SUPPORTO A CHI PROMUOVE IL DIRITTO AL CIBO BUONO E GIUSTO
È il cuore di un accordo siglato tra CSVnet, l’associazione che riunisce i 49 Centri di servizio per il volontariato e Slow Food Italia, l’organizzazione di oltre 260 associazioni che ha l’obiettivo di dare il giusto valore al cibo, praticando e diffondendo il rispetto verso chi lo produce in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali. L’accordo avrà una durata triennale e punterà soprattutto sulla formazione dei volontari e sulla promozione di politiche alimentari più sostenibili, coinvolgendo le comunità locali e rafforzando il dialogo con le istituzioni.
LA CROCE ROSSA COMPIE 160 ANNI
Era il 24 giugno 1859, quando nella mente di Henry Dunant prese forma l’idea della Croce Rossa. Il filantropo e imprenditore svizzero – sconvolto dal numero impressionante dei morti e feriti abbandonati durante la tragica Battaglia di Solferino – iniziò a radunare uomini e donne per fornire acqua, cibo e cure ai feriti. Di lì a pochi anni, Dunant darà vita alla prima cellula di quello che sarà il Comitato Internazionale della Croce Rossa e – il 22 agosto 1864 – 12 nazioni firmeranno la prima Convenzione di Ginevra, fondamento dell’attività della Croce Rossa. Mentre la Croce Rossa Italiana fu fondata a Milano il 15 giugno 1864. Come ogni anno, per celebrare la nascita dell’organizzazione anche quest’anno migliaia di volontari della Croce Rossa si sono dati appuntamento a Solferino per la tradizionale fiaccolata. Ospite d’eccezione del 2024, il Presidente Sergio Mattarella.
AL CARCERE DI CAGLIARI “UBU RE”, SUL PALCO ALLIEVI ATTORI DETENUTI
Un’iniziativa che vuole riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza. Il progetto è nato nel 2018 ed è in corso in 15 carceri italiane sotto la direzione di altrettante compagnie teatrali. Lo spettacolo in programma è “Ubu re” di Alfred Jarry; sul palco 8 allievi attori detenuti in regime di alta sicurezza e 3 allievi attori della Scuola di Arti Sceniche La Vetreria. Fra il pubblico solo i compagni degli attori in scena, educatori e psicologi dell’istituto e professionisti che operano in ambito carcerario. La storia: Ubu è un sovrano prepotente, rozzo, amante del potere. Il popolo comincia a capire il suo re ma Ubu mette in atto strategie per tenerlo a bada: convince i sudditi di una grave minaccia che incombe su di loro, ossia un popolo straniero, acerrimo nemico, dal quale ci si deve difendere e salvare. L’epilogo è purtroppo scontato, il popolo andrà in guerra e sarà sconfitto, mentre i potenti, al riparo dal conflitto, fuggiranno con il tesoro dello Stato.


















