Regno Unito: “Rising”, in piazza a Bath la danza delle donne per salvare il mondo

Rising in inglese ha molti significati. Fa riferimento all’atto dell’alzarsi, in piedi, da terra, da una sedia, dal letto, come succede ogni mattina; ma viene usato anche per indicare i moti di rivolta, i sollevamenti da una situazione di oppressione, di ingiustizia. Non a caso l’artista e coreografa Rosemary Lee, in collaborazione con Fiona Millward, ha scelto proprio la parola “Rising” per la performance realizzata lo scorso weekend, nell’ambito del Bath Music Festival, con un gruppo di 27 donne nella piazza alberata e elegante del Circus, nell’incantevole città inglese di Bath.

Vestite dei colori del cielo, dell’acqua e delle nuvole hanno danzato con una campanella di ottone in mano, muovendosi tra gli alti alberi della piazza, guardando i rami verdi e forti, creando insieme un movimento di corpi e di idee molto intenso, suggestivo ed evocativo. Il tintinnio delle campanelle è stato l’unico suono ad accompagnare i loro passi lungo i dieci minuti della performance.

(video realizzato da Lucie Sheppard per Bath Dance)

Il gruppo si è formato a febbraio scorso rispondendo ad una “chiamata” dell’associazione Bath Dance e ICIA, dell’Università di Bath verso tutte le donne interessate a prendere parte al progetto. Tra le 27 donne tante esperienze di vita diverse; ma per tutte il desiderio comune di sperimentare nei quattro mesi di preparazione l’idea di danza che Rosemary Lee e Fiona Millward avevano già avuto modo di portare in scena in quattro piazze di Londra, nel 2011: danzare e riscoprire il linguaggio non verbale di ogni essere umano, un linguaggio nascosto e trascurato ai giorni nostri che invece andrebbe riscoperto, tolto dalla polvere, dal cassetto dell’infanzia, per trovare una completa espressione dell’essere umano. Non è necessario aver studiato la danza per muoversi insieme, ma basta solo ascoltarsi e far uscire fuori il movimento che appartiene ad ognuno di noi.

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foto: Fabio Bellomi

“L’aspetto più bello del muoversi è la capacità di esprimere emozioni in modo diverso l’uno dall’altro, ognuno a suo modo, creando delle relazioni uniche con l’ambiente e con se stessi.“ racconta Rosemary Lee a b-hop. ”Per rising avevo bisogno di un gruppo totalmente femminile perchè mi preoccupo delle donne nel mondo e oggi, soprattutto in alcune culture, la condizione femminile è terribile. Con questo progetto mostriamo il grande potenziale di ogni donna e la forza espressiva unica di un gruppo di donne con tanti corpi ed età diverse.”

foto di Flavio Bellomi
foto di Flavio Bellomi

“Quando le donne si uniscono, riescono realmente e totalmente a condividere l’esperienza della danza e a diventare vulnerabili, in modo da potersi aprire completamente al gruppo e creare un legame vero, autentico. Sanno sperimentare la fiducia, il rispetto e il desiderio comune di muoversi e danzare in uno spazio generando una forza esplosiva e penetrante. – sottolinea Fiona Millward.

foto: Fabio Bellomi
foto: Fabio Bellomi

L’invito a danzare e portare l’energia che appartiene ad ogni persona nei luoghi della nostra quotidianità – come una piazza – è la sottotrama di tutto il progetto messo in scena a Bath e a Londra nelle piazza dove migliaia di persone camminano ogni giorno senza scorgere in quei luoghi degli spazi dove potersi muovere.

L’impressione è che Rosemary Lee e di Fiona Millward riescano a lasciare un’immagine indelebile e trasmettere allo spettatore, grande o piccino che sia, il desiderio di tornare a danzare, nei parchi, nelle piazze, nelle proprie case, con i compagni di vita, con gli amici, con i figli e anche da soli, ascoltando quanto la terra racconta da sempre e quanto le nostre membra e la nostra anima ci sussurrano ogni istante.

 

Alessandra Tarquini

Affronto tutti i giorni la sfida della comunicazione nel mondo della solidarietà internazionale. Mi piacciono i colori e non potrei vivere senza danzare, senza impegnarmi per una buona causa, curare una piantina, leggere un buon libro, stringere legami con le persone della mia vita, fare domande e condividere le risposte. Io b-hop perchè sono convinta che la bellezza sia nelle imperfette e piccole cose.
Alessandra Tarquini
Alessandra Tarquini

Alessandra Tarquini

Affronto tutti i giorni la sfida della comunicazione nel mondo della solidarietà internazionale. Mi piacciono i colori e non potrei vivere senza danzare, senza impegnarmi per una buona causa, curare una piantina, leggere un buon libro, stringere legami con le persone della mia vita, fare domande e condividere le risposte. Io b-hop perchè sono convinta che la bellezza sia nelle imperfette e piccole cose.