]di Patrizia Caiffa – Un disco per dare suoni e voce alle donne e alle artiste incarcerate o oppresse per motivi politici o che semplicemente rivendicano la propria libertà. Donne curde, iraniane, argentine, ma anche bambini afgani che rischiano di morire per giocare con le fatali mine antiuomo (i “pappagalli verdi”), land grabbing, storie di nativi o di africani coraggiosi. Sono tanti i temi socialmente impegnati contenuti nel disco di inediti che esce oggi, 22 aprile, “Corale – voci sommerse, storie negate” (RadiciMusic Records) delle cantautrici e musiciste Giana Guaiana e Bruna Perraro, riunite qui nel progetto Curù (da curuzzu, un vezzeggiativo rivolto agli amici nella zona di Sciacca).
Ascolta “”Corale”, un disco sulle storie negate di donne e popoli” su Spreaker.
Le canzoni evocano il teatro impegnato, le lotte civili, parole che diventano storie e suoni con echi mediterranei e mediorientali.
Giana Guaiana, siciliana di Palermo, vive nelle campagne belicine. Ha pubblicato due album (“A giostra” e “Fatti di terra”) e alcuni singoli e canta sia come solista, sia con Pippo Barrile, voce storica del gruppo musicale siciliano Kunsertu. Ha ricevuto il Premio Matteo Salvatore patrocinato dal Club Tenco di Sanremo. Bruna Perraro, friulana ma residente in Sicilia, è flautista diplomata al Conservatorio di Trieste, ha studiato anche a Rotterdam e in Ungheria. Ha pubblicato il disco “Un dia in volo” con Charlotte Dupuis e porta avanti diverse collaborazioni con gruppi musicali.


Le due amiche hanno avviato nel 2006 un sodalizio artistico che le ha portate già in molti teatri italiani e presso festival importanti. Il disco, come il concerto-reading “Donna Chiama Libertà” dedicato ad otto donne mediorientali, ha avuto l’importante patrocinio di Amnesty international. Lo spettacolo è composto da canti tradizionali, canti d’autore, immagini, racconti, citazioni, biografie.
L’album “Corale” contiene 10 canzoni, scritte da entrambe. Sono storie di resistenza, di lotta politica e umana. Il titolo “Corale” è un invito “a unire le differenze, a riconoscerci come coro nonostante l’individualismo e la disgregazione che violentano la nostra natura umana”, spiegano. Ma anche una esortazione ad “amplificare le voci sommerse e negate: le donne incarcerate per avere sfidato i poteri, i popoli che rivendicano l’appartenenza alla Madre Terra sempre più ferita”.


L’idea acquista forma nel 2020, quando le due autrici scrivono la canzone “Donna chiama libertà” per raccontare la storia di Nûdem Durak, giovane musicista curda imprigionata nelle carceri turche nel 2015 per avere cantato nella propria lingua. Le due cantautrici riescono perfino ad intrattenere una corrispondenza epistolare con Nûdem. Per lei è attiva anche una campagna internazionale di Amnesty international per chiedere la sua scarcerazione.


La cronaca presenta sempre, purtroppo, nuove storie drammatiche di donne ingiustamente perseguitate.
Nel 2021 la giornalista iraniana Sepideh Gholian viene incarcerata per aver documentato uno sciopero in una fabbrica di zucchero. Dopo quattro anni e sette mesi di detenzione Sepideh è stata scarcerata per poi essere di nuovo imprigionata per aver urlato slogan contro la Guida Suprema Ali Khamenei senza indossare il velo. Sepideh e le sue compagne di prigionia hanno partecipato alla rivolta nel terribile carcere di Evin a Teheran, noto all’opinione pubblica per l’arresto recente della giornalista italiana Cecilia Sala.
La penna di Sepideh non si ferma nonostante le ingiustizie e i torti subiti. Nel suo libro “Diari dal carcere” denuncia gli abusi, le condizioni riservate ai prigionieri politici e alle donne, le torture con cui vengono estorte false confessioni. Il libro è di ispirazione per scrivere altre due canzoni: “Una punta di rosso” e “Saluterò di nuovo il sole”. Da quest’ultimo brano, che racconta i destini intrecciati di vita e di profonde amicizie di alcune di queste donne rinchiuse nelle carceri iraniane, è stato tratto anche un video.
Giana Guaiana e Bruna Perraro si mostrano in video nella loro matura e affascinante bellezza senza ritocchi – un unicum nel panorama musicale italiano -, impreziosita da rughe leggere e fili d’argento tra i capelli, indossando abiti tradizionali curdi. Le atmosfere mediorientali in Sicilia sono di casa.
“Il disco è come un cesto che contiene le verdure raccolte nell’orto”, così le due cantautrici descrivono a B-Hop magazine l’emozione che ha accompagnato la realizzazione del progetto.
“Ogni canzone è stata seminata, curata, coccolata e colta con riconoscenza. Alcune canzoni sono cresciute da sole, come erbe spontanee, altre sono state provocate da fatti, altre sono state cercate.
La prima di tutte, la canzone Donna chiama libertà, è nata in un tempo di grande sofferenza collettiva e personale, il periodo dell’isolamento a seguito della diffusione del Covid, spiegano: “Siamo attraversati in continuazione da eventi, situazioni di ogni tipo che riguardano l’altro, ma tendiamo a non soffermarci e andare avanti, o a dire, poi ci penserò. Ma in quella fase di forzata prigionia, la scoperta, attraverso i mass media, dell’esistenza di Nûdem Durak, una giovanissima cantante turca, punita ingiustamente e costretta da anni in carcere, perché diffondeva la cultura curda bandita da anni in Turchia, è stata una molla irrefrenabile. La canzone è nata per un profondo desiderio di giustizia.
Tutti possiamo contribuire a rendere il mondo accogliente, così come è vero il contrario. Ognuno può fare qualcosa. Noi cantiamo questo. Lo diciamo attraverso il nostro filtro di musiciste”.
Nel video gli sguardi, le carezze, la musica, le parole, descrivono l’importanza e la preziosità di piccoli gesti che tra compagne di cella, in carcere, possono avere un valore immenso e dare la forza di resistere. Sullo sfondo nero vengono proiettate alcune pagine dei diari di Sepideh in lingua originale.


Il 24 aprile Giana Guaiana e Bruna Perraro saranno ospiti della trasmissione televisiva Buongiorno Regione che va in onda a partire dalle 7.30 su Rai3 della regione Sicilia.
Il disco sarà presentato in diverse date a Palermo: il 29 aprile presso Spazio Cultura Libreria Macaione, l’11 maggio presso Prospero/Enoteca letteraria, a fine maggio presso l’Accademia Musicale Catarsi. A metà giugno le due musiciste saranno a Letterando in Fest a Sciacca (Ag) e fra luglio e agosto in Friuli Venezia Giulia.
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