di Massimo Lavena – Adesso che è arrivata l’estate, con il suo carico di zanzare, frane, alluvioni, fortunali, ombrelloni e sedioline a 50 euro al dì, infradito e sabot sudaticci, slip da mare a filo interdentale, camiciotti di lino aperti all’ombelico, ascelle pezzate, sagre del cicciolo fritto o della sanguisuga in cartoccio, repliche televisive e dirette televisive di premi letterari e di festival della canzone picaresca delle valli insubrie, eccoci pronti per costruire rapidamente la nostra salvifica linea maginot della sopravvivenza alla stagione più attesa e temuta dell’anno.
Ascolta “10 brevi consigli per sopravvivere all’estate” su Spreaker.
Tra ferie sempre più complicate da organizzare e soldi sempre meno gestibili di conseguenza, tra tempeste ormonali dei figli, concerti dei ricchi e poveri e una manifestazione di pizzica tra i trulli, il pensiero corre verso chi l’estate in qualche maniera la odia o la subisce, per mille e ancor più mille motivi.
Son passate da tempo le estati in cui le famiglie facevano le vacanze di un mese, magari al mare o in montagna o dai nonni in campagna; i tempi in cui mandrie sudaticce di cugini si ritrovavano per le merende dai nonni che offrivano pane burro e zucchero e un bicchiere di orzata gelata, oppure una buona fetta d’anguria ghiacciata e sbrodolosa.
Sono finiti anche i giorni delle serate a bere una birra con gli amici per vantarsi delle conquiste fatte durante il viaggio in Olanda a visitare coffeeshop o a cercare memorabilia dei Clash a Londra.
Resistono i campi scuola dei preti e delle suore che assicurano case belle nei luoghi più incredibili del Creato, o i campi sportivi delle società che cercano nuovi talenti e magari organizzano un classico scambio del tipo “quest’anno voi da noi, l’anno prossimo noi da voi”.


Sono tante le persone per le quali l’estate è più un problema, una fonte d’ansia, un momento di solitudine o un tempo come gli altri: solo più caldo e lento.
Lungo. Appiccicoso. La lista è lunga, facile, passa dai vigili del fuoco ai malati in casa. In mezzo pensiamo e mettiamoci chi vediamo e abbiamo intorno nella nostra vita. La cosiddetta spensieratezza dell’estate diviene sempre più un mito simile a quello del “minollo” di Massimo Troisi. I tempi del riposo e del divertimento sono sempre più ristretti, spezzettati.
In questo senso qualche piccolo consiglio non richiesto può tornare utile, a chi, volente o nolente, attende con gioia la fine dell’estate.
1) Non bisogna pensare al fatto che sia estate per tenere duro fino a quando non si avrà la possibilità di fare qualcosa che dia un qualche vantaggio in futuro: può essere una buona base di partenza. Non c’è ansia da attesa e da prestazione. Solo pensieri positivi di qualche cosa che potrà avvenire di positivo.
2) Guardarsi intorno, affacciarsi, respirare l’aria del primo mattino, godere lietamente delle gioie del water, fare una buona colazione che contempli ciò che più piace, una bella doccia e magari mettere un sottofondo musicale che ci accarezzi e accompagni nel nostro metterci in movimento. Che può anche essere semplicemente fare le scale, andare a comprare un po’ di frutta e verdura e quel buon caprino stagionato che col miele è una panacea per tutti i sensi.


3) Ottimo compagno estivo il miele, sulla pelle bagnata, col sale, o sudata, così, per movimentare un po’ la giornata. Magari sono solo ricordi o momenti sparuti, ma perché non provare a risvegliare il torpore fisico?
4) C’è tanta buona e bella letteratura da saccheggiare, leggere, rileggere, magari indirizzando il ventilatore verso le membra accaldate, con una buona limonata con la menta a rinfrescar il gargarozzo. Un giallo di Maigret o di Miss Marple, un thriller di King o un’avventura alla Cussler, passando per Dumas e Leopardi, con intermezzi di Grazia Deledda e del Visconte decollato. Ci si può perdere tra gli spazi dei grandi russi e la Siberia di Solženicyn, scomparendo nel castello di Howl per poi ritrovarsi a godere dei piaceri della carne con Emmanuelle Arsan. Insieme con Aragorn, Potter e John Snow ci si perde nella fantasia più pura, assaltando le mura di Magdeburg. E le pagine girano e ci fanno viaggiare senza tempo.


