di Mariele Scifo – Coach di quartiere è un piano di sport welfare volto allo sviluppo e all’innovazione sociale, nato nel 2020 su iniziativa di Claudio Massa, fondatore e brand ambassador dell’agenzia educativa no-profit L’Orma SSD, attiva dal 2000 nel territorio di Milano.
L’Orma promuove percorsi educativi e formativi attraverso
attività ludiche e sportive per stimolare la crescita personale e professionale di bambini, ragazzi e ragazze.
Coach di Quartiere rappresenta uno di questi percorsi.
Il progetto ha una doppia valenza: da una parte è dedicato a bambini dai 6 ai 13 anni che, per diversi motivi (economici, sociali, culturali, caratteriali), non hanno accesso ad attività sportive post-scolastiche; e in questo modo vuole essere di supporto alle famiglie in termini sia di gestione del tempo sia di risorse economiche.
Dall’altro coinvolge ragazzi di età compresa tra i 16 e i 21 anni, in un percorso di formazione e orientamento sociale, attraverso le attività di volontariato, rendendoli coach di quartiere con il compito di seguire i bambini durante le attività.
Claudio Massa, a riguardo, sottolinea a B-Hop:
“Si tratta di un progetto di valorizzazione del volontariato giovanile, quindi del contributo che i ragazzi possono dare al proprio territorio e alla propria comunità”.


I coach di quartiere sono giovani studenti delle scuole superiori, giovani universitari o anche atleti di società sportive, ma soprattutto i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training) ragazzi, cioè, che non studiano, non lavorano e non ricevono formazione.
Grazie a questo progetto possono essere inseriti in un percorso educativo, di crescita personale e cittadinanza attiva. Essere formati alla cultura dell’impegno, della responsabiità, del lavoro. Diventano loro, difatti, i protagonisti e punti di riferimento per la comunità.
Le attività si svolgono all’aperto nelle ore del dopo scuola, tra le 16 e le 18; ad affiancare e aiutare i giovani coach, la figura del Playmaker:
“Noi lo chiamiamo coordinatore sportivo di 3° settore, perché non è di fatto un educatore, non è un allenatore, ma è una figura che coordina tutte le attività e che si occupa da una parte delle relazioni istituzionali, interfacciandosi con la pubblica amministrazione, le scuole e le famiglie; dall’altro segue e gestisce i giovani volontari, aiutandoli nel loro percorso di responsabilità”, spiega Massa.
Di recente, inoltre, è stata introdotta la figura dell’Aiuto Playmaker, per incrementare l’efficacia dell’iniziativa a livello territoriale e per soddisfare la crescente domanda di attività sportive. Si tratta di giovani che hanno già conseguito il diploma, hanno già ricoperto il ruolo di coach e che desiderano proseguire il loro percorso di formazione per maturare un’esperienza significativa all’interno del progetto.


Coach di quartiere: lo sport a beneficio della comunità
Nella visione di Claudio Massa lo sport è un importante agente di cambiamento attraverso il quale incentivare processi di educazione civica, promozione della comunità, sviluppo e inclusione.
Attualmente il progetto Coach di Quartiere è presente in diverse città lombarde: Bergamo, Dalmine, Legnano, Lodi, Milano, Parabiago; in zone considerate particolarmente vulnerabili per la carenza di servizi e per le condizioni socioeconomiche degli abitanti. Il proposito è quello di replicarlo in altre città e regioni italiane, in quei territori che necessitano di interventi di riqualificazione sociale a beneficio delle comunità.
“Il nostro obiettivo è diffondere il progetto in quante più città possibili, come format di innovazione sociale e territoriale
– dice Claudio Massa – l’idea che stiamo mettendo in pratica è quella di sviluppare il format attraverso il franchising sociale, cioè individuando altri soggetti (come enti del terzo settore, realtà locali private) interessati al nostro programma e ai benefici che ne derivano e che vogliono replicarlo sul loro territorio sotto la nostra supervisione, attraverso un approccio collaborativo e sostenibile”.
Ed è grazie al franchising sociale che Coach di Quartiere è stato avviato, ad oggi, nelle città di Modena, Pesaro e Cagliari.


Pertanto, gli obiettivi fondamentali che il piano vuole realizzare e garantire sono:
- Fornire ai giovani percorsi di istruzione e formazione di qualità, per aiutarli a sviluppare conoscenze e competenze utili alla costruzione del loro futuro
- Promuovere le pratiche sportive per la salute e il benessere delle persone
- Incentivare meccanismi di inclusione sociale e ridurre le disuguaglianze
- Sostenere le comunità locali e favorire lo sviluppo sostenibile del territorio.





















