I libri di Katsumi Komagata, un incanto per i bambini di ogni età

(di Giulia Clarkson) – Libri multi dimensionali e sorprendenti, raffinati e poetici. Le creazioni del designer giapponese Katsumi Komagata incantano i bambini di ogni età.

Per la palese semplicità, frutto in vero di profonda conoscenza di design, pop-up, origami e tangram. Il tutto sapientemente dosato e messo a frutto sulla carta dove giocano colori, forme e stimoli sensoriali.

Katsumi Komagata in Sardegna – ©: G.Clarkson

Il risultato è un’esperienza dialogica unica, in cui autore e fruitore avvicinano le loro sensibilità.

Calarsi nell’immagine significa lasciarsi emozionare e sorprendere dal gioco.

Nell’incontro con il pubblico cagliaritano, organizzato dallo Sportello Proprietà Intellettuale di Sardegna Ricerche nell’ambito della mostra “Ri-Creazione” a Sa Manifattura, il pluripremiato e poetico designer giapponese ha riportato all’ambito familiare, ovvero alla nascita della figlia prima, dei nipoti poi, l’idea del libro come di “piccola palestra per la mente” di cui parlava già Bruno Munari.

Dell’autore de I Prelibri disegnati a partire dalle mani dei bimbi e rispondenti alle loro curiosità e sviluppo, Komagata è infatti erede e continuatore del pensiero pedagogico.

La nascita di sua figlia nel 1990 – oggi sua collaboratrice – e l’osservazione del suo modo di percepire e conoscere il mondo, è stata l’ispirazione per la serie di dieci libri Petit yeux.

“Un neonato conosce la madre per aver convissuto nove mesi con lei.

Il rapporto con il padre è tutto da creare, e così quando mia figlia, a pochi mesi, ha iniziato a muovere gli occhi e a guardarmi, ho pensato di presentarmi in qualità di padre, incuriosendola”

dice illustrando un libricino bianco e traforato di cerchi concentrici neri.

È un qualcosa che attira i piccoli, spiega, perché ricorda il seno materno. Poi arrivano i colori, le forme che si trasformano in personaggi e storie al girare della pagina, opere di cartotecnica che omaggiano l’allegria e favoriscono la relazione.

“Il processo di crescita dal bambino va seguito passo dopo passo e bisogna avvicinarsi gradualmente”.

E se la precisione del segno è rigorosa, altrettanto è il rigore che l’autore usa nel riflettere le capacità dei bambini invitati a trarre massimo piacere dall’osservazione e dalla manipolazione.

Ma un libro è anche un atto di profondo ringraziamento, quando nasce come pensiero per un’anima partita troppo presto.

È il caso di “Petit Arbre“, storia pop up di un albero che attraversa il suo percorso vitale, dalla giovinezza allo splendore adulto fino alla fine, per risorgere assecondando il ciclo continuo della natura. Altra storia che narra la grazia e la raffinata eleganza di un tratto che si nutre di profonda sensibilità.

È con l’agenzia One Stroke, nata nel 1986 dopo varie esperienze al Centro giapponese del design di Tokio, Los Angeles e New York, che Komagata, classe 1953, inizia a progettare e pubblicare gran parte dei suoi libri.

Noto in particolare per la serie “Little Eyes”, ha vinto la Medaglia d’argento dell’Art Directors’ Club di New York e, nel 2006, il Design Award di Tokyo con il progetto per l’Ospedale dei bambini di Kyushu.

In Europa collabora con lo studio francese Les Trois Ourses, per la formazione artistica dei più piccoli.

 

Lavora inoltre sulla percezione estetica dei non vedenti e dei daltonici studiando i cromatismi, abbinando colori e forme. Perché

l’esperienza che si compie attraverso i suoi libri sia quella di un viaggio aperto e accessibile a tutti.

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Giulia Clarkson

Sopravvissuta al duro e provante giornalismo istituzionale, risorge con B-Hop lungo la meta della felicità. Al vento di poppa preferisce il gran lasco e, confidando nell'evoluzione della tormentata adolescenza della sua progenie, contempla navigazioni in barca a vela in cui alternare la scrittura di romanzi a intensi canti al timone. Riprende luce il desiderio di realizzare libri e spettacoli di teatro per bambini. Unica certezza: i trampoli, appesi al chiodo qualche decennio fa, lì rimarranno.
Giulia Clarkson
Giulia Clarkson

Giulia Clarkson

Sopravvissuta al duro e provante giornalismo istituzionale, risorge con B-Hop lungo la meta della felicità. Al vento di poppa preferisce il gran lasco e, confidando nell'evoluzione della tormentata adolescenza della sua progenie, contempla navigazioni in barca a vela in cui alternare la scrittura di romanzi a intensi canti al timone. Riprende luce il desiderio di realizzare libri e spettacoli di teatro per bambini. Unica certezza: i trampoli, appesi al chiodo qualche decennio fa, lì rimarranno.