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Home B.I.N. - Bellezza Interna Netta

Rome War Cemetery, un luogo di pace per comprendere cos’è la guerra

A Testaccio si può visitare il Cimitero Militare di Roma (Rome War Cemetery). Poco noto, è il sito ideale per chi vuole confrontarsi con il tema bellico. Vi sono sepolti 426 militari appartenenti al Commonwealth, morti a Roma durante la Seconda guerra mondiale

di Stefano Macera
10 Giugno 2024
in B.I.N. - Bellezza Interna Netta
Tempo di Lettura: 3 mins read
38 1
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Rome War cemetery

credits: Commonwealth War Graves Commission

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di Stefano Macera – Nel rione Testaccio, a breve distanza dal Cimitero Acattolico, vi è un altro luogo di sepoltura dal notevole interesse storico: il Cimitero Militare di Roma (Rome War Cemetery). Purtroppo poco conosciuto, è il sito ideale per chi vuole confrontarsi seriamente con il tema bellico. Istituito nel 1947, è dedicato ai militari appartenenti al Commonwealth che sono morti nella Città eterna durante la Seconda guerra mondiale.

Le sue dimensioni sono contenute e, nel realizzarlo, ci si è attenuti al principio guida dell’essenzialità. Lo ha progettato uno specialista: l’architetto britannico Louis de Soissons, cui si debbono ben 46 strutture analoghe, collocate in Italia e in Grecia.

Rome War cemetery
credits: Commonwealth War Graves Commission

A incaricarlo di questi lavori è stata la Commonwealth War Graves Commission, organizzazione fondata con altro nome nel maggio 1917 e impegnata a mantenere il ricordo dei militari del Commonwealth deceduti duranti i due conflitti mondiali.

Ovviamente questi cimiteri condividono parecchie caratteristiche, ma quello del Testaccio presenta delle peculiarità dovute al contesto. La contiguità con le Mura Aureliane, che ne cingono il lato sinistro, ha ispirato all’architetto un intelligente dialogo con l’antico.

Il vestibolo dell’ingresso, infatti, non solo è realizzato in laterizio (materiale usato anche nelle fortificazioni di età imperiale), ma nella forma circolare ricorda tempietti di età classica. Si apre con delle colonne verso il giardino, incorniciandolo suggestivamente. Una volta all’interno, però, si registra il venir meno di qualsiasi accento  monumentale.

Rome War cemetery - la croce
La croce nel Rome War cemetery – credits: Commonwealth War Graves Commission

Perché, in uno spazio verde curatissimo, l’unico elemento di spicco è una croce scolpita, posta su un piedistallo ottagonale. Le 426 sepolture, allineate lungo il lato delle mura, sono quanto di più semplice si possa immaginare.

Di fatto, su lapidi verticali si trovano incisi elementi come: il nome, le date e i luoghi di nascita e morte del defunto, l’unità militare di riferimento (di cui viene effigiato lo stemma). In sostanza,

la filosofia di fondo non coincide con quella dei cimiteri monumentali. Qui non vi è spazio per la celebrazione delle singole individualità, di norma espressa dallo sfarzo delle tombe.

Gli uomini di cui si conservano le spoglie sono anzitutto indicati come membri di questo o quel reggimento (The Essex Regiment, The Sherwood Foresters ecc.).

Rome War cemetery
credits: Commonwealth War Graves Commission

A pensarci bene, la spersonalizzazione del discorso comincia prima dell’ingresso, con un cartello che specifica i paesi d’appartenenza dei militari (Regno Unito in primo luogo, poi Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica…).

Come a dire che, in questo sito, si è chiamati a raccogliersi e a dedicare un pensiero a un sacrificio collettivo, sostenuto nell’atroce guerra che pose fine al nazifascismo.

Eppure, possono egualmente venire i brividi quando, in luogo di un nome, s’incontra la dicitura Known Unto God (Conosciuto da Dio), già scelta dal grande poeta e romanziere Rudyard Kipling in relazione ai soldati ignoti della prima guerra mondiale. Certo, è toccante e di forte impatto, ma non allontana il senso di un’ingiustizia.

Rome War cemetery
credits: Commonwealth War Graves Commission

Il poter richiamare almeno il nome di un militare può risultare consolatorio, dando la sensazione che la sua vicenda personale non si dissolva totalmente in quella di gruppo. Ora, il paradosso è che a suscitare tali pensieri, in apparenza opprimenti, è proprio l’estrema serenità del luogo, un autentico mondo a parte rispetto alla vita convulsa che si svolge poco lontano.

L’agire frenetico impedisce ogni riflessione, mentre qui si possono cogliere tutti i significati della parola guerra.

Ovvero di un termine che, nell’odierna fase di gravi tensioni internazionali, viene rilanciato nel dibattito pubblico con troppa frequenza e con imperdonabile disinvoltura. (articolo di Stefano Macera)

Rome War cemetery
credits: Commonwealth War Graves Commission

 

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Stefano Macera

Stefano Macera

Sin dall'adolescenza nutro una grande passione per Roma, la mia città. Da subito ad attirarmi sono state le tante storie che in essa si intrecciano, di volta in volta testimoniate da monumenti, fonti letterarie o tradizioni orali. Col tempo, questo interesse si è tradotto in uno sbocco professionale (l'attività di guida turistica) senza perdere in intensità. L'incontro con B-Hop era quindi inevitabile. La sua formula giornalistica, inconsueta e dinamica, porta con sé anche l'istanza di un diverso modo di raccontare le realtà. urbane.

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