercito israeliano (Idf), sta vacillando al cospetto della drammaticità degli eventi che si susseguono.

Sia il Presidente della commissione Ue, Ursula Von der Leyen, sia l’Alto rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, nel commentare i recenti spaventosi avvenimenti, hanno usato degli aggettivi ed un linguaggio che indicano un cambio di marcia nella condanna morale per lo sterminio continuo perpetuato dal primo ministro israeliano: “Abominevole prendere di mira i civili” e ” l’operazione militare a Gaza è intollerabile”. In buona sostanza non ci sarà più l’accettazione di ogni atto del governo di Israele da parte delle istituzioni europee. Anche l’Italia ha chiesto al governo israeliano di porre fine all’escalation militare ed alla gravissima crisi umanitaria.

E ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rincarato la dose: “Si impone subito il cessate il fuoco a Gaza – ha detto -.

È disumano che venga ridotta alla fame un’intera popolazione,

dai bambini agli anziani: l’esercito israeliano renda accessibili i territori della Striscia all’azione degli organismi internazionali per la ripresa di piena assistenza umanitaria alle persone”.

Mentre il mediatore statunitense, Steve Vitkoff, ha presentato una bozza per un nuovo accordo preliminare che porti all’immediata tregua di 60 giorni, al rilascio degli ultimi ostaggi vivi e alla riconsegna delle salme degli ostaggi morti, che, anche se con qualche importante distinguo, i terroristi di Hamas potrebbero alla lunga accettare; questo potrebbe essere un primo passo verso una pausa umanitaria e un possibile  punto di svolta di questa tragica realtà.

L’Onu, l’unico attore sovranazionale, sempre impegnato positivamente per l’immediata soluzione del conflitto, come nel passato con una importante risoluzione che chiede la fine dell’occupazione israeliana, ha approvato con estrema urgenza un’ altra risoluzione, anche se non a carattere vincolante, per una pausa umanitaria immediata che consenta alla disperata popolazione palestinese di poter ricevere gli aiuti essenziali per il sostentamento.

Secondo questa linea, la coordinatrice delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Sigrid Kang, ha detto: “Dobbiamo passare dalle parole ai fatti. Occorre agire.”

Si, sta cambiando qualcosa, dopo le continue strazianti immagini della devastazione dei territori e della popolazione affamata, disorientata, ed esasperata, che negli italiani più anziani hanno fatto ritornare in mente i periodi bui della seconda guerra mondiale, si sono inevitabilmente alzati i toni con un’ondata di indignazione e critiche da tutta l’opinione pubblica internazionale.

credits: Pexels

Universalmente si è levata una condanna unanime per la criminale e irresponsabile condotta israeliana nell’impedire l’indispensabile distribuzione degli aiuti alimentari agli sfollati, già duramente colpiti, che rischiano di morire di stenti e di fame.

Tutto ciò, però, ancora non si traduce in azioni concrete, sia internazionali che nazionali, ad eccezione di un passo importante da parte di Bruxelles, voluto finalmente dalla maggioranza degli Stati Ue: la richiesta di revisione dell’accordo di associazione tra l’Unione europea e il paese ebraico.

Ci sono voluti quasi 54.000 morti. Bisogna avere il coraggio di andare oltre. Di perseguire la pace.
credits: Pexels

E’ necessario, pertanto che tutta la società civile faccia sentire la propria vergogna contro il governo Netanyahu, per la promozione di un cambiamento, perché non ci sono alternative pregnanti di umanità nei confronti dell’azione criminale del primo ministro israeliano, se non quella di fermarla con ogni civile mezzo soprattutto con le grandi e spontanee mobilitazioni della nostra democrazia; l’unica strada che non risente dei diretti rapporti diplomatici e delle alleanze, e che nella società civile incide direttamente nell’influenzare le decisioni politiche.

