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Home Buenvivir

La scuola di Tafraout in Marocco, incontro tra famiglie berbere e insegnanti yoga

L'amicizia dura da oltre 20 anni e alimenta essenzialità e armonia di vita, in base ai principi dello yoga

di Agnese Malatesta
20 Ottobre 2022
in Buenvivir
Tempo di Lettura: 3 mins read
34 2
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I bambini della scuola di Tafraout

I bambini della scuola di Tafraout - foto: Mondo incantato

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di Agnese Malatesta – Un gruppo di insegnanti di yoga in viaggio nel Sahara marocchino e un incontro, un rapporto umano che dura da oltre 20 anni. Quel viaggio che risale al 1998 ha fatto incontrare gli yogi con una comunità di pastori berberi nella zona chiamata Tafraout, località a 180 chilometri a Sud di Agadir.

Ne è nata un’amicizia: una scintilla scattata dal fascino che procura lo stile di vita della comunità, basato sull’essenzialità e sul soddisfacimento dei bisogni primari; condizioni precarie di sopravvivenza che favoriscono però la condivisione e la solidarietà reciproca.

Il villaggio di Tafraout
Il villaggio di Tafraout – foto: associazione Mondo incantato

Ne nacque, a Roma, un’associazione, “Mondo incantato”, con l’obiettivo di raccogliere fondi, da destinare a Tafraout, attraverso l’insegnamento dello yoga ai bambini. All’inizio, di fronte all’emergenza idrica, queste risorse hanno permesso la costruzione di pozzi per le famiglie berbere e poi su loro esplicita richiesta, nel 2007, una scuola. Una struttura che ora conta una trentina di studenti.

”Sono passati ormai 15 anni – racconta a B-Hop magazine Maria Teresa, una delle volontarie di Mondo Incantato –  da quando incontrammo gli sguardi timidi e curiosi dei bambini e ricevemmo la semplice richiesta dai loro genitori:

‘Non vogliamo che i nostri figli siano analfabeti come noi, vogliamo una scuola per i nostri figli’”.

La scuola di Tafraout è quindi nata e cresciuta ed allo stesso tempo è cresciuto il rapporto di amicizia e fiducia fra l’associazione e le famiglie”.

Periodici in questi anni i viaggi sul luogo in vere e proprie ‘carovane’. Certamente il progetto “la scuola di Tafraout” ha raggiunto un bel traguardo: due scuole, un laboratorio di cucito e tessitura, pannelli solari, erogazione di acqua; la scuola è inoltre diventata il centro di attrazione del villaggio, dove ci si incontra, si gioca, si lavora, si studia, si fa festa.

Laboratorio di cucito a Tafraout
Laboratorio di cucito – foto: associazione Mondo incantato

“Ma il risultato più grande, in assoluto – tiene a dire Maria Teresa – è il legame famigliare che si è creato tra noi e loro. Neanche la pandemia ha interrotto questo legame e il sostegno mensile che mandiamo regolarmente per le spese della scuola. L’ultimo viaggio l’abbiamo fatto a settembre 2021, ancora in emergenza Covid, e contiamo di tornare la prossima primavera”.

La ‘carovana’ è ogni volta l’occasione per vivere l’essenzialità della vita; un viaggio che dura una decina di giorni, che comincia con 2-3 giorni di camminate e soste nel deserto in cui ci si cala in esperienze meditative che predispongono al contatto con le persone, nelle loro case.

“Naturalmente – sottolinea ancora la volontaria – tutto questo non sarebbe potuto avvenire senza una rete di amici e sostenitori che in tutto questo tempo ci hanno affiancato; molti di loro hanno partecipato ai viaggi che ogni anno abbiamo organizzato per visitare la scuola. E le esigenze delle famiglie sono tante a cominciare dall’assistenza sanitaria”.

Donne al lavoro a Tafraout
foto: associazione Mondo incantato

L’intero progetto “Scuola di Tafraout” è frutto di autofinanziamento: calendari, cene, vendita di olii di argan locali. Tutte attività di Mondo Incantato che – come si legge nel sito dell’associazione – “hanno lo scopo di migliorare e rafforzare le qualità fondamentali del corpo e del cuore e vivere in armonia con le leggi della natura, in base ai principi dello Yoga”.

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Agnese Malatesta

Agnese Malatesta

Giornalista professionista. Per trent’anni cronista all'Ansa, mi piace raccontare fatti e persone ‘comuni’. Scrivo su B-hop perché quelle storie, forse semplici ma non scontate, e comunque vitali e positive, di solito non fanno la storia del momento ma arricchiscono le vite di tutti. Mi piace pensare che questo sia un modo per contribuire al vivere civile. Sempre attratta dai temi sociali – laureata, più o meno consapevolmente, in Sociologia – guardo con passione alle novità in questo ambito. Ho una predilezione per i fiori, le rose in particolare, e per le scrittrici donne.

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