5) Un bel gelato. Mmmmmmh, creme o frutta? Non importa, basta che sia. Se non puoi uscire perché ti sei rotto la gamba il giorno in cui dovevi partire adesso non c’è gelateria che non ti faccia la consegna in casa. Cenare col gelato è una condizione di esaltazione psicofisica dodecafonica, ci si perde dentro la vaschetta, si infila porcinamente il cucchiaio creando figure e disegni che variano di cucchiaiata in cucchiaiata, con la sapidità del cioccolato fondente e lo zabaione potente. Ahhhhhh la gocciolina che ti sporca il mento e se con te c’è l’amante può partire anche un bel gioco all’inseguimento della gocciolina dispettosa.
6) Vecchia cara televisione, compagna di mille serate, pomeriggi e mattine solitarie. L’estate è fonte meravigliosamente paludosa di inutili repliche ma, a voler ben vedere chi ama lo sport nel bisesto 2024 è fortunato perché tra Europei di calcio, Tour de France, Wimbledon, Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi potrà trascorrere giorni lieti a tifare per Tizio, Caio e Sempronio, sempre con un occhio di riguardo per gli Azzurri, ma pronti a gioire per un nuotatore di Tonga o una tennista paralimpica indiana.


7) Perdersi sulle onde del web. E scoprirne le infinite possibilità: sono molte le piattaforme che offrono contenuti i più diversi, dai film ai telefilm, agli storici sceneggiati Rai, ai vecchi serial della televisione britannica e statunitense. Esistono librerie ricchissime di film non visti o poco diffusi, tante serie di documentari di ogni provenienza. C’è solo la difficoltà della scelta, gratuiti e a pagamento: RaiPlay, YouTube, Vimeo, Paramount+, Discovery+, Disney+, Prime, Netflix, Rakuten Tv, Pluto Tv, VVVVID, Mediaset Infinity, Now, Mubi, MYmovies.it. Si spazia dal cinema muto alla cinematografia del Punjab, da “George and Mildred” a “Il segreto del castello senza nome”, da “Mille luci” a “Rischiatutto”, da “America’s got talent” a “Attenti a quei due”, dai concerti di Capodanno alle parodie del Quartetto Cetra, dai film di Cousteau ai viaggi del National Geographic, dalle commedie di Eduardo de Filippo a quelle di Plauto dal teatro antico di Ostia, e musica, tanta musica per tutti i gusti, per tutti i generi, per esempio sul canale “Classica” su Sky, o su RAI 5.
8) Scoprire nuovi sapori e gesti spesso è un divertente esercizio di sopravvivenza all’estate. Spesso il caldo, magari con la solitudine, allontana anche dalla voglia di cucinare. Invece cucinare d’estate è divertente, soprattutto se lo si fa per sé stessi, per difendersi dalla noia e dalla ripetitività: una buona pasta in bianco arricchita con un po’ di zafferano e di basilico fresco subito ti svolta un pranzo, ma pure un trancio di tonno fresco scottato con un po’ di olio e limone e via verso nuove papille gustative felici.


9) Quante volte ci verrà ripetuto di “bere tanta acqua, mangiare frutta di stagione, non uscire nelle ore più calde, evitare i colpi di sole, vestirsi di lino o di canapa naturali, evitare i profumi dolci che attirano le mosche e le zanzare, coprirsi il capo, non mangiare cibi grassi, non fare il bagno prima di tre ore dal pasto, non andare in montagna senza gli scarponi e chi più ne ha più ne metta”? Forse se viene detto è perché molte persone fanno l’esatto contrario? Nel dubbio, i consigli nella loro banalità ripetitiva sono validi. Poi se a casa proprio si vuol andar nudi e liberi tanto di bello e guadagnato.


10) Il teatro e il cinema sotto le stelle sono gioia pura. Anche se non si è in ferie, anche se si è soli, tristi, stanchi, un bel film, un recital col canto della risacca in sottofondo, sono sempre una esperienza splendida. Poi se ci scappan tre parole con il vicino o la vicina di posto, tra una lacrima e una risata si rivaluta anche l’umanità.
Se poi le stelle son tante, allora è proprio vero che la vita è sempre uno spettacolo.





















