di Margherita Vetrano –“Figli resilienti” è il nuovo libro di Anna Attolico, pedagogista, ideatrice del metodo GIFT.
Bresciana di origine ma con un forte legame con la Puglia, da cui proviene tutta la sua famiglia, Anna regala un nuovo ponte verso la felicità con questo suo ultimo saggio.
Linguaggio semplice e scorrevole, “Figli resilienti” è una guida alla genitorialità che parte dall’asserto per il quale:
ogni individuo è un figlio resiliente; forse genitore ma di certo figlio.
Nel libro sono presenti degli strumenti tecnici in pillole, sugli aspetti educativi ma soprattutto tante storie.


Storie di personaggi famosi ma anche di persone comuni per capire le dinamiche e capire come riuscire a stare meglio, perché l’obiettivo ultimo è sempre la felicità.
“Figli resilienti” è soprattutto un invito a riscoprire il proprio albero genealogico perché può riservare delle sorprese stupefacenti e costruttive.
B-Hop magazine ha incontrato Anna Attolico per approfondire meglio i principi chiave del suo pensiero e della sua ultima opera.
“Ho pubblicato questo libro perché volevo raccontare delle storie in cui tutti possiamo ritrovarci. Ho maturato 29 anni di esperienza in merito alle dinamiche familiari e ho quindi descritto alcune storie di famiglie incontrate nel mio lavoro. “Figli resilienti” è un’approfondimento di uno dei tredici capitoli del mio precedente “Resilienti per sempre” dedicato alle relazioni. E’ un progetto che avevo già da un po’ nel cassetto ma è soprattutto un’urgenza personale. E’ stato un modo per riposizionare mio padre e rinobilitarlo rispetto alla mia storia ed un regalo che ho voluto fare a mia madre”, confida.
“Esiste anche una ragione generazionale perché il libro è un omaggio alla mia famiglia, riconoscendo con gratitudine chi mi ha preceduto ma anche un mezzo per lasciare in eredità un messaggio a chi verrà dopo di me.
E questo è l’invito per tutti i lettori: riscoprire le proprie origini e sentirsi parte di un disegno più grande”
Il pensiero positivo di Anna si incastona in una società controversa. Le attuali famiglie si contrappongono a quelle antiche in cui c’erano ruoli ben definiti e chiari che creavano appartenenza ed identità.
Oggi le famiglie sono essenzialmente fragili a causa della condizione psico-sociologica derivante dalla carenza di identità e da reti deboli che causano perdita di appartenenza.
L’eccedenza delle possibilità mina ulteriormente la solidità delle famiglie che si trovano ad avere un vasto raggio d’azione ma anche una profonda destabilizzazione.
Per uscire dall’empasse è importante riconoscerla ed innescare soluzioni strutturali partendo dalla propria eredità familiare, dalla quale ogni individuo deriva.
In questa logica di consapevolezza sarà più agevole riappropriarsi del ruolo di genitori ed essere faro per i figli.
Al contrario un ruolo amicale, piuttosto che un’alea di maggior permissivismo, rischia di disorientarli, mentre necessitano di una guida.
Il genitore che non sia punto di riferimento anche in termini di condotta li rende in qualche modo orfani.
E’ nell’esempio il vero insegnamento ed è quello che i figli percepiranno.
E’ attraverso la gestione delle delusioni che si innescano i processi di crescita ed è la sperimentazione diretta che aiuta a consolidare le conoscenze.
“Non è il più forte che sopravvive né il più intelligente ma il più aperto al cambiamento”, sottolinea la pedagogista.
Se soddisfi tutti i desideri dei tuoi figli gli stai facendo un torto perché non è quello che accadrà nella vita.
E’ la resilienza che ci permette di decifrare ogni evento con occhi diversi per poterlo utilizzare a nostro vantaggio. Insegnare ai nostri figli ad allargare lo sguardo per vedere che la nostra vita non è tutta nera ma un’opera d’arte incredibile, da vivere ed ammirare, è l’eredità migliore che possiamo lasciar loro”.
Per Anna la bellezza è nella percezione delle cose e nell’uso delle parole giuste che la veicolano.
“Basta cambiare una parola nel nostro dialogo interno, dandole una connotazione positiva, che si può vedere il bello ma soprattutto accorgersene. Solo in questo modo la vita può splendere sempre di più!”
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