L’appello di studenti e ricercatori: “Vogliamo un’Europa più forte, democratica e inclusiva”

di Giulia Segna – Un gruppo di studenti e giovani ricercatori italiani si è dato appuntamento a Perugia per rivolgere un appello a David Sassoli, presidente del Parlamento europeo. Riflessioni e suggerimenti sui temi ambientali, economici, istituzionali e migratori, per un’Europa più forte, democratica e inclusiva. “Vogliamo prenderci cura della nostra Unione europea”

Tante le idee emerse dal gruppo di giovani, che si è incontrato nei giorni scorsi a Perugia, in occasione della Catena Umana della Pace. L’evento è stato organizzato dall’associazione Tavola della Pace e dal Comitato promotore Marcia PerugiAssisi.  

Vengono da ogni regione d’Italia, hanno età diverse, ognuno con un particolare percorso professionale e di volontariato, tutti orgogliosamente cittadini europei.

Grati di vivere in una zona del mondo che garantisce libertà, pace e democrazia; chiedono, tuttavia, che l’Ue attui una serie di politiche migliorative su numerosi fronti, per un futuro più sostenibile e inclusivo. Lo fanno rivolgendosi direttamente al presidente del Parlamento europeo David Sassoli, attraverso una lettera.

Tra le principali urgenze da affrontare, quella ambientale: i giovani chiedono che venga dichiarata a livello europeo l’emergenza climatica ed ecologica; che l’Ue adotti risoluzioni vincolanti affinché tutti gli Stati membri siano obbligati a raggiungere lo zero netto di emissioni di gas a effetto serra entro il 2050; una riforma della Politica Agricola Comune (PAC) che stabilisca regole di assegnazione dei fondi solo in presenza del rispetto della sostenibilità ambientale e agricola.

“Costruire l’Europa unita non dovrebbe significare solamente abbattere le barriere economiche e fisiche” si legge nel documento, “ma dovrebbe basarsi soprattutto sulla rivendicazione di una appartenenza comune”.

Per questo suggeriscono che il concetto di cittadinanza europea da derivata diventi primaria; che venga realizzata una carta d’identità comunitaria; che siano istituite delle liste transnazionali per le elezioni politiche del Parlamento europeo.

Relativamente ai temi economici, immancabili nell’ottica di una revisione strutturale, si legge che “il nostro è un mondo sempre più governato dal mercato globale, che soffoca e annulla le volontà dei singoli e le azioni dei governi”.

È per questo che pretendono l’attuazione di

un’economia sociale e solidale, basata su un nuovo modello di produzione e consumo;

una politica fiscale comune e un bilancio unico europeo; un aumento delle risorse proprie dell’Ue che la renda indipendente dagli Stati membri; la creazione di meccanismi di controllo verso le multinazionali, sia da un punto di vista fiscale che di tutela dei dipendenti.

“La società del domani non può prescindere da un serio investimento nell’istruzione e nella ricerca”, concordano i ragazzi; per questo propongono l’inserimento dell’educazione alla cittadinanza europea come materia obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado, con l’obiettivo di promuovere un’identità e una cultura comune.

Si suggerisce, inoltre, di destinare almeno il 10% del PIL all’istruzione e di garantire maggiori investimenti in centri di ricerca transnazionali, per un sistema di sviluppo basato sullo scambio di conoscenze e competenze.

Considerando la centralità del diritto al lavoro e dei diritti dei lavoratori, il gruppo domanda l’istituzione di un salario minimo europeo e una nuova legislazione ispirata alla carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori, nonché la creazione di un welfare europeo.

L’umanità è per natura migrante. L’immigrazione è un fenomeno strutturale e immanente della storia umana”

si legge nella lettera.

Perciò è richiesta una riforma del Regolamento di Dublino basata sullo Ius humane dignitatis da conferire ad ogni persona che, per qualsiasi motivo, senta la necessità di allontanarsi dalla terra natale; la realizzazione di corridoi umanitari europei; l’interruzione degli accordi in materia migratoria con Paesi che non rispettano i diritti umani (in particolare Turchia e Libia).

Molti dei giovani seduti intorno al tavolo hanno concordato che l’Unione europea necessiti di una forte governance sovranazionale in grado di affrontare una ristrutturazione.

Questa è raggiungibile attraverso l’attribuzione di poteri di controllo al Parlamento europeo nei confronti del Consiglio europeo; l’estensione della procedura co-decisionale alla politica estera di sicurezza comune; il potenziamento della Banca Centrale Europea (BCE) e un maggiore controllo parlamentare su di essa.

“Non è più ammissibile agire nel sistema delle relazioni internazionali senza l’interiorizzazione di una sincera visione comune da parte di tutti gli Stati membri“, denunciano alcuni.

Per questo chiedono, in ultima istanza, che l’Ue assuma un’iniziativa negoziale in Medio Oriente a tutela del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese; che siano sciolti gli eserciti nazionali in favore di una forza di polizia dell’Unione europea; che sia prevista una riforma del Consiglio di Sicurezza che preveda la rappresentanza delle organizzazioni regionali; che sia istituita un’assemblea parlamentare delle Nazioni Unite; che sia rispettato il divieto della vendita di armi ai Paesi belligeranti; che l’Unione europea sia finalmente dichiarata zona libera da armi nucleari.

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Giulia Segna

Giulia Segna

Faccio ricerca nel campo delle relazioni interculturali. Ho 29 anni, di Roma. Mi diverto a osservare, ascoltare e annotare la realtà che mi circonda: la vita è colorata di infinite sfumature ma per riuscire a vederle bisogna rallentare e concedersi il giusto tempo. Io B-hop perché... pensare e diffondere positività è la chiave per vivere felici, tutti.