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Home B.I.N. - Bellezza Interna Netta

MedFilm Festival: Les Fantômes, un bel thriller sulla storia vera di un profugo siriano

Si è chiusa ieri al Maxxi la XXX edizione del MedFilm Festival 2024. L’ultimo film proiettato è stato Les Fantômes di Jonathan Millet, co-produzione franco- tedesca-belga, che si aggiudicato il prestigioso Premio Amore e Psiche

di Daniele Poto
18 Novembre 2024
in B.I.N. - Bellezza Interna Netta
Tempo di Lettura: 3 mins read
27 2
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(foto: MedFIlm festival official)

(foto: MedFIlm festival official)

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di Daniele Poto – Si è chiusa ieri al Maxxi una riuscita XXX edizione del MedFilm Festival 2024. E il caso ha voluto che l’ultima pellicola proiettata fosse proprio quella che si aggiudicata il prestigioso Premio Amore e Psiche, il trofeo più ambito in palio in capo a undici giorni di manifestazione.

Les Fantômes  (I fantasmi) di Jonathan Millet, co-produzione franco- tedesca-belga, fresca di uscita digitale, sta strappando consensi, entra nella distribuzione ufficiale dei cinema italiani e vanta accrediti per entrare nella rosa delle opere europee candidate all’Oscar.

Cammino veloce e fecondo per l’opera prima di fiction di un regista che si è cimentato con una storia vera e con un argomento intricato soprattutto dal punto di vista eurocentrico, facendo centro con una sceneggiatura elaborata e puntuale.

E’ la storia di un ossessione spionistica di Hamid, un profugo siriano che è in cerca di miglior vita nel vecchio continente ma anche di una possibile vendetta nei confronti di un torturatore del regime di Assad.

Tra Francia e Germania, con un salto a Beirut per rifornire la madre di medicinali anti-dolorifici, il protagonista (ben rappresentato dall’intenso attore Adam Bessa) pedina il presunto criminale entrando nella sua vita e casualmente viene chiamato al suo tavolo da pranzo per lo spunto di una possibile amicizia.

La cospirazione del suo network, che lo rifornisce di motivazioni e di soldi, ne fa inquietante testimone e possibile carnefice.

Dunque il film si vive come un giallo per il possibile sviluppo finale, l’esecuzione del malvagio. Ma la realtà è molto più dialettica.

Il professore di letteratura è incerto sul da farsi e si rende conto della portata progressivamente sempre più paranoica della propria ricerca della verità. C’è una foto della possibile vittima che non restituisce certezze.

La capacità del regista è quella di instaurare un clima di tensione propria di un thriller

anche se l’unico sangue che scorre è quello di Hamid che si becca una coltellata nel tentativo di evitare un gesto avventato di una sua collega, smaniosa nel voler regolare subito i conti.

La colonna sonora di Yuksek ben asseconda lo stress spionistico. Premio in definitivo meritato per una storia di diaspora e di migranti che ben documenta le inquietudini di uno dei tanti Paesi in fermento del mondo diviso.

Ambiguità e incertezze lastricano il cammino di una possibile verità che porti a una sentenza. Uno dei momenti più struggenti nella vita psichica del protagonista è l’ascolto dettagliato delle torture in cui sono incappati i propri connazionali e proprio per mano del possibile carnefice.

Si gioca su un’identità che non è solo quella di un criminale ma di tutti quelli che hanno forzosamente dovuto lasciare la propria terra e non ritrovano un proprio convincente ruolo in Europa.

E’ stata proprio la direttrice artistica del MedFilm Festival Ginella Vocca al Maxxi a chiudere idealmente la manifestazione serrando in un grande abbraccio l’abbondante pletora di collaboratori che hanno contribuito al successo dell’evento. “Ma stiamo già lavorando per la prossima edizione..”, il promettente annuncio.

  • B-Hop è tra i media partner dell’evento

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Daniele Poto

Daniele Poto

Mi occupo di giornalismo da quasi un cinquantennio. Ho scelto questo lavoro per indubbia curiosità del genere umano. Oltre lo sport privilegio la legalità e l’etica in un percorso che mi ha portato ad abbracciare le cause di Libera e del volontariato. Io B-Hop perché... ho rinunciato all’idea di cambiare il mondo ma pretendo che il mondo attuale non mi cambi troppo.

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