Oggi in Giappone è la notte del desiderio: 7 modi per dire “ti amo”

Sette modi per dire ti amo? Nella notte del desiderio, il 7 luglio in Giappone, si può! Un’antica leggenda nipponica, la Tanabata, che trova il suo equivalente anche nella tradizione cinese, racconta la struggente storia d’amore di due innamorati, le divinità Orihime e Hikoboshi, rappresentanti le stelle Vega e Altair, separati dalla via Lattea che si frappose tra di loro, chissà forse per invidia poiché erano estremamente belle e splendenti. Da quel giorno fu loro concesso di vedersi solamente una volta l’anno, ovvero il settimo giorno del settimo mese, quindi il 7  luglio (anche se in alcune parti più tradizionaliste del Giappone viene festeggiata ad agosto).

tan4Inutile ricordare quanto il numero sette sia simbolico in altre culture, quali misteri e leggende, miti e storie popolari porti con sé. Il numero 7 ricorre anche nelle decorazioni che devono essere eseguite con la tipica precisione giapponese: né una in meno, né una in più. Perchè in Giappone l’estetica è belezza ed ha un valore altissimo, quasi sacro. Quali sono? Partiamo dai Kamigoromo, le vesti tradizionali di carta usate nelle sfilate e nelle parate; i Senbazuru, decorazioni di origami; e poi i Tanzaku, che sono forse quelli più popolari e tramandati, nonché i più amati dai partecipanti, cioè strisce di carta dove scrivere poesie e desideri da appendere sugli alberi; i Toami reti tipo quelle da pesca per varie decorazioni che si pensa possano attirare qualche entità magica; i Kuzukago, cestini per contenere i bigliettini, e poi ancora i Fukinagashi, decorazioni molto colorate che vengono appese a sventolare al chiarore delle torce e della luna; ed infine le Kinchaku, ovvero piccole borse.

tan3In Giappone questa tanabata con il passare del tempo da tragedia si è trasformata, come spesso accade, in festività popolare ed oggi è più che altro ricordata come la festa del desiderio (l’etimologia della parola desiderio deriva dal latino: [desiderium], composto di [de] e [sidera]: la mancanza delle stelle, quindi quanti rimandi al mito, quante metafore, no?). La festa di chi ha perso qualcosa e lo rivorrebbe, di chi ama, di chi vorrebbe essere amato, la festa di chi affida al cielo un pezzo di sè. La festa dei sogni, delle speranze, dell’amore e della magia di tutto ciò che nostalgicamente richiama i nostri sensi.

https://www.youtube.com/watch?v=R5d8MTbC7xo

Questa festa ha precisi rituali: la notte del 7 luglio vengono appesi ai rami degli alberi tantissimi fogliettini colorati, con sopra scritte le proprie richieste, un po’ come delicate preghiere, speranze amorose, messaggi all’universo. Tutti questi colorati biglietti sono accompagnati da danze e musiche e la notte diventa occasione per festeggiare le stelle, guardare il cielo e sperare in qualcosa di bello.

Maria Cristina Famiglietti

Laureata in Lettere ed in Sociologia sono insegnante. Qui mi occupo di libri, arte, creatività e storie vere, rinascite e nuovi orizzonti.
''Io b-hop che me la cavo''.
Maria Cristina Famiglietti
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Laureata in Lettere ed in Sociologia sono insegnante. Qui mi occupo di libri, arte, creatività e storie vere, rinascite e nuovi orizzonti. ''Io b-hop che me la cavo''.