di Edoardo Caruso – La casa di Sigmund Freud a Vienna (Sigmund Freud Museum), aperta al pubblico dal 1971, è una tappa simbolica per chi si interessa di psicologia e storia della psicoanalisi.


Visitandola si possono osservare gli ambienti in cui Freud e la sua famiglia hanno vissuto per decenni prima di lasciare l’Austria nel 1938, per fuggire dal nazismo, vista l’appartenenza ebraica.


L’ambiente è per lo più spoglio se non per i libri e oggetti di Freud messi in vista e conservati, protetti all’interno di teche di vetro. Sono poche le stanze che contengono oggetti e mobilio dell’epoca.
Il museo è molto ben progettato in modo da restituire allo spettatore interessato quel brivido che viene dall’entrare in contatto con qualcosa di nascosto, misterioso e inafferrabile, come l’inconscio.
Ogni piccolo dettaglio narrativo sembra poter celare una storia nascosta, come accade durante una seduta di psicoanalisi.
La casa è molto grande e piena di stanze e corridoi. Molte pareti sono bianche e accentuano la neutralità dello spazio espositivo.
Anche il pavimento è stato quasi del tutto ristrutturato. È fatto in legno ed è costituito da immagini geometriche che si ripetono.


Sono presenti dei monitor con video informativi che mostrano grandi autori delle correnti di pensiero psicoanalitico come Heinz Khout, Carl Gustav Jung, Melanie Klein, Wilhelm Reich, Sandor Ferenczi, Alfred Adler e Jacques Lacan.
Insieme al video ci sono anche i libri più significativi degli stessi autori. Ogni studioso di psicologia non può che riconoscerli e ammirarli.


In più sono presenti installazioni con registrazioni audio dei membri della famiglia Freud. Parlano delle cose più diverse, anche quotidiane.


In una stanza è stato ricostruito sul muro l’albero genealogico della famiglia, tra cui il figlio Ernst, architetto, e la figlia Anna, che seguì le orme del padre.
Durante la visita alla casa semivuota non si può fare a meno di pensare al mistero della vita e della mente che ci accomuna tutti, e al grande valore metodologico e scientifico, seppur intangibile, delle intuizioni di Freud, che diventa tangibile all’interno di quella casa.


I video della famiglia Freud mostrano momenti di vita quotidiana e di vacanza fino al suo ultimo anno di vita dopo la fuga da Vienna.
Lo spettatore può cogliere l’umanità e la fragilità di persone così geniali e fuori dagli schemi del tempo.
È possibile inoltre fare un’esperienza di Realtà Aumentata attraverso un codice QR. Inquadrando il quadrante con l’apposito lettore si vede nello schermo il lettino dove Freud faceva mettere i suoi pazienti durante le sedute di analisi.
E’ prevista anche un’esperienza per i bambini: in molte delle stanze è possibile cercare di comporre un puzzle che una volta completato dà come immagine Jofi, il cane di Freud, che era considerata da lui una presenza tranquillizzante durante le sedute.
Uscendo dalla casa si pensa come sarebbe diversa la psicologia oggi se Freud non fosse mai esistito, o non fosse mai diventato noto.


Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato sulle nostre belle notizie ti invitiamo a seguirci sui nostri social o a iscriverti alla newsletter mensile cliccando qui





















