di Kenji Albani – Nella cornice del MystFest, 51esima edizione, storico festival della letteratura del mistero che si tiene a Cattolica, in provincia di Rimini ogni estate dal 1980, abbiamo intervistato lo scrittore Carlo Lucarelli.
Autore di libri e personaggio televisivo, Carlo Lucarelli è noto per le sue storie di genere che spaziano dal giallo al noir al thriller… e tutti i suoi colori. Nato a Parma il 26 ottobre 1960, pronipote di Antonio Meucci, proprio lui, l’inventore del telefono (forse per questo ama comunicare e inventare), è creatore dell’Ispettore Coliandro, la più famosa delle sue creature, protagonista di una serie Rai di successo. L’ispettore bolognese è interpretato da Giampaolo Morelli.


Lucarelli, con la sua lunga barba bianca, è una persona affabile che si fa facilmente avvicinare per un autografo, una foto-ricordo e… un’intervista. L’autore era lì per intervenire alla presentazione dei libri di Massimo Carlotto (Trudy) e Gabriella Genisi (Giochi di ruolo).


“Ho iniziato a scrivere da ragazzino – racconta a B-Hop Magazine – . Ho scritto brutte cose, poi sempre un po’ meglio e a ventinove anni, nel 1989, ho scritto un romanzo [Carta bianca per i tipi di Sellerio] perché ho studiato tanto, ho sperimentato”. Da lì ha iniziato a fare fumetti, televisione e radio. Ai più è noto per il programma su Rai Tre, in onda in prima serata dal 1999 al 2009, “Blu notte – Misteri italiani” in cui approfondiva gli eventi strani e sconosciuti della storia del Belpaese a partire dal secondo dopoguerra, tra i quali il Golpe Borghese e la banda della Uno bianca.
Il nuovo libro
Da poco tempo ha scritto a quattro mani con Massimo Picozzi (autore e criminologo forense, oltre che psichiatra) il libro “Nero come il terrore. Storia dell’omicidio nel medioevo”, parte di una serie di libri (i primi due “Nero come il sangue” e “Nero come l’anima”) che vuole illustrare la storia dell’omicidio dall’età contemporanea all’antichità. È nato come podcast ma è stato trasposto in letteratura dopo le opportune modifiche.


Lucarelli e il MystFest
Anche in questa edizione Lucarelli è al MystFest. È qui dal 1990, sin da quando lo invitarono a presentare il suo romanzo e l’anno dopo fu coinvolto nell’organizzazione dell’evento e quelli collaterali.
L’autore è anche giurato del Gran Giallo Città di Cattolica, che può condurre nell’Olimpo degli autori scrittori poco famosi come è successo a Ilaria Tuti, Barbara Baraldi, Andrea G. Pinketts e Loriano Macchiavelli. Carlo Lucarelli è felice di far parte della giuria perché da un lato gli fa piacere far notare le penne che meritano e, inoltre, analizza il livello e le tendenze degli scrittori in erba e pure quelli dei lettori. Una sorta di analisi di mercato.


Lucarelli e il thriller
L’autore è famoso per i suoi libri di genere thriller in tutte le sue sfumature. Dice di essere predisposto per questo tipo di letteratura. “Non scrivo una storia partendo dall’idea di dedicarmi a un genere, come ad esempio il giallo. Inizio a lavorare ad una storia misteriosa, narro senza dire tutto subito. È la tecnica del thriller. Scrivo di cose brutte, come morte, violenza, omicidi… Non mi è mai venuto in mente di dedicarmi ad altri tipi di libri”.
È la sua personalità che lo esorta a scrivere storie di questo tipo e ne siamo tutti felici.





















