di Marianna Mandato – L’etimologia della democrazia è semplice e nota. È l’unione di dêmos , ovvero popolo, come collettività in senso ampio, e crátos, governo, controllo, comando o potere.
Governo del popolo è il semplice significato della democrazia.
Laddove si dichiara esista un governo democratico, il popolo, quello che per definizione ha il potere, sceglie per se stesso ed elegge i suoi rappresentanti.
I rappresentanti devono farsi portavoce del popolo intero, anche di quella parte che non li ha scelti. Giacché è tutto il popolo che vuole e deve essere rappresentato.
In una democrazia, si parte dal presupposto della parità di diritti e doveri di tutto il popolo, rappresentanti compresi.
Non si può parlare di democrazia della maggioranza.
La democrazia non è globale. Ogni Stato democratico ha il suo popolo. Ogni popolo si sceglie i suoi rappresentanti.
La democrazia pertanto non può essere esportata né importata. I rappresentanti di un certo popolo non possono essere “portati da fuori” ossia da altri Stati. L’unica cosa che può essere importata o esportata è l’idea di democrazia.
I rappresentanti non sono l’apice di una piramide che ha come base il popolo. Tantomeno uno fra tutti i rappresentanti.
Se così fosse, non sarebbe più un rappresentante ma il monarca, ossia l’unico a governare (da mónos e árkhō secondo etimologia), e si vivrebbe in una monarchia. Oppure un demagogo, ossia una guida del popolo e pertanto di nuovo l’unico a governare (da dêmos e agōgós). E in tal caso non sarebbe più democrazia ma demagogia.
Delegare la propria rappresentanza ad uno o più rappresentanti non significa scegliersi un monarca o una guida (o leader) da seguire.
I popoli attuali sono consapevoli di quanto detto?
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