di Mariele Scifo – L’OdV Eso Es, è un’associazione di clowterapia e solidarietà internazionale, con sede a Cuneo, che realizza e promuove progetti di clownerie e volontariato etico in Guatemala, con particolare attenzione a minori e famiglie che versano in condizioni di profonda povertà e disagio. Sono noti i benefici della clownterapia in contesti particolarmente delicati come ospedali o case di cura, nel creare un’atmosfera più serena e positiva per i pazienti grandi e piccoli.
Dal 2014 Eso Es organizza missioni nel paese (l’ultima si è conclusa lo scorso giugno), in accordo con organizzazioni sia internazionali sia locali, operando in contesti vulnerabili e svolgendo attività artistiche ed educative. Con lo scopo di portare un po’ di gioia e sorrisi in luoghi “invisibili”, abbandonati dai circuiti dell’assistenza pubblica.
Quello che facciamo è offrire uno spettacolo semplice, magico e gentile che non cambia certo la vita, ma che può in quel momento ridare respiro, restituire il diritto a sorridere, a sentirsi altrove. Donare un attimo di distrazione,
spiega il presidente dell’associazione, Lucio Ariaudo.


Tutti i volontari che fanno parte di Eso Es, sono già clown di corsia che operano negli ospedali di Cuneo per conto dell’associazione VIP Italia.
“Come clown ospedalieri noi andavamo già in Guatemala, e sebbene eravamo organizzati sul piano logistico e sugli interventi da fare, non lo eravamo da un punto di vista amministrativo e di tutela legale”, racconta il presidente Ariaudo: “Per questo motivo nel 2014 è stata costituita Eso Es, per dare una migliore organizzazione e strutturazione alle nostre missioni e per meglio rapportarci con le realtà locali per pianificare gli interventi”.


L’obiettivo primario di Eso Es è finanziare, attraverso le donazioni e la beneficenza, un progetto di borse di studio che coinvolge attualmente 27 bambini che vivono in condizioni sociali complesse. Una volta individuati i casi d’interesse, si stabilisce un accordo con le famiglie coinvolte, per cui queste si impegnano principalmente a mandare i figli a scuola e farli partecipare agli incontri con i referenti locali di Eso Es.
“Perché, purtroppo, spesso succede che quando i bimbi sono in età lavorativa (cioè la nostra prima media), smettono di studiare, in quanto possono dare un maggiore contributo alla famiglia lavorando”.
L’associazione rimborsa alle famiglie le tasse d’iscrizione scolastica e fornisce un kit con tutto il necessario per andare a scuola (cartella, pennarelli, matite, quaderni, borraccia, scarpe). E non solo:
“Nel corso degli anni ci siamo accorti che non bastava far andare i bambini a scuola”, continua Lucio Ariaudo, “bisognava anche assicurarsi che fossero in salute. Così è nato un fondo sanitario che copre le visite mediche di base“. Queste riguardano visite oculistiche, dentistiche e visite pediatriche più approfondite nei casi in cui si renda necessario.
L’auspicio è che i bambini possano proseguire il percorso di studi fino alle scuole superiori per avere così una formazione migliore e un futuro più sereno.
“In Guatemala con un diploma la vita lavorativa cambia completamente”.


Durante le due settimane di missione umanitaria, i volontari di Eso Es non solo incontrano i bambini interessati dalle borse di studio, ma visitano e operano in una pluralità di contesti con problematiche diverse, che vedono comunque coinvolti i minori. Ad esempio, nell’ultima missione, i volontari si sono recati in un basurero, ossia una enorme distesa di rifiuti dove è difficile anche respirare, vista la continua combustione e dove i volontari clown entrano in punta di piedi per portare colore e un attimo di respiro, sempre con grande rispetto per chi affronta questa realtà durissima.
“Quando portiamo i nostri spettacoli, è come se i bambini si ritrovassero in una dimensione diversa da quella in cui sono, di fatto interrompono la loro attività e per una mezz’oretta si riposano e si distraggono”.
I volontari vanno anche nella zona del mercato “La Terminal” (Città del Guatemala), un’area urbana fortemente marginalizzata, ad alta concentrazione criminale, dove si contano circa 5mila bambini, esposti alla vita di strada. La loro protezione diventa una sfida quotidiana, in collaborazione con un’associazione locale per la protezione dell’infanzia.
Poi c’è il centro per la protezione di adolescenti vittime di violenza, gestito dalla Segretaria Presidenziale per il Benessere Sociale del Governo. Un centro che accoglie minorenni dai 12 ai 17 anni, molte delle quali già madri, altre in attesa. Tutte vittime di violenza, anche in famiglia.
“In vent’anni che vado in Guatemala, un posto come questo non l’avevo mai visto, credo sia qualcosa di unico. Questo centro nasce per proteggerle, per dare loro un pasto e un luogo sicuro. Solo che da lì non possono uscire, né possono ricevere visite proprio per una questione di sicurezza. Quindi, di fatto, quel centro è una specie di carcere, dove si sono sviluppate le stesse dinamiche di un carcere”, spiega ancora il presidente Ariaudo.


“Si tratta di esperienze che hanno sempre un forte impatto emotivo, che lasciano il segno. Noi cerchiamo di preparare i clown ad un’esperienza emotivamente impattante, il percorso di formazione dei volontari di Eso Es dura da una missione all’altra, tuttavia non si è mai completamente preparati. Sono esperienze che vale la pena vivere”.
“Ustedes desarrollan el sexto sentido… el de la imaginación”
“Voi aiutate a sviluppare il sesto senso… quello dell’immaginazione”.
“Così ci ha detto il papà di uno dei bimbi che sosteniamo con la borsa di studio, una frase che mi ha colpito molto e che abbiamo fatto nostra. Nonostante sia una persona non scolarizzata, che fa un lavoro davvero molto umile, ha avuto la sensibilità di pensare questo. Ha reso il senso di quello che facciamo, della nostra missione”, conclude Lucio Ariaudo.
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