di Vincenzo Sorrentino – Giuseppe Galzerano è uno scrittore e giornalista che da circa 40 anni gestisce una casa editrice, la Galzerano Editore, da lui fondata oltre 40 anni fa a Castelnuovo Cilento, un piccolo borgo dove è nato e dove vive e lavora.
Il Cilento è la parte più meridionale della provincia di Salerno in Campania il cui nome deriva dal latino “cis Alentum” – al di là dell’Alento, che è un piccolo fiume che scorre vicino Vallo della Lucania, uno dei centri più grandi ed importanti.
Oggi il Cilento, grazie anche allo sviluppo turistico, è diventato un brand riconosciuto a livello europeo, per cui il termine viene usato anche per pezzi di territorio posizionati ben al di qua dell’Alento, come ad esempio il Cilento Outlet che si trova a Battipaglia, a pochi chilometri da Salerno, a ben oltre 50 chilometri di distanza dal fiume Alento.


E’ una terra ricca di storia, che faceva parte della Magna Grecia, della quale ha ospitato la scuola filosofica Eleatica, quella di Parmenide e Zenone, come pure di miti, quali quelli di Palinuro, il nocchiero di Enea, morto in mare di fronte al paese che ancora oggi porta il suo nome.
Più avanti negli anni, nel periodo del Risorgimento d’Italia, è stato al centro di numerose rivolte per far cadere il Regno dei Borboni e favorire l’unità d’Italia, come i Moti del 1828 e la sfortunata spedizione di Carlo Pisacane e dei 300 giovani e forti. E’ inoltre la patria della Dieta Mediterranea.
La Galzerano Editore ha dedicato molta parte delle sue produzioni proprio alla storia del Cilento ed ai suoi protagonisti, ma anche a tanti personaggi locali che si sono resi protagonisti di importanti avvenimenti.
Si tratta di una casa editrice molto radicata nel territorio e capace di garantire un’offerta socio-culturale molto ampia anche su temi e personaggi di livello nazionale e internazionale.
Giuseppe Galzerano, che oggi ha poco più di 70 anni, racconta “di aver cominciato a scrivere a 13 anni, su un giornale locale denominato l’Appennino” ma anche inviando lettere e brevi articoli all’Unità, all’epoca quotidiano del Partito Comunista Italiano.


“A 17 anni – continua – ho scritto il mio primo romanzo, un racconto di fantascienza contro il trapianto del cuore, all’epoca tema al centro dell’attenzione mondiale con le prime sperimentazioni fatte dal Dr. Barnard, che ebbe un buon successo. Allo stesso tempo, pur lavorando come stagionale per la raccolta delle fragole, continuavo a interessarmi di libri, per cui entrai in contatto con una libreria sociale fondata negli Usa da un emigrato lucano, Giuseppe Popolizio che, colpito dal mio interesse per temi storici e sociali, mi inviò gratuitamente tutte le rimanenze di magazzino”.
“Si trattava prevalentemente – prosegue – di testi di antifascisti che, per ovvi motivi, erano stati costretti a pubblicare all’estero. Tra questi c’era anche il primo libro di Angelica Balabanof, una socialista che aveva condiviso anni di militanza con Benito Mussolini prima che questi fondasse il ‘partito fascista, per cui scrisse questo libro dal significativo titolo ‘Il traditore'”.
Galzerano, che all’epoca aveva 19 anni, pubblicò il libro con una sua prefazione e allo stesso tempo fece ben due cataloghi dei libri che aveva ricevuto dagli Usa e li propose a diverse università americane trovando, così, degli importanti acquirenti.
Il suo interesse per i temi politici e le posizioni progressiste gli crearono dei problemi sul posto di lavoro per cui fu licenziato ma a seguito di una vertenza si vide riconoscere dal giudice una piccola somma che destinò alla pubblicazione di un suo libro su “Carlo Pisacane e la spedizione di Sapri” in cui per la prima volta usò il logo Galzerano Editore senza che fosse registrato nè che fosse iscritto alla Camera di Commercio.
“Anche questo libro andò molto bene per cui
ho avviato l’attività della casa editrice che da allora ha pubblicato oltre 400 volumi
alcuni dei quali stampati in più edizioni – fino alle sei edizioni di ‘America America’, un libro scritto da Antonio Margariti – per un totale di circa 400.000 lettori stimati“.
Sono libri concentrati prevalentemente su temi e personaggi cilentani, tra cui ci sono delle vere e proprie chicche: come un libro sul Marchese Talamo, un imprenditore cilentano del settore agricolo e del tabacco dei primi del 1900, che, in anni di forte emigrazione dal sud, era invece capace di attrarre mano d’opera dal nord Italia, soprattutto dalla Romagna, per cui ebbe alle sue dipendenze anche una certa Rosa Mussolini che sarebbe poi diventata la zia del Duce. O quello su Ida Passarelli Garzo una delle prime e poche donne partigiane del sud Italia che, partita dalla natia Laurito, ha contribuito alla liberazione di Napoli nelle famose quattro giornate.
Della sua ampia e profonda conoscenza della storia cilentana si è avvalso anche Mario Martone per il suo film storico “Noi credevamo“, in parte ambientato nel Cilento nel quale Giuseppe Galzerano ha avuto anche una piccola parte.


Più recentemente i suoi studi e le sue ricerche gli hanno consentito di scoprire, quasi occasionalmente, che anche la pop-star Taylor Swift ha radici cilentane, in quanto discendente dalla famiglia Baldi, originaria proprio di Castelnuovo Cilento e trasferitasi a Filadelfia oltre un secolo fa. La notizia è stata poi confermata dai contatti avuti con i genitori ed altri parenti della cantante ed è stata ripresa anche dalla stampa nazionale.
Ovviamente anche la genesi di questa vicenda è diventata un libro della Galzerano Editori intitolato al trisavolo della cantante “Carmine Antonio Baldi” ma con il significativo sottotitolo “le radici cilentani di Taylor Swift”.


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