Covid-19, mascherine e guanti: Plastic free, “un vero disastro ambientale”

(di Patrizia Caiffa) – “Purtroppo ci troviamo davanti ad un vero e proprio disastro ambientale”: è l’allarme lanciato da Rosa Reale, vicepresidente di Plastic Free,  l’organizzazione di volontariato che si batte per liberare il mondo dalla plastica. Come tanti di noi, in più esperta del settore, soffre nel vedere abbandonati in terra, sui marciapiedi, sulle spiagge, ovunque, centinaia di migliaia di mascherine usa e getta e guanti in plastica.

Se le persone comprendessero i danni che stanno facendo a se stesse – afferma Rosa Reale a B-hop magazinesmetterebbero di inquinare. Ogni settimana l’uomo ingerisce oltre 5 grammi di plastica da bevande e cibo“.

Rosa Reale, vicepresidente Plastic free

Dopo il lockdown e ora con la ripartenza, le mascherine e i guanti sono diventati obbligatori nei luoghi chiusi.

Tante realtà ambientaliste e ricercatori hanno denunciato il rischio di una nuova emergenza ambientale. Plastic free stima “oltre 40.000 kg di plastica al giorno che si sommeranno all’inquinamento attuale“, denuncia la vicepresidente.

L’organizzazione promuove dal 2019 iniziative sui social ed eventi con l’obiettivo di informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità della plastica, in particolare quella monouso.

Ha organizzato raccolte dei rifiuti di plastica e petizioni on line. Da qui l’appello ai governi perché “incentivino la green economy e frenino la produzione della plastica”. E a tutti i cittadini: “Non ignorate il benessere del nostro pianeta”.

L’emergenza sanitaria rischia di trasformarsi presto in emergenza ambientale?
Purtroppo è così, ci troviamo davanti ad un vero e proprio disastro ambientale. Il Politecnico di Torino ha stimato che dall’inizio della Fase 2, cioè dal 4 maggio 2020 l’utilizzo di mascherine e guanti supererà una quantità di un miliardo al mese.

Se solo l’1% dovesse finire nell’ambiente, parliamo di oltre 40.000 kg di plastica che si sommano all’inquinamento attuale.

In modo particolare, quello dovuto dai guanti in plastica è in assoluto il più pericoloso poiché sono facilmente trasportabili dal vento e una volta finiti nei mari sono facilmente confusi con cibo o meduse da parte della fauna marina.

Volontari Plastic free

Questo significa che in Italia il livello di inciviltà e poca cura per l’ambiente è ancora alto. A cosa è dovuto e cosa potrebbe sollecitare le persone ad amare e rispettare la loro terra?
La mancanza di conoscenza dei reali danni che la plastica può arrecare è il motivo per il quale non si presta la giusta attenzione.

Oggi, la quantità di plastica che finisce negli oceani è di oltre 10 milioni di tonnellate ogni anno ed è un dato in continua crescita.

Un inquinamento considerato dall’Onu il più pericoloso in assoluto poiché oltre ad inquinare, uccide: 100.000 mammiferi e 1 milione di uccelli marini muoiono ogni anno.

E infine, non solo ambiente e non solo animali bensì anche salute dell’uomo. Se le persone comprendessero i danni che stanno facendo a se stessi smetterebbero di inquinare. Ogni settimana l’uomo ingerisce oltre 5 grammi di plastica, da bevande e cibo.

Durante l’emergenza Covid-19 ci sono state imposte tante regole e restrizioni per arginare i contagi. Il governo avrebbe potuto incentivare di più la produzione e l’uso di mascherine riutilizzabili, guanti biodegradabili? Rischiamo di tornare peggio di prima?
Si, l’emergenza Covid-19 aveva apparentemente dato segnali positivi per l’ambiente, ma solo dal punto di vista di emissioni di Co2. Il ritorno al monouso per ragioni sanitarie ci sta portando indietro di anni rispetto al progresso fatto di recente.

I governi devono incentivare il più possibile lo sviluppo della green economy e frenare la produzione della plastica.

Avete fatto proposte in tal senso?
La nostra associazione ha lanciato una petizione per fermare i guanti i plastica che ha raccolto oltre 12.000 firme. Si è mossa con diverse realtà comunali spingendo gli amministratori locali ad emanare ordinanze contro l’inquinamento da materiale di protezione Covid e denunciato su ogni canale possibile, social e media, questo inquinamento, con l’obiettivo di sensibilizzare più persone possibili. Abbiamo raggiunto oltre 20 milioni di utenti con i nostri post recenti.

Per concludere, qual è il vostro appello a tutti gli italiani?
Non ignorare il benessere del nostro pianeta, è questo il nostro appello. Entrare a far parte della nostra associazione tramite il nostro sito plasticfreeonlus.it è il modo per unire le forze ed impattare in maniera decisa contro l’inquinamento più pericoloso al mondo.

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Patrizia Caiffa

Direttrice responsabile di B-hop magazine. Giornalista professionista, lavoro dal '98 all'agenzia Sir. Scrivo libri e viaggio (tanto) nel Sud del mondo. Curiosa di nuove avventure, dentro e fuori di me, ho voluto B-hop per portare bellezza, fiducia e consapevolezza nel mondo dell'informazione.
Patrizia Caiffa
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Direttrice responsabile di B-hop magazine. Giornalista professionista, lavoro dal '98 all'agenzia Sir. Scrivo libri e viaggio (tanto) nel Sud del mondo. Curiosa di nuove avventure, dentro e fuori di me, ho voluto B-hop per portare bellezza, fiducia e consapevolezza nel mondo dell'informazione.