di Patrizia Caiffa – C’è una nuova finestra che si apre nelle case dei pazienti con patologie respiratorie. Una finestra che non dà su un cortile o una strada, ma che collega direttamente al cuore di un centro medico di eccellenza: Villa Pineta Kos, a Pavullo nel Frignano (Modena). È quella della teleriabilitazione respiratoria, un servizio innovativo che porta la cura dove serve davvero: tra le mura domestiche, là dove si vive, si respira, si fatica e si spera.
Un cambiamento silenzioso ma potente. Fino a ieri, le persone affette da BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva) o altre patologie polmonari dovevano recarsi in struttura per sottoporsi alle sedute riabilitative.
Oggi, grazie a una piattaforma digitale intuitiva, sono i fisioterapisti a “entrare” nelle case, guidando i pazienti in tempo reale, attraverso schermi e connessioni, ma con una vicinanza che resta profondamente umana.
La riabilitazione respiratoria non è più un privilegio per chi può spostarsi
“Questo servizio rappresenta un nuovo modo di pensare la sanità – spiega il dott. Gianfranco Beghi, direttore della struttura –. La riabilitazione respiratoria non è più un privilegio per chi può spostarsi, ma un diritto esteso anche a chi vive in zone isolate, ha difficoltà motorie o si sente insicuro dopo l’esperienza del Covid”.
Le linee guida internazionali lo confermano: la riabilitazione respiratoria è fondamentale per migliorare la dispnea, la qualità della vita, la resistenza allo sforzo. E non solo. Come sottolinea Beghi,
“riduce l’ansia, la depressione, l’isolamento. Aiuta a prevenire le ricadute, a sentirsi di nuovo protagonisti della propria salute”.


I fisioterapisti entrano in salotto (ma con discrezione e competenza)
Il servizio funziona con un abbonamento mensile: bastano uno smartphone, un tablet o un PC connesso a Internet. Una volta attivato, i pazienti vengono guidati passo dopo passo da professionisti qualificati che monitorano i progressi, adattano gli esercizi e rispondono a ogni dubbio in diretta.
“Prima erano i pazienti a raggiungere la struttura – raccontano con entusiasmo Claudio Beneventi e Cristina Lorenzi, coordinatori del Servizio di Fisioterapia di Villa Pineta KOS –. Ora siamo noi a incontrarli, virtualmente ma con benefici reali.
La teleriabilitazione ci permette di creare un contatto costante, quotidiano, che fa la differenza.”
Il tutto in un clima sereno, empatico. Niente fretta, niente sale d’attesa affollate. Solo la persona, il suo respiro, e un professionista che ascolta, guida, accompagna.


Un’opportunità anche per gli anziani (e per chi vive lontano)
Nonostante la natura digitale del servizio, sono sempre di più gli anziani che lo adottano con successo. Grazie all’assistenza tecnica fornita in fase iniziale e alla semplicità della piattaforma, anche chi non ha grande dimestichezza con la tecnologia riesce a partecipare attivamente.
E per chi vive lontano da strutture sanitarie, come in molte aree dell’Appennino modenese, la teleriabilitazione rappresenta una vera e propria rivoluzione: non solo una cura, ma un ponte.
“Non è solo una questione di salute fisica – aggiunge Cristina Lorenzi –. In ogni seduta cerchiamo di trasmettere fiducia, di costruire una relazione. Perché respirare meglio vuol dire anche vivere meglio.”
Dietro ogni click, una relazione umana
Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, i fisioterapisti si collegano in fascia mattutina con decine di pazienti. Le sessioni sono personalizzate, adattate al quadro clinico e ai bisogni individuali. E presto, annunciano dalla struttura, si estenderanno anche al pomeriggio, per venire incontro ai ritmi di vita delle famiglie e dei lavoratori.
Ma più dei numeri, sono le storie a parlare: quella di una signora di 78 anni che ha ricominciato a fare brevi passeggiate dopo mesi di affanno; di un ex fumatore che ha evitato una nuova ospedalizzazione grazie alla costanza negli esercizi; di un giovane asmatico che ha ritrovato autonomia e fiducia.
Un centro di riferimento, una visione inclusiva
Villa Pineta Kos si conferma così centro di riferimento per la riabilitazione respiratoria in Emilia-Romagna, ma anche esempio di una sanità che si evolve, più vicina, più umana, più accessibile. Al centro, sempre, il paziente.
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