Formichella, nel cuore dell’Umbria il centro che cura gli animali selvatici (e non solo)

(di Patrizia Caiffa) – Il centro rifugio per animali selvatici Formichella è un luogo protetto nel cuore dell’Umbria, sul Monte Peglia, dove vengono curati e riabilitati gli animali selvatici feriti e ospitate le specie esotiche confiscate.

E’ la più grande delle quattro strutture gestite in Italia dai Carabinieri Forestali, tra le eccellenze italiane in tema di salvaguardia della fauna selvatica. Oggi ospita almeno 400 animali.

© P.Caiffa

Quando è possibile gli animali vengono reintegrati nel loro habitat naturale.

Gli animali esotici, nati e cresciuti in un ambiente domestico, non riuscirebbero invece sopravvivere a lungo in un territorio diverso da quello originario, e diventerebbero presto delle specie “aliene”, che andrebbero ad impattare negativamente sulla catena alimentare.

Pur restando a vita nel centro vengono coinvolti in attività di educazione ambientale con i visitatori.

Qui, previa richiesta al Reparto biodiversità dei Carabinieri di Assisi e su appuntamento, è possibile vedere da vicino falchi pellegrini e codaioli, aquile, poiane, allocchi, gufi, barbagianni, nibbi, civette, cigni, varie specie di pappagalli, daini, caprioli, cinghiali, istrici, volpi, tartarughe, fagiani, lepri.

E gli animali esotici confiscati perché portati illegalmente in Italia, come i procioni, altrimenti detti “orsetti lavoratori”. Il motivo? Prima di mangiare il cibo lo lavano accuratamente nell’acqua.

All’inizio della visita i carabinieri (ex forestali) o il personale che lavora nella struttura accompagnano i visitatori alla sala-ambulatorio dove vengono sistemati e curati gli uccelli feriti appena arrivati.

Trascorso un sufficiente periodo di tempo, necessario alla guarigione, sono spostati in voliere medie e grandi, per abituarli a riprendere dimestichezza con il volo.

Poi, al momento giusto, vengono liberati verso l’aria e gli spazi aperti. Accade spesso durante le visite dei ragazzi delle scuole o delle associazioni che si occupano di persone con disabilità.

Il centro è allestito con spazi appositi dedicati alle attività didattiche: gli studenti sono invitati a realizzare collage con le foglie degli alberi e altri materiali della natura; ricevono informazioni sulle varie specie animali e vegetali presenti nei boschi del Monte Peglia, che ha ottenuto lo scorso anno il titolo di riserva naturale Unesco Mab (acronimo di Man and Biodiversity) per la ricca biodiversità.

I carabinieri spiegano che molte persone li contattano da varie parti dell’Umbria e del centro Italia quando trovano cuccioli feriti o apparentemente abbandonati, ad esempio i ricci. In quel caso, precisano, è meglio lasciarli lì e aspettare che la madre, sicuramente nelle vicinanze ma nascosta agli occhi degli umani, torni ad accudirli. Spostarli in un centro lontano chilometri non farebbe certamente il loro bene.

Gli animali vengono nutriti una volta al giorno dal personale, sempre amorevole e attento.

I daini, i caprioli e i cervidi hanno ampi spazi a disposizione per correre e saltare. L’intera riserva copre infatti 125 ettari. Molti, una volta liberati, tornano addirittura al centro per cercare cibo.

© P.Caiffa

Accarezzare un barbagianni bianco addormentato o una tartarughina, ammirare da vicino il volo di un falco in un voliera grande è una esperienza unica ed emozionante. Figurarsi per i bambini.

La selvaggia e ancora intatta natura dei dintorni, tra lecci, querce, cerri e pini neri, sembra ringraziare per questo intervento dell’uomo, una volta tanto estremamente rispettoso nei confronti della terra e di tutti i suoi esseri viventi.

Formichella è a mezz’ora da Orvieto, due ore da Roma.

Gli altri centri sono a Vincheto di Celarda (Belluno), Pescara, Monte di Mezzo (Isernia) e Castelvolturno (Caserta).

***

Questo articolo e tutti gli articoli pubblicati da B-hop magazine sono originali e tutelati dal diritto d’autore. Per chiedere l’autorizzazione alla pubblicazione dei contenuti su altri siti o blog, riproduzione in qualsivoglia forma o sintesi, contattare info@b-hop.it e citare l’autore con link alla fonte. 

Patrizia Caiffa

Direttrice responsabile di B-hop magazine. Giornalista professionista, lavoro dal '98 all'agenzia Sir. Scrivo libri e viaggio (tanto) nel Sud del mondo. Curiosa di nuove avventure, dentro e fuori di me, ho voluto B-hop per portare bellezza, fiducia e consapevolezza nel mondo dell'informazione.
Patrizia Caiffa
Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Direttrice responsabile di B-hop magazine. Giornalista professionista, lavoro dal '98 all'agenzia Sir. Scrivo libri e viaggio (tanto) nel Sud del mondo. Curiosa di nuove avventure, dentro e fuori di me, ho voluto B-hop per portare bellezza, fiducia e consapevolezza nel mondo dell'informazione.