di Deanna Lee – Varcando l’arco della torre dell’orologio di Trevignano Romano, ci si lascia rapire non da decorazioni, come recita l’iscrizione, ma da segni d’amore…
Una bellezza semplice, umana, fatta a mano
Una bellezza che esiste soltanto quando qualcuno la crea per tutti.


Camminare sotto un soffitto di mandala realizzati all’uncinetto trasporta in un altro mondo: un luogo gentile, magico e, soprattutto, radicato nella tradizione. Ci si sente circondati dalle storie di intere generazioni e dallo spirito delle feste.


I mandala sono stati creati con dedizione e cura meticolosa dalle donne dell’Associazione Ricreativa Trevignanese. Come invita a vedere Nando Morichelli, presidente dell’Associazione:
…E c’hanno tutti un suo significato,
che unisce l’universo a le persone:
te spigne a fa’ un pensiero raggionato
su cose belle e a fa’ meditazione.
“Quattro anni fa è nato il gruppo di uncinettine al Centro Anziani“, racconta a B-Hop Mara Gazzella. “Abbiamo iniziato a incontrarci due volte alla settimana per fare uncinetto, facendo dei lavori per noi”.


L’idea di rendere pubblico questo percorso, inizialmente privato e personale, è stata avanzata dalla sindaca Claudia Maciucchi. Dopo aver visto installazioni simili in un’altra città, ha pensato:
“I mandala danno qualcosa di più. Le luci tradizionali sono qualcosa per cui incarichi una ditta, e la ditta viene e monta le luci e rimane una cosa fine a se stessa”.
Invece, si è rivolta alle uncinettine: “Sono andata lì veramente in punta di piedi, perché il lavoro è tanto. E allora ho chiesto, ‘Ma voi che ne pensate?'”
“Eravamo un po’ timorose”, ricorda Mara. “Perché il lavoro era abbastanza pesante. All’inizio pochi ci credevano. Pochi immaginavano quanto poteva essere grande il lavoro”.


Da febbraio a novembre, il gruppo è cresciuto fino a contare circa trenta donne di età e provenienze diverse—un gruppo di signore, spiega Antonella Gazzella, “che hanno vissuto di tutto, perso i mariti, malattie. E questo
è diventato un posto molto positivo, dove parliamo, chiacchieriamo della vita, dei nipotini, e ci diamo una mano l’una con l’altra”.
Aggiunge Mara: “E poi ci sono delle persone che non escono da casa, quindi per loro è stato pure un filo diretto con l’esterno, con la vita di tutti i giorni”.


Fino a novembre sono stati realizzati in totale 928 mandala, ognuno unico, ognuno con la propria storia. Alcuni sono stati lavorati in qualche ora, altri hanno richiesto quasi una settimana. Persino le donne, ormai, non sanno più chi abbia realizzato ciascun pezzo.


Alla fine sono stati utilizzati circa 200 chili di filo. Per i telai dei mandala, hanno inizialmente pensato agli hula hoop, ma erano troppo costosi. Per trovare un’alternativa più economica, seppur più laboriosa, Giancarlo Torregiani, il vicepresidente dell’Associazione Ricreativa Trevignanese, si è occupato di acquistare tubi flessibili nei negozi di giardinaggio—in tutto, mille metri.


Tra le crocheter più esperte c’è Antonella. Per lei, l’ottica del paese, l’uncinetto è iniziato come un modo per alleviare lo stress: “Sei concentrata, non puoi sbagliarti, devi contare. È qualcosa che davvero rilassa e fa bene a tantissime persone”.
L’iniziativa del gruppo, dice, è diventata presto “la scusa per stare insieme… e per la condivisione con gli altri. Ora stiamo estendendo questa condivisione a tutti nel borgo”.
“Sono stati fatti in comunità, e questo si sente”, osserva la sindaca. “Si sente il calore. Per me è la gioia, per tutto quello che c’è dietro: le storie che rappresentano la comunità di Trevignano. Le voci. Un tempo, nel centro storico, c’erano gruppetti di signore che facevano l’uncinetto, parlavano, raccontavano. Chi passava si fermava sempre. ‘Ma tu de chi sei fija?‘—cioè: di chi sei figlia? Quindi si sentiva, anche in quel caso che non c’era parentela, c’era un vincolo comunque.
“Queste donne hanno portato avanti questa tradizione, una cultura che magari poteva essere un po’ sopita un po’ addormentata”,
continua. “Invece è stata riscoperta, ed è stata pure portata all’esterno. Fa capire la bellezza di ciò che, con le proprie mani e la propria mente, si può creare“.


È un messaggio che i creatori sperano possa arrivare soprattutto alle nuove generazioni, affinché rallentino e apprezzino le storie artigianali che ora li circondano.
“Vorremmo che questa cultura antica si trasmetta ai giovani, magari…”, aggiunge Mara: “Sarebbe bello anche avere qualche uomo in mezzo… Pensiamo alle vecchie storie dei pescatori e delle reti.”


Per ora, le donne sono orgogliose della realizzazione e del traguardo che essa rappresenta, accolti con reazioni estremamente positive dai vicini, dall’amministrazione comunale e dai tanti visitatori venuti apposta per vedere i mandala.


“Guarda nel borgo”, fa notare Antonella. “Guarda il lavoro che hanno fatto le donne di questo posto”.
“Brave”, dice Giancarlo.
Mara annuisce: “Le donne sono fondamentali“.
La loro amica Jane sorride fiera: “Insieme sono una formidabile forza della natura”.


Here the English version
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