In questo contesto, nell’urlare tutta la nostra rabbia e  ignominia per l’inconsistenza delle azioni messe in atto, l’opinione pubblica italiana potrà portare in piazza tutta la propria vergogna e condanna morale nei confronti del governo Netanyhau, con le manifestazioni del 6 e 7 giugno prossimo, auspicando che, ad un certo punto della nostra esistenza, non sia la speranza a morire.


Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato sulle nostre belle notizie ti invitiamo a seguirci sui nostri social o a iscriverti alla newsletter mensile cliccando qui

Condividi64Tweet40Condividi11CondividiInviaInvia
Amato Orecchini

Amato Orecchini

Mi sono sempre occupato di attività molto tecniche, proprie del mondo aeronautico; poi mi sono laureato in Scienze politiche, indirizzo sicurezza e comunicazione pubblica, e ciò ha contribuito ad aprirmi ad altre visioni. Appassionato di tennis, della lettura e della geopolitica, ho sempre improntato la mia essenza secondo un pensiero positivo e costruttivo. In questo momento della mia vita, di passaggio dal lavoro attivo alla pensione, questo mi consente di cogliere l'opportunità di contribuire a raccontare le belle notizie, quelle che possono farci superare con slancio ogni difficoltà. In B-Hop perché consapevole che la “bellezza salverà il mondo”.

Articoli Correlati

Football - Credits: Pixabay

I Mondiali di calcio e le ingerenze della politica

30 Giugno 2026
Foto di Nicky ❤️🌿🐞🌿❤️ da Pixabay

Intelligenza artificiale, nelle aziende italiane il vero ostacolo è il fattore umano

10 Giugno 2026
foto dai social del Festival della Letteratura di viaggio

Il Festival della Letteratura di Viaggio guarda a Sud

4 Giugno 2026
credits: Constructive network

Al Constructive Day 2026 si parlerà di fiducia, IA e crisi dell’informazione

11 Maggio 2026
Prossimo Articolo

L'arte della bellezza IV edition - Roma, sabato 14 giugno 2025

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati

Iscriviti alla Newsletter

Articoli recenti

  • Calcio di Strada, alla riscoperta del gioco nei cortili e nelle piazze
  • Il museo del giocattolo povero di Massicelle
  • La vendetta dell’impepata di cozze
  • Finalmente in vacanza!
  • Oltre il test di gravidanza: il cambiamento della coppia senza l’ansia da controllo

Podcast

Sostieni B-Hop.it

B-hop magazine è una testata giornalistica con autorizzazione del Tribunale civile di Roma n. 179 del 25 ottobre 2018.

Direttrice responsabile: Patrizia Caiffa
ISSN 2724-2528

__________

Associazione di promozione sociale B-hop

Sede legale: via G.Angelini 16 00149 Roma

CF. 97975180585

Privacy Policy e Cookie Policy

B-Hop Magazine è la testata giornalistica delle belle notizie: sulle nostre pagine troverai storie vere, belle ed emozionanti e notizie che fanno riflettere per portare bellezza e consapevolezza nelle tue giornate
Leggi la mission di B-Hop

__________

Tutti gli articoli pubblicati da B-hop magazine sono originali e tutelati dal diritto d’autore. Per chiedere l’autorizzazione alla pubblicazione contattare info@b-hop.it e citare l’autore con link interattivo alla fonte (B-Hop magazine – www.b-hop.it)

Iscriviti alla Newsletter

Partner

Copyright © 2022 B-hop webmagazine. Tutti i diritti riservati

  • Chi siamo
  • Rubriche
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • Chi siamo
  • Rubriche
    • Se ne parla
    • Si può fare
    • Buenvivir
    • E-volver
    • L’altrove
    • B.I.N. – Bellezza Interna Netta
    • Un minuto per riflettere
  • Le vostre storie
  • Sostieni B-HOP
  • Video
  • Eventi
  • Parlano di noi
  • Autori
  • Contatti

Copyright © 2022 B-hop webmagazine. Tutti i diritti riservati

SOSTIENI B-HOP
ACQUISTA I GADGET