La rana, simbolo di positività e cambiamento. Una mostra a Fermignano

di Agnese Malatesta – Non è proprio una gran bellezza, ma la rana è un animale dall’aria simpatica che incuriosisce. Sarà forse per quel richiamo fiabesco che vuole il ranocchio trasformarsi in principe a cui aspirano fanciulle sognanti. Oppure per quel diffuso significato simbolico, che parte da lontano, fin dagli egizi e anche prima, che vuole il piccolo anfibio icona di portafortuna, di trasformazione e di cambiamento. Insomma di simbolo di positività (lo è anche per B-hop magazine!).

La rana è la ‘personalità’ assoluta celebrata in una cittadina delle Marche, Fermignano, in provincia di Pesaro e Urbino, che diede i natali all’architetto Donato Bramante e nota per lo spettacolare ponte romano a tre arcate sul fiume Metauro.

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Qui, da tempi lontani, si festeggia la rana con un ‘Palio’ (il Palio della Rana, appunto) nella prima domenica dopo Pasqua. Ma Fermignano è anche il luogo dove è stata allestita una mostra permanente di riproduzioni di rane.

Una raccolta, forse unica al mondo, che conta oltre mille esemplari.

Si tratta di una collezione abbastanza recente, allestita nella sede della Pro loco, donata nel 2013 da una signora torinese, ma milanese di adozione, Anna Geisser Pagani, che nel paesino marchigiano amava passare le sue vacanze, giunta lì perché luogo di origine della famiglia del marito. Un regalo generoso e significativo che testimonia la simpatia della donna verso i fermignani, amanti di quanto rappresenta la rana.

Una raccolta cominciata per caso, negli anni ‘70: durante un ‘Palio della Rana’ fu regalata una rana a suo figlio.

Da lì girando il mondo cominciò la ricerca di rane, in ogni tipo di materiale, di vetro, di metallo, di ceramica, di legno. Amici e parenti furono poi  coinvolti nell’acquisto di riproduzioni di rane in ogni luogo del mondo, in mercatini e negozi. Molti esemplari, oggi presenti nella mostra, provengono da paesi orientali, dove l’animaletto è segno di benessere e fortuna. Addirittura, una in metallo prezioso fu donata alla signora Anna, nel 1972, dall’argentiere scultore Guido Testera.

Una collezione nata quindi da uno spirito che ha mosso curiosità e motivazione di tanti che hanno così partecipato alla sua costruzione e, cosa più importante, uscita dall’ambito familiare per essere messa a disposizione dei tanti turisti che arrivano a Fermignano e possono respirare un’aria di piacevole interesse verso la rana e i suoi molteplici significati, del senso di positività che racconta.

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Agnese Malatesta
Agnese Malatesta

Agnese Malatesta

Giornalista professionista. Per trent’anni cronista all'Ansa, mi piace raccontare fatti e persone ‘comuni’. Scrivo su B-hop perché quelle storie, forse semplici ma non scontate, e comunque vitali e positive, di solito non fanno la storia del momento ma arricchiscono le vite di tutti. Mi piace pensare che questo sia un modo per contribuire al vivere civile. Sempre attratta dai temi sociali – laureata, più o meno consapevolmente, in Sociologia – guardo con passione alle novità in questo ambito. Ho una predilezione per i fiori, le rose in particolare, e per le scrittrici donne.