di Laura Federici – Spesso, non si dà molto peso all’importanza dell’alimentazione, specialmente, in alcune fasce di età come quella della pre-adolescenza. Tuttavia, un secolo fa, Maria Montessori capì, quanto l’alimentazione fosse fondamentale per l’essere umano.
Montessori, essendo anche un medico, aveva individuato che già nelle donne prima della gravidanza avere un corpo perfetto, da un punto di vista organico, è necessario per accogliere il bambino e farlo crescere bene durante la gestazione.
Non di meno, è altrettanto importante fornire ai bambini un’alimentazione il più possibile corretta: nelle sue Case dei Bambini aveva stabilito un menu ottimale proprio per permettere a ogni bimbo di ricevere i nutrienti giornalieri giusti.
Montessori proponeva la corretta quantità giornaliera di grassi, di proteine, di carboidrati, di zuccheri, di vegetali, tanto è vero che cercava di proporre, ad esempio, carne bollita con olio extravergine d’oliva senza far mancare gli stessi sali minerali che venivano inseriti già attraverso l’uso del limone.


Sicuramente, vivere con suo figlio Mario nella difficile età della pre-adolescenza le faceva porre l’attenzione sulla fascia di età 11-14 anni che collegò, per molti aspetti, a quella 0-3 anni.
In entrambi i casi, l’essere umano vive una crescita psico-fisica davvero importante, inoltre i bambini piccoli e i pre-adolescenti non riflettono sulle conseguenze dei loro gesti proprio perché non è ancora presente un pieno sviluppo a livello cerebrale e si trovano a fare cose anche pericolose senza, appunto, riflettere.


Il corpo del bambino piccolo e quello del ragazzino crescono in maniera esponenziale, soprattutto, in queste due fasce di età.
Nel caso del pre-adolescente, ad esempio, gli arti inferiori e superiori ma anche il naso, sono parti che crescono davvero molto velocemente. Al contrario, la natura vuole che il torace sia la parte corporea che resta piuttosto compressa fin verso i 14 anni di età.
Durante questa età, molti giovani praticano sport a livello agonistico ma può essere pericoloso poiché l’apparato cardiocircolatorio va più in stress.
Per non appesantire una situazione organica molto delicata e di attesa fino all’adolescenza, Maria Montessori proponeva una serie di accorgimenti per aiutare il giovane nell’affrontare al meglio il suo pieno sviluppo psico-fisico.
Prima di tutto, l’ambiente ottimale è un luogo vicino al mare oppure in collina dove il giovane può fare lunghe camminate senza lanciarsi in pesanti salite e dove può respirare aria “buona”.
La mole di studio deve essere ridotta poiché il suo corpo, già impegnato in una crescita fisica così importante, non tollera momenti di lunga concentrazione. Il pre-adolescente viene quindi invitato a stare molto all’aria aperta occupandosi di attività di vita pratica con riguardo anche alla cura del giardino o dell’orto.
Ma che cosa esattamente propone Montessori in merito all’alimentazione dei giovani tra gli 11 e i 14 anni? Certamente, cibo altamente digeribile che non appesantisse il processo digestivo di un torace non ancora completamente sviluppato. Al di là dell’idratazione attraverso liquidi che non devono essere alcolici e caffè (già molto usati allora su bambini molto piccoli), propone verdure e frutta di stagione appena colte, affinché le proprietà nutrienti non siano perse ma anzi totalmente conservate.
Sono consigliati i carboidrati e gli zuccheri, i grassi come l’olio di oliva extravergine, i sali minerali e le proteine da ritrovare nelle uova, nei latticini e nel pesce ma mai nella carne poiché povera di fibre e quindi difficilmente digeribile.
La cattiva digestione non permette neppure di avere un buon ritmo sonno-veglia e il riposo è necessario per evitare altra stanchezza portata da una velocissima crescita corporea. In questa delicata fascia di età, infatti, l’essere umano tende ad ammalarsi di più, ad essere più stanco e distratto e a mettersi facilmente in pericolo senza prevedere le conseguenze.


A causa o grazie al fatto che la vita lavorativa e le profonde osservazioni sull’essere umano hanno fatto notare a Montessori come l’alimentazione nei figli di famiglie benestanti – più ricca rispetto a quella dei figli delle famiglie non abbienti (che mangiavano per lo più patate) – aiutava non soltanto il processo di crescita da un punto di vista fisico ma permetteva il corretto funzionamento della memoria, lasciandole assorbire numerose nozioni in maniera pressoché perfetta, oltre che veloce.
In questo senso, il grande contributo della Montessori sembra proprio avere dato inizio a quello che, al giorno d’oggi, conosciamo come l’importantissima e moderna Scienza dell’Alimentazione.